Ernia inguinale: tutto quello che devi sapere

È un disturbo che interessa soprattutto gli uomini ed è provocato dalla fuoriuscita delle viscere intestinali nei canali inguinali oppure attraverso punti deboli dei tessuti. Mi spiace dirti che non si può prevenire, ma se si individua in tempo si può trattare efficacemente ed evitare che peggiori in modo grave.
Angelica Giambelluca 28 Febbraio 2020
* ultima modifica il 10/09/2020

L'ernia inguinale è causata dalla fuoriuscita di viscere intestinali (o altri tessuti) nei canali inguinali oppure attraverso punti deboli dei tessuti.

Cos'è

L'ernia inguinale può essere congenita oppure causata da sforzi eccessivi, fatti anche durante la defecazione, sovrappeso, colpi di tosse molto forti e possono insorgere durante la gravidanza. Devi sapere che l’ernia inguinale è dieci volte più frequente negli uomini delle donne, se congenita può manifestarsi fin dai primi mesi di vita, ma si riscontra più frequentemente con l’avanzare dell’età. Se hai o hai avuto parenti con un’ernia inguinale, potresti avere un rischio otto volte maggiore di avere questo disturbo rispetto a chi non ha casi di ernia in famiglia. L’ernia inguinale non si può prevenire. Le complicanze possono essere serie e se senti dolore, significa che potrebbe essere il momento di sottoporti a un intervento chirurgico. Comunque, non allarmarti. Cerchiamo di scoprire insieme i segnali a cui devi prestare attenzione e come ti devi comportare se sospetti di avere un’ernia inguinale.

Le cause

Le cause dell’ernia inguinale sono diverse e variano a seconda dell’età, del sesso e della familiarità.

Tra i fattori di rischio principali vi sono:

  • Difetti congeniti della parete addominale che possono favorire la fuoriuscita delle viscere. In questo caso siamo di fronte a un’ernia congenita che può presentarsi anche in tenera età
  • Lassità dei tessuti e delle fasce muscolari della parete addominale che possono facilitare il passaggio delle viscere
  • Sforzi molto intensi, ad esempio sollevare carichi pesanti oppure sforzarsi nella defecazione
  • Eccesso di peso Colpi di tosse violenta

Ernia inguinale nella donna

A causa della diversa conformazione della zona pubica, l’ernia inguinale è più frequente nell’uomo mentre nella donna si parla di ernia crurale o femorale. Questo tipo di ernia rappresenta tra il 2% e il 5% delle ernie addominali, si manifesta a causa della fuoriuscita di viscere intestinali nel canale femorale ed è causata dall’indebolimento della fascia ileo-pubica che ricopre questa zona.  Il motivo per cui questo tipo di ernia colpisce soprattutto la donna risiede probabilmente nella forma particolare del bacino femminile che potrebbe favorire questa condizione. I soggetti colpiti hanno, in genere, dai 30-40 anni in su. Nelle donne, essendo alle volte complicato distinguere tra ernia inguinale e femorale, si consiglia spesso l’intervento, anche se non ci sono sintomi. Questo perché le ernie crurali posso strozzarsi molto facilmente e può essere necessario un intervento d’urgenza.

Sintomi

I sintomi iniziali dell’ernia inguinale di solito includono la presenza di un rigonfiamento nella parte bassa dell’addome, ma se si tratta di un’ernia lieve potrebbe anche non esserci dolore.

  • Se l’ernia dovesse aggravarsi, potrebbero insorgere questi sintomi:
  • Bruciore e dolore nella zona inguinale
  • Dolore ai testicoli, allo scroto e alla gamba (per gli uomini)
  • Gonfiore
  • Dolore che si intensifica quando ci si alza in piedi o in seguito a sforzi, affaticamenti, esercizio fisico, lunghe camminate

L’ernia inguinale non si può prevenire, soprattutto se è di natura congenita. Per evitarne l’insorgenza può essere utile mantenere il peso forma, senza perdere o prendere chili in eccesso. Evitare attività fisiche troppo intense e condizioni come la stipsi che comporta sforzi eccessivi durante la defecazione. È inoltre utile mantenere una buona tonicità dei muscoli della parete addominale.

 Quando preoccuparsi?

Le ernie lievi di solito sono asintomatiche, ma è il caso di preoccuparsi qualora l’ernia peggiorasse, diventando strozzata o incarcerata, due condizioni in cui le viscere rimangono intrappolate tra la parete addominale e i muscoli, causando ristagno di materiale che può far insorgere infezioni. Questa situazione può interrompere la vascolarizzazione di questa zona e avere come conseguenza la necrosi (morte) del tessuto. In questi casi occorre sottoporsi a un intervento chirurgico d’urgenza.

La diagnosi

La diagnosi dell’ernia inguinale prevede la valutazione, da parte del medico, della presenza di un rigonfiamento nella parte bassa dell’addome. Se vi sono dubbi si può chiedere al paziente di fare un esame ecografico. Nel caso l’ernia fosse confermata, il medico può provare a fare rientrare le viscere con un’apposita manovra da eseguire manualmente. Se non si riesce, le alternative per curare questo disturbo sono rappresentate dalla chirurgia.

Come si cura

L’intervento per l’ernia inguinale è l’unica soluzione da scegliere nel caso in cui l’ernia comporti sintomi debilitanti, limiti le attività quotidiane o possa aggravarsi, diventando strozzata o incarcerata.

Può essere di due tipi:

  • Tradizionale: con questa operazione "a cielo aperto", si riposizionano le viscere nella loro sede naturale, inserendo una sorta di rete di materiale sintetico che ha lo scopo di rinforzare la parete da dove sono fuoriuscite le viscere
  • Laparoscopico: si tratta di un trattamento mininvasivo che permette, tramite il laparoscopio (uno strumento endoscopico) di accedere alla cavità peritoneale per visualizzare “dall’interno” la zona dove è avvenuto il cedimento e la conseguente fuoriuscita delle viscere. Realizzando 3 o 4 piccole incisioni chirurgiche addominali è possibile introdurre nella cavità addominale telecamera e strumenti chirurgici per far riposizionare le viscere nella loro posizione naturale.

 Ti starai chiedendo, dopo l’intervento di ernia inguinale, quanto dura la convalescenza.

Iniziamo subito col dirti che è necessario stare a riposo, in modo tale che la rete posizionata all’interno della parete addominale possa integrarsi più velocemente e i tessuti si possano cicatrizzare in fretta. Per evitare una possibile recidiva dell’ernia (che è comunque un’evenienze molto bassa, intorno all’1-2% degli interventi) ti consigliamo di non fare  sforzi. Se pratichi sport a livello amatoriale è necessario osservare  risposo di quattro o sei settimane e poi potrai riprendere, gradualmente, l’attività fisica. Non è necessario sottoporsi a fisioterapia. Se pratichi sport a livello agonistico, l’allenamento potrebbe iniziare già dopo due settimane dall’intervento, però la ripresa deve essere fatta sotto stretto controllo del medico sportivo ed eseguendo esercizi mirati con fisioterapisti e preparatori atletici esperti.

Fonti | Humanitas; "Prevalence of groin hernia repair" pubblicato su  PLoS One nel 2013 ; "The inheritance of groin hernia: a systematic review" pubblicato su Hernia nel 2013

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