Eritema solare: cos’è, come si previene e i rimedi per curare le scottature

L’eritema solare è una scottatura, ma non devi mai sottovalutarla. Nei casi più gravi può evolversi in un’ustione, provocandoti dolore per diverso tempo. Ci sono però molti modi in cui puoi proteggerti dai raggi ultravioletti, responsabili del problema, e prevenire questa forma di allergia della pelle.
Alessandro Bai 28 settembre 2020
* ultima modifica il 28/09/2020

Si chiama eritema solare quella scottatura che, quasi sicuramente, ti sarà capitato di prendere almeno una volta dopo un’esposizione prolungata al sole che ha portato all’infiammazione della tua pelle, magari proprio al primo giorno di mare, quando l’entusiasmo per l’inizio delle vacanze ti ha fatto dimenticare l’importanza di proteggerti dai raggi ultravioletti (UV).

Tra i sintomi che puoi avvertire in caso di eritema solare ci sono l’arrossamento della cute e il prurito, se la scottatura non è particolarmente grave. Ricorda però che nei casi peggiori potresti sviluppare una vera e propria ustione, notando la comparsa anche di bolle o vesciche. Tutti questi segni compaiono di solito sul viso e altre zone scoperte come le braccia.

In altre parole, non fare l’errore di sottovalutare l’eritema solare, che può comunque diventare un problema serio, specialmente se a scottarsi sono bambini o persone con la pelle molto delicata. Esistono dei rimedi per alleviare i sintomi e i segni della scottatura, oltre a vere e proprie terapie per guarirla, ma proteggerti con una crema solare adatta alla tua pelle prima dell’esposizione al sole è un punto di partenza fondamentale per non rovinarti le vacanze. Se ti scotti, però, sarà importante intervenire il prima possibile.

Cos’è l’eritema solare?

Come ti ho spiegato, quindi, la classica scottatura causata da un’esposizione al sole prolungata ed eccessiva della pelle prende il nome di eritema solare.

Questa scottatura, che causa l’infiammazione della cute, fa parte delle forme di allergia della pelle che si verificano quando questa viene esposta ai raggi UV eccessivamente o senza un’adeguata protezione solare.

Quando prendi il sole, i raggi ultravioletti che arrivano sulla tua pelle si distinguono in UVA e UVB. Questi ultimi vengono assorbiti dall’epidermide, ovvero lo strato più esterno della pelle, al contrario degli UVA che invece penetrano fino al livello più interno della cute, chiamato derma. Sono soprattutto le radiazioni ultraviolette UVB a provocare l’eritema solare, ma anche i raggi UVA giocano un ruolo attivo nel processo infiammatorio della cute.

Naturalmente tutti possono scottarsi se si espongono al sole senza precauzioni, ma il rischio che hai di sviluppare un’eritema solare dipende dal tuo fototipo, ovvero la categoria che in ambito dermatologico classifica le persone a seconda della melanina presente nella pelle. I fototipi sono 6, sono stabiliti in base al colore della pelle, dei capelli e degli occhi, e indicano quanto la tua pelle è sensibile e vulnerabile ai raggi ultravioletti. In altre parole, se appartieni al fototipo 1 hai grandi probabilità di scottarti se non ti proteggi bene, ma anche se sei di fototipo 6 non dovresti abbassare la guardia.

Ci sono però persone che per natura hanno più probabilità di incorrere in un’eritema solare: sto parlando naturalmente dei bambini, specialmente se sotto i 3 anni, e degli anziani.

Le cause

Abbiamo già visto il principale motivo dell’eritema solare, ma ti interesserà sapere qual è l’esatto meccanismo che porta i raggi UV a infiammare la tua pelle quando la esponi al sole troppo a lungo e causa il successivo arrossamento, che poi è la risposta del tuo sistema immunitario.

I raggi ultravioletti, infatti, agiscono in modo aggressivo causando la vasodilatazione dei capillari presenti sotto la tua cute, in altre parole ne aumentano il diametro facendo affluire più sangue nella zona colpita e dando via al processo infiammatorio.

Tutto questo favorisce inoltre il rilascio di istamina, una sostanza liberata dal tuo corpo per rispondere a un’infiammazione, responsabile anche del prurito tipico che sentirai in caso di eritema solare.

