Esiste un vaccino contro la malaria? No, ma si può prevenire il contagio

Al momento, non esiste un vero e proprio vaccino contro la malaria, nonostante la ricerca stia facendo dei considerevoli passi avanti. Esistono però alcune forme di prevenzione e una profilassi che si dovrebbe seguire quando ci si reca in zone a rischio contagio.
Dott. Albert Kasongo Medico vaccinatore
4 giugno 2019 * ultima modifica il 18/06/2019

La malaria (chiamata anche paludismo) è una malattia causata da parassiti protozoi che appartengono al genere Plasmodium e che sono trasmessi all’uomo tramite la puntura di zanzare femmine appartenenti al genere Anopheles. Fra i 4 tipi di Plasmodium più diffusi (P. ovale, P. vivax, P. falciparum e P.malariae) il più alto tasso di mortalità è stato riscontrato fra i soggetti infettati dal tipo Plasmodium falciparum. Considerata la seconda malattia infettiva al mondo per frequenza e mortalità dopo la tubercolosi, è diffusa maggiormente nelle aree tropicali e sub-tropicali.

I sintomi della malaria

Quando si contrae la malaria, si avvertono anche dei sintomi specifici. Avremo tipicamente febbre oscillante (brividi scuotenti di freddo a cui faranno seguito febbre, irrigidimento e sudorazione intensa), epatomegalia (aumento di dimensioni del fegato), splenomegalia (aumento di dimensioni della milza), anemia, tachicardia e in alcuni casi delirio provocato dall’evento febbrile acuto.

Le 3 fasi della malaria

La progressione della malaria può essere suddivisa i tre fasi:

  1. Fase d’incubazione: va dalla puntura di zanzara alla comparsa dei sintomi e dura 2-4 settimane
  2. Fase invasiva: i parassiti, che dopo essere entrati tramite puntura si sono insediati e moltiplicati nel fegato, lo abbandonano per invadere il circolo sanguigno ed entrare nei globuli rossi dove riprenderanno a moltiplicarsi
  3. Fase tardiva: episodi febbrili ogni 3-4 giorni (febbre terzana o quartana)

Si possono inoltre avere ricadute se l’infezione non viene adeguatamente trattata

La diagnosi di malaria

Per giungere a una diagnosi di malaria, ci si avvale degli esami ematochimici e della ricerca al microscopio dei parassiti tramite striscio sottile e goccia spessa. A questi si associa il riconoscimento dei sintomi e dei segni.

Il trattamento della malaria

Non esiste una vera e propria cura contro la malaria. Per quanto riguarda il trattamento, esistono farmaci antimalarici, che comunque non eliminano completamente la possibilità di essere contagiati: Artemisinina, Clorochina (2 compresse a settimana, 500mg, da assumere a partire da 1-2 settimane prima della partenza fino a 4 settimane dopo il ritorno), Malarone (Atovaquone/Proguanile, 1 compressa al giorno a partire da 2 giorni prima della partenza fino a 7 giorni dopo il ritorno), Doxiciclina (100mg al giorno a partire da 2 giorni prima della partenza fino a 4 settimane dopo), Lariam (Meflochina, 1 compressa a settimana a partire da 1-3 settimane prima della partenza fino a 4 settimane dopo il ritorno) e Chinina.

La prevenzione e la profilassi della malaria

Poiché non esiste una cura definitiva, la parte della prevenzione e della profilassi della malaria è sicuramente quella più importante. Riguarda, a parte opere di bonifica paludari, uso di repellenti anti-zanzare a base di DEET, uso di barriere fisiche alle punture (vestiti lunghi, zanzariere…) e un approccio ABCD cioè Awareness (consapevolezza del rischio a seconda della zona in cui ci si reca), Bites prevention (prevenzione delle punture), Check (verifica della necessità dei farmaci necessari) e Diagnosis (diagnosi basata sul riconoscimento dei sintomi).

Il vaccino contro la malaria

Non esiste attualmente in commercio un vaccino autorizzato contro la malattia, ma vi è un vaccino ricombinante (RTS,S/AS01) chiamato Mosquitos che è in fase di sperimentazione e le cui aspettative sono molto promettenti.

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, ha maturato esperienza in numerosi ambiti collaborando con diverse altro…
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