Ferritina: come mantenere sicura la tua cassaforte del ferro

La ferritina è una proteina che si può trovare prevalentemente nel fegato, nella milza e nei muscoli: è fondamentale per immagazzinare il ferro, che può essere messo da parte per far sì che il tuo organismo lo possa utilizzare in caso di necessità. Se il dosaggio di ferritina rivela valori troppo alti o bassi, potresti soffrire di un eccesso o una carenza di ferro e, di conseguenza, dovrai stare attento a cosa mangi se vuoi riportare i livelli nella norma.
Valentina Danesi 19 Agosto 2020
* ultima modifica il 05/11/2020

La ferritina è una proteina globulare che svolge un ruolo fondamentale nel deposito del ferro, del quale contiene moltissimi ioni che vengono rilasciati quando il tuo organismo ne ha più bisogno. Non ti sarà quindi difficile capire perché la cosiddetta ferritinemia, ovvero il dosaggio della ferritina presente nel sangue, sia un esame in grado di rivelare quanto ferro il tuo corpo ha a disposizione.

Si tratta di un test che si può eseguire anche in seguito alla diagnosi di eccesso e carenza di ferro, due condizioni che possono essere segnalate anche da valori troppo alti o troppo bassi di ferritina. Vediamo cosa può alterare i livelli di questa proteina, quali possono essere i sintomi e quando è il caso di preoccuparsi.

Cos’è

La ferritina è una proteina che puoi trovare soprattutto nel fegato, nella milza e nei muscoli e contiene ioni di ferro in una struttura simile a una cavità composta da 24 piccole sotto-unità. La ferritina svolge un ruolo fondamentale nel deposito del ferro, che viene appunto immagazzinato per poi essere reso utilizzabile rapidamente da parte del tuo organismo in caso di necessità. Di conseguenza, è proprio il test che misura i valori di ferritina plasmatica a segnalare le riserve di ferro a disposizione del tuo corpo.

Valori normali

I livelli di ferritina nel sangue possono andare incontro a variazioni fisiologiche che dipendono dall'età e dal sesso di una persona, ma anche da alcune condizioni temporanee, come la gravidanza (che ne provoca un abbassamento) o alcune malattie infettive. In generale, però, si può parlare di valori normali se questi sono compresi tra:

  • Uomo: 20 – 200 nanogrammi per millilitro di sangue (ng/mL)
  • Donna: 20 – 120 ng/mL

Perché si misura

Il dosaggio di ferritina nel sangue, chiamata anche ferritinemia, viene misurato con un esame che è necessario per quantificare le riserve di ferro presenti nell'organismo. Per questo, viene prescritto, insieme ai test della sideremia e della capacità ferro-legante totale (transferrina sierica), in caso di:

  • Sospetto eccesso di ferro che può essere causato da malattie ereditarie, sovraccarico con la dieta, eccessivo accumulo (emosiderosi)
  • Bassi valori di ematocrito ed emoglobina, perché permette di diagnosticare precocemente una carenza di ferro, che potrebbe essere causa di un'anemia

Ferritina alta

Sei i tuoi livelli sono oltre la soglia che abbiamo appena visto si parla di iperferritinemia, o ferritina alta, una condizione che indica un possibile sovraccarico di ferro nel sangue che potrebbe avere diverse cause, tra cui:

  • Alimentazione eccessiva (dieta e integratori)
  • Alcolismo
  • Processi infiammatori
  • Emocromatosi genetica, che determina un accumulo di ferro
  • Infezioni croniche
  • Leucemia
  • Tumore a fegato, polmone, pancreas, seno o rene
  • Epatite cronica o acuta
  • Sindrome metabolica
  • Trasfusioni

Soltanto in caso di valori molto più alti del normale, l'iperferritinemia si può manifestare con sintomi come:

  • Tachicardia
  • Dolori articolari
  • Gastralgia (dolore nella regione dello stomaco)

Ferritina bassa

La ferritina bassa, o ipoferritinemia, si verifica invece quando i livelli nel sangue della proteina sono sotto i valori di riferimento, e ciò indica che le riserve di ferro sono scarse. Questo può accadere per diverse cause, tra cui:

  • Anemia sideropenica
  • Anemie emolitiche croniche
  • Carenze nutrizionali e ridotto assorbimento di ferro
  • Emorragie
  • Gravidanza
  • Artrite reumatoide

In questi casi, i sintomi che potresti notare sono quelli tradizionalmente associati a una carenza di ferro, sto parlando quindi di una sensazione di debolezza, fatica costante, stanchezza mentale e pallore.

Cosa mangiare

Come probabilmente avrai già capito, l'alimentazione può contribuire a modificare i valori di ferretina e dunque rientra tra i modi con i quali è possibile rimediare a una concentrazione eccessiva o troppo bassa di questa proteina. Naturalmente, la dieta consigliata cambierà completamente in base alla tua condizione.

Ferritina alta

Se hai dei valori alti di ferretina puoi praticare dei prelievi di sangue, che aiutano a eliminare i globuli rossi ricchi di ferro e “costruirne” di nuovi, ai quali poi dovrai abbinare una dieta a basso contenuto di ferro. Potrai quindi mangiare diversi tipi di cereali integrali, dal riso alla pasta fino al farro e la quinoa, e faresti bene a preferire la carne bianca. Inoltre, ti sarà possibile consumare le uova, fino a 4 a settimana, evitando però quei prodotti che le contengono al proprio interno. Attenzione anche a non esagerare con le fonti di vitamina C, che favorisce l'assorbimento del ferro a livello intestinale.

Ferritina bassa

Se il tuo problema è dato da una concentrazione troppo bassa di ferritina nel sangue, il medico ti consiglierà un maggior consumo di alimenti ricchi di ferro come carne, legumi, pesce, molluschi, crostacei, frutta secca e fresca. In particolare, gli agrumi possono aiutare grazie al contenuto di vitamina C, che come ti ho spiegato sopra aiuterà il tuo organismo ad assorbire il ferro presente nei cibi. Se la carenza è considerevole, poi, potrai abbinare a questa dieta anche degli integratori.

Quando preoccuparsi 

La quantità di ferritina nel sangue è comunemente utilizzata per identificare gli stati di sovraccarico o di carenza di ferro. Come abbiamo detto, i valori normali di ferritina oscillano tra 15-300 nanogrammi/ml, quando eccedono in difetto o in eccesso si deve analizzare la causa per capire quale cura scegliere. Normalmente sono seguite diete apposite e l’assunzione eventuale di integratori.

Fonti| Humanitas

(Modificato da Alessandro Bai il 5-11-20)

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