Se sei appena arrivato al mare e non ti esponi da tempo alla luce del sole allora avrai più probabilità di scottarti, perché nella tua pelle ci sarà meno melanina e sarai meno protetto. Come ti ho spiegato, poi, anche il fototipo influisce sul rischio di eritema solare, ma non fare l’errore di sentirti al sicuro solo perché hai la carnagione più scura.

Sintomi e segni

Che tu vada in spiaggia o decida di passeggiare in montagna in una giornata di sole intenso, possono bastare anche 15 minuti di esposizione ai raggi UV per avvertire i primi segni che annunciano l’eritema solare.

Questi sintomi possono comparire sulla tua pelle da una fino a 24 ore dopo aver preso il sole e dipendono, oltre che dal fototipo, da quanto tempo sei rimasto esposto e da come ti eri protetto. Tra questi potrai notare:

  • Pelle arrossata per effetto dell’infiammazione
  • Sensazione di prurito anche intenso, ma non grattarti se vuoi evitare ulteriori lesioni
  • Dolore, gonfiore o bruciore delle parti colpite
  • Vescicole, bolle o papule pruriginose
  • Secchezza generale della pelle
  • Maggiore sensibilità della cute
  • Colore diverso della pelle esposta al sole
  • Urina di colore simile al rosso o comunque più scura del solito

Solitamente dovresti vedere le manifestazioni cutanee dell’eritema apparire su viso, braccia, mani e piedi, che sono le parti del corpo più esposte. Questi segni potrebbero essere particolarmente intensi nei bambini, visto che la loro pelle è più delicata. Se hai dei figli, quindi, presta particolarmente attenzione a proteggerli in modo adeguato, non solo con una crema solare ma anche con i giusti indumenti.

Se non ti esponi di nuovo al sole, i sintomi si faranno più lievi nel giro di alcuni giorni

Sappi che se sei rimasto troppo a lungo sotto il sole senza le dovute precauzioni, oltre ai segni dell’eritema solare che riguardano la cute, potresti mostrare sintomi anche meno specifici, come ad esempio febbre, brividi e mal di testa.

Generalmente, se non commetterai il grave errore di esporti nuovamente al sole dopo che ti sei scottato, i principali sintomi come il prurito e l’irritazione cutanea dovrebbero diventare più lievi in modo spontaneo in un periodo che va da qualche giorno fino a circa 10 giorni per le scottature più intense.

Diagnosi

Per diagnosticare l’eritema solare il dermatologo o il tuo medico di fiducia osserveranno i segni presenti sulla tua pelle. Il loro aiuto sarà fondamentale soprattutto in caso di sintomi molto acuti e che durano per più giorni, per stabilire un trattamento efficace per alleviare il dolore o l’irritazione.

Possono però esserci dei dubbi nella diagnosi, che vanno risolti con esami più specifici. Sto parlando ad esempio del test ai raggi ultravioletti, utile per capire qual è il tipo di allergia della tua pelle alla luce solare, oppure del patch test, che verifica se la risposta della tua cute sia dovuta ad altre sostanze applicate prima dell’esposizione al sole. Infine, la biopsia cutanea, eseguita prelevando e analizzando piccole parti di tessuto, può essere necessaria se il medico sospetta che tu soffra di altre condizioni, come ad esempio il Lupus eritematoso.

Terapie e rimedi per l'eritema solare

Parlando della cura per l’eritema solare, dobbiamo distinguere i rimedi, anche naturali, che sono utili per alleviare i sintomi della scottatura e le terapie che prevedono l’utilizzo di alcuni farmaci, sempre prescritti dal tuo medico e solitamente necessari solo quando il problema non si risolve da solo dopo alcuni giorni nei quali non ti sei più esposto al sole.

In caso di scottatura, uno dei rimedi ai quali dovresti ricorrere al più presto è senza dubbio l’applicazione di acqua fresca o tiepida sulla parte del corpo interessata, in modo da ridurre il prurito o il bruciore che senti.

