Episiotomia, a che cosa serve il taglio del perineo e perché non è più di routine

Per tantissimi anni le donne che hanno partorito naturalmente hanno dovuto affrontare l’episiotomia, ovvero il taglio del perineo per favorire l’espulsione del bambino. Oggi questo intervento medico si effettua solo in caso di stretta necessità. Come funziona e perché non è più considerato di routine?
Valentina Rorato 25 Novembre 2020
* ultima modifica il 17/12/2020

Per molti anni durante i parti vaginali i medici hanno effettuato di routine un taglio del perineo, noto come episiotomia, per favorire e accelerare il passaggio del bambino. Questa pratica oggi non è più considerata step obbligatorio del parto naturale, ma si pratica solo quando realmente necessaria. Come avviene e come si cura?

Cos’è?

L'episiotomia, chiamata anche perineotomia, è un'incisione praticata sul perineo, il tessuto tra l'apertura vaginale e l'ano, durante il parto. Questa procedura viene eseguita per allargare l'apertura vaginale. Normalmente, una volta che la testa del bambino è fuori, seguono le spalle e il resto del corpo. Può succedere però che la dilatazione non sia sufficiente per il passaggio della testa e allora si esegue un’incisione per facilitare l'espulsione ed evitare che i tessuti si strappino.

Dopo la nascita e il secondamento, ovvero l’espulsione della placenta, il medico dovrà riparare il taglio con dei punti. Sebbene questa procedura una volta fosse considerata di routine, oggi non è più così. Anzi, si cerca quanto più possibile di evitare questo intervento a favore di una nascita vaginale con ritmi più rispettosi della donna e del bambino, ovvero dare alla mamma il tempo di dilatarsi completamente, anche se possono passare ore.

La procedura è stata pensata anche per aiutare a preservare il supporto del tessuto muscolare e connettivo del pavimento pelvico. Tuttavia, con il tempo, si è notato che questo taglio non dava i benefici sperati, ovvero non evitava i prolassi.

Quando è necessaria

L’episiotomia di routine non è consigliata ma ci sono delle situazioni in cui è necessaria la procedura. Quando il medico può decidere che deve tagliare?

  • Se la spalla del tuo bambino è bloccata dietro l'osso pelvico (distocia della spalla)
  • Se il tuo bambino ha una frequenza cardiaca anormale durante il parto
  • Se hai bisogno di un parto vaginale operativo, quindi con l’uso di forcipe o pinze
  • Se la fase di travaglio sta diventando eccessivamente lunga
  • Se il bambino è grande

Come si esegue

Esistono due tipi di incisioni per l’episiotomia:

  • Incisione sulla linea mediana. È un taglio sulla linea mediana eseguito verticalmente. È più facile da suturare, ma ha un rischio maggiore di estendersi nell'area anale.
  • Incisione mediolaterale. In questo caso il medico fa un taglio ad angolo che offre una migliore protezione da una lacerazione estesa che può colpire l'area anale, ma è spesso più dolorosa ed è più difficile da suturare.

Generalmente, sarai sdraiata su un letto per il travaglio, con i piedi e le gambe supportati per il parto. Se non ti è stata somministrata alcuna anestesia, ti verrà iniettato un anestetico locale nella pelle e nei muscoli perineali. Questo intorpidirà i tessuti, prima che venga praticata l'incisione. Se viene utilizzata l'anestesia epidurale, non avrai alcuna sensazione dalla vita in giù. In questo caso, non avrai bisogno di più anestesia per l'episiotomia.

Quando si effettua? Durante la seconda fase del travaglio (la fase di spinta), quando la testa del tuo bambino allarga l'apertura vaginale. In quella situazione, il tuo medico utilizzerà delle forbici chirurgiche o un bisturi per eseguire l'incisione. Ovviamente, dopo il secondamento, verrà suturata.

Tempi di guarigione

La guarigione ha bisogno dei suoi tempi. La buona notizia è che i punti dovrebbero assorbirsi da soli. Nel periodo di cicatrizzazione della sutura potrebbero consigliarti l’assunzione di un analgesico o di un ammorbidente per le feci. Inoltre, sembrano essere efficaci anche le creme, gli spray o gli unguenti antidolorifici  locali.

Un impacco di ghiaccio può aiutare a ridurre il gonfiore e il dolore. Evita la doccia e favorisci i bagni poco profondi caldi o freddi che possono alleviare il male e accelerare la guarigione.  Si raccomanda di mantenere l'incisione pulita e asciutta e ciò è particolarmente importante dopo la minzione e i movimenti intestinali.

Si può prevenire?

Durante la gravidanza, la mamma può lavorare per prevenire la necessità dell’episiotomia. Ovviamente, spetta sempre al medico l’ultima parola, ma puoi fare un percorso che inizia da un corso preparto o dalla consulenza di un’ostetrica per arrivare al parto vaginale ben preparata. Prima di tutto devi "allenare" il pavimento pelvico: si consiglia di massaggiarlo con dell’olio di mandorla dolce e fare degli esercizi di rafforzamento, che servono anche ad acquisire una maggiore consapevolezza di questo muscolo. Questi piccoli allenamenti si possono fare attraverso il pilates o praticando gli esercizi di Kegel.

Un’altra cosa importante è la scelta della posizione in cui si desidera partorire. Nessuno dovrebbe importi di stare sdraiata sulla schiena con le gambe divaricate. Potresti infatti stare in piedi, accovacciata o comunque assumere una posizione che ti dia sollievo, soprattutto nel travaglio. Inoltre, il parto in acqua è un'ottima opzione per evitare l'episiotomia.

Fonti| MSD Manuals; Humanitas

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