Felix Gretarsson: l’uomo che è tornato ad abbracciare il mondo grazie al primo storico trapianto di entrambe le braccia

Nel 1998 Felix Gretarsson, 49 anni e di origine francese, restò folgorato mentre riparava una linea elettrica: le sue braccia presero fuoco e i medici furono costretti ad amputargliele. Nel 2021 è stato sottoposto al primo trapianto di arti superiori del mondo.
Kevin Ben Alì Zinati 24 Maggio 2022
* ultima modifica il 27/05/2022

Lavarsi i denti, lanciare la palla al cane, mettere il braccio fuori dalla finestrino per sentire la carezza del vento.

Felix Gretarsson ora può anche tenere in mano lo smartphone, svolgere esercizi in palestra oppure, molto più semplicemente e meravigliosamente, può tornare ad abbracciare figli e nipoti.

Di origini francesi e alle soglie dei 50 anni, Felix Gretarsson è tornato a poter fare tutto questo grazie al primo trapianto al mondo di entrambe le braccia e le spalle.

Pochi mesi fa è stato sottoposto a un intervento mai tentato prima e ora è pronto a tornare alla vita che conosceva. In mezzo, però, c'è stato un incontro ravvicinatissimo con la morte.

Era il 1998, infatti, quando venne colpito da una potentissima scossa di elettricità mentre si trovava a Kópavogur, in Islanda, per riparare una linea elettrica.

Non aveva ben chiaro quale fosse precisamente il tratto della linea da sistemare e finì con l’afferrare il cavo sbagliato, che lo folgorò all’istante. Perse i sensi, cadde da un’altezza di quasi dieci metri e si ruppe la schiena in tre punti e il collo. Le sue braccia, invece, presero fuoco.

Quando si risvegliò in ospedale, dopo un coma indotto durato oltre tre mesi, Felix scoprì di essere ancora vivo, ma senza arti superiori. L’amputazione era stata necessaria per salvargli la vita.

Felix ha raccontato di aver intravisto una potenziale possibilità di rinascita in uno spot pubblicitario del 2007, quando sul televisore della sua stanza all’ospedale islandese erano passate le immagini di una conferenza del dr. Jean-Michel Dubernard, il chirurgo che aveva eseguito con successo il primo trapianto di mano nel 1998.

“Lui può aiutarmi” deve aver pensato Felix, che nel frattempo si era trovato a fare i conti con il prezzo – salatissimo – del suo incidente.

Nei tre mesi di coma, infatti, oltre all’amputazione aveva subìto 54 operazioni e aveva anche dovuto affrontare un percorso di riabilitazione per slegarsi dalla dipendenza da farmaci e altre sostanze che in breve tempo gli erano costati il lavoro, la compagna e altro tempo senza le sue due figlie, Rebekka e Diljá.

Felix però riuscì a scalare anche questo muro, rintracciò il dr. Dubernard e quattro anni dopo lo convinse a tentare l’impossibile.

La ricerca di un potenziale donatore iniziò nel 2017 e la telefonata della svolta arrivò l’11 gennaio del 2021, quando dall’altra parte della cornetta gli confermarono che sì, erano state trovate due braccia e due spalle disponibili e compatibili.

Il giorno successivo, nel 23esimo anniversario del suo incidente, Felix entrò nella sala operatoria del Hopital Edouard Herriot di Lione e ne uscì 15 ore con due arti nuovi.

Il recupero totale dell’uso delle braccia sarebbe stato possibile, ma i medici gli avevano pronosticato un recupero graduale, stimato in almeno 1-2 anni. I nervi, infatti, crescono un millimetro al giorno e dalla spalla sarebbero arrivati al suo gomito in poco meno di 12 mesi mentre per raggiungere le mani avrebbero impiegato quasi il doppio.

Troppo per Felix. Troppo per un uomo rimasto senza l'uso delle braccia per più di vent'anni. Con caparbietà e coraggio, Felix ha quindi spinto sul pedale dell’acceleratore e ha accorciato drasticamente i tempi del suo recupero.

Ha iniziato ad andare in palestra per fare esercizio e mettere massa muscolare per far funzionare le braccia, cercando anche di accelerare la crescita dei nervi.

E i primi – grossi – risultati sono già arrivati. Ora infatti Felix è di nuovo in grado di notare la diversa temperatura quando si immerge in acqua. Può tenere in mano un bicchiere e sorseggiare un drink, tenere sotto braccio la fidanzata, mettere in bocca uno spicchio di mandarino.

Felix ora può sentire nuovamente il calore di una mano appoggiata sulla sua. E può far sentire il suo al mondo.

Fonte | Felix Gretarsson – Facebook

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