Non sottovalutare poi i benefici di creme lenitive o idratanti a base di calamina, calendula o aloe vera, adatte per alleviare il fastidio delle scottature. In generale, va bene anche il più comune doposole grazie al suo effetto rinfrescante. Se vuoi un maggior effetto sulla tua pelle e un maggior sollievo dal bruciore, puoi preventivamente mettere la crema in frigorifero.

Tra le soluzioni naturali che ti possono aiutare a calmare il prurito o il bruciore ci sono anche gli impacchi freddi a base di camomilla, uno dei classici rimedi della nonna.

Forse non lo diresti, ma anche l’alimentazione può dare una mano alla tua pelle. In particolare, gli alimenti che contengono buone quantità di betacarotene e vitamina E favoriscono la rigenerazione della cute e una maggiore produzione di melanina, di cui abbiamo già visto l’importanza. Quindi frutta e verdura come albicocche, carote, pesche, melone, frutti di bosco, spinaci, pomodori e asparagi saranno un toccasana: magari non risolveranno il problema da soli, ma insieme agli altri consigli che ti ho dato ti aiuteranno a far guarire l’eritema solare. Non dimenticare poi di mantenerti idratato bevendo molta acqua.

I cibi che contengono betacarotene stimolano la produzione di melanina, fornendo maggiore protezione alla tua pelle

Infine, quando tutti questi rimedi non saranno sufficienti e le scottature continueranno a provocare fastidio o dolore, dovrai rivolgerti al medico che probabilmente ti prescriverà una terapia topica a base di corticosteroidi (che potrebbero anche contenere antibiotici), che il più delle volte saranno creme da spalmare nei punti in cui avverti il bruciore o più raramente compresse. Tra i principi attivi più utilizzati per questo tipo di terapia ci sono betametasone e gentamicina.

Se l’eritema solare è particolarmente intenso, i farmaci prescritti saranno invece antistaminici o cortisonici, solitamente in compresse.

Come prevenire le scottature

La prevenzione dell’eritema solare si fa innanzitutto proteggendo la pelle con una crema adatta al tuo fototipo. Per farti un esempio: se hai la pelle chiara è inutile scegliere una protezione solare 10 nella speranza di abbronzarti più velocemente, perché questo potrebbe costarti una brutta scottatura.

Sarebbe bene spalmare la crema solare prima di iniziare a prendere il sole, avendo cura di ricoprire le parti più delicate, a cominciare dal viso. Ripeti poi l'applicazione ogni due o tre ore, e sempre dopo aver fatto il bagno o la doccia.

Se credi di essere particolarmente sensibile ai raggi solari, proteggiti ulteriormente con vestiti leggeri, cappelli e occhiali da sole, soprattutto nelle ore centrali del giorno, dalle 11 alle 16. E poi ricordati che l'abbronzatura migliore si ottiene abbronzandosi poco a poco, abituando gradualmente la pelle all’esposizione solare. Insomma, non strafare.

Il betacarotene, di cui sono ricchi gli alimenti che ti ho citato prima, può essere utile anche come terapia preventiva. Oltre ai cibi elencati, assumere integratori che contengono questo pigmento circa un mese prima dell’esposizione al sole potrà fornire una maggiore protezione alla tua pelle dai raggi ultravioletti.

Protezione solare: istruzioni per l'uso

Nella scelta della protezione fai attenzione alla sigla SPF (fattore di protezione solare), che fornisce un'indicazione numerica (da 6 a 50+) relativa alla capacità del prodotto di schermare o bloccare i raggi del sole. In genere si considera una protezione alta con SPF da 30 a 50+, media da 15 a 25 e bassa se inferiore a 15. Scegli sempre la crema solare in base al tuo fototipo, al tempo di esposizione, all'altitudine, alla latitudine e all'età (come ti ho spiegato bambini e anziani devono fare ancora più attenzione).

Controlla sempre la presenza dell'apposito logo anti UV-A e la data di scadenza: la maggior parte dei prodotti dura dai 2 ai 3 anni sugli scaffali di supermercati o farmacie, ma in genere perdono le loro proprietà di filtro dopo un anno che la confezione è stata aperta. Usare una crema solare dopo questa data non è dannoso, ma rischi che ti protegga meno rispetto a quando è stata acquistata.

Fonte| Iss

(Scritto da Gaia Cortese il 23-06-2019)

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