Ferite piccole, gravi e come guarirle: da Bologna arriva il “cerotto intelligente”

Esattamente uguale a quello che hai oggi in casa, il cerotto intelligente sviluppato dai ricercatori dell’Università di Bologna è dotato di sensori in grado di monitorare in modo costante l’umidità all’interno del microambiente della ferita e trasmettere i dati via wireless su uno smartphone: questo permetterà di tenere sotto controllo l’avanzamento della guarigione senza dover continuamente togliere la copertura e rischiare di danneggiare i tessuti in costruzione.
Kevin Ben Alì Zinati 19 Novembre 2021
* ultima modifica il 22/11/2021

Qual è il segreto perché una ferita guarisca in modo completo e sicuro? Un cerotto pulito e correttamente applicato è imprescindibile, forse però non sapevi che ci sono altri fattori determinanti e che uno di questi è l’umidità.

Per curarla correttamente la ferita, infatti, non deve essere né troppo secca né troppo umida. Quando però la copri con una garza o un cerotto sai anche tu che aggiustare questi parametri non è mai facile: dovresti continuare a togliere e cambiare la copertura, rischiando di danneggiare continuamente i nuovi tessuti in via di formazione.

La soluzione l’ha trovata un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna mettendo a punto quello che loro stessi hanno ribattezzato il “cerotto intelligente”.

Il cerotto intelligente sviluppato dai ricercatori dell’Università di Bologna assomiglia a quelli classici che sicuramente hai in casa: con la sua tecnologia però è in grado di monitorare i livelli di umidità sotto la ferita e inviarteli sullo smartphone. Photo credit: UniBo

Un dispositivo, cioè, esattamente uguale a quello che hai oggi in casa ma che grazie alla tecnologia con cui è costruito è in grado di monitorare in modo costante l’umidità all’interno del microambiente della ferita e trasmettere i dati via wireless su uno smartphone.

I ricercatori l’hanno descritto sulla rivista Frontiers in Physics: si tratta di un cerotto monouso, a basso costo e di facile utilizzo sviluppato sulla base di un polimero conduttivo chiamato PEDOT:PSS.

Questo viene applicato attraverso la tecnica dello screen printing su una garza agganciata poi sui classici materiali da bendaggio.

Una volta applicato su una ferita, sarà in grado di rilevare i cambiamenti dei livelli di umidità identificati dalle variazioni nel segnale elettrico misurato dal sensore wireless al suo interno.

“Oltre a questo, abbiamo applicato all’interno del cerotto una piccola etichetta RFID, simile a quelle utilizzate nei negozi per i controlli di sicurezza, che permette di trasmettere i dati direttamente su uno smartphone: in questo modo il personale sanitario può controllare in tempo reale la condizione della ferita e valutare quando il bendaggio deve essere sostituito” ha spiegato Marta Tessarolo del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi".

Il cerotto è formato da tre strati. Nel primo c’è la garza a contatto con la ferita, nel secondo è inserito il sensore che misura i livelli di umidità e nel terzo il materiale assorbente che permette sia di guidare l’essudazione verso il sensore sia di proteggere la ferita dagli urti e dagli agenti esterni.

I risultati ottenuti dalle sperimentazioni dei ricercatori hanno confermato che il cerotto intelligente è altamente preciso nel rilevare e distinguere in modo chiaro i livelli diversi di umidità presenti nelle ferite.

Fonte | "Wireless Textile Moisture Sensor for Wound Care" pubblicato il 25 ottobre 2021 sulla rivista Frontiers in Physics

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