Giornata Mondiale contro il tumore infantile: il diritto alla cure deve essere globale

Oggi è la Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile. In Italia 1.500 bambini sotto i 14 anni e 900 ragazzi tra i 14 e i 18 anni si ammalano, ma l’80% dei pazienti fortunatamente guarisce. Restano tuttavia ancora troppe differenze tra Paesi ad alto reddito e quelli a basso reddito, dove le falle nella diagnosi precoce, nelle cure e nell’informazione non garantiscono gli stessi diritti alla salute ai bambini.
Gaia Cortese 15 febbraio 2020
* ultima modifica il 15/02/2020

Ogni bambino affetto da un tumore ha il diritto di guarire e di poter crescere in salute. Oggi è la Giornata Mondiale contro il tumore infantile, una data importante per soffermarsi su quella che è la prima causa di mortalità per i bambini dal primo anno di vita in avanti. Fortunatamente, nell’80 per cento dei casi chi si ammala di tumore in giovane età, guarisce, ma c’è ancora bisogno di puntare molto sulla prevenzione, sulla diagnosi precoce e sulle difficoltà che devono sostenere le famiglie colpite da questa malattia.

Esistono oltre 60 tipi e sottotipi di cancro. Ecco perché la maggior parte dei tumori pediatrici vengono definiti "rari".

"Se da un lato gli straordinari successi ottenuti negli ultimi decenni in oncologia pediatrica hanno permesso ad un numero sempre più alto di bambini e di adolescenti di superare con successo la diagnosi – ha spiegato Angelo Ricci, Presidente della Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica (Fiagop) -, occorre anche tenere in conto il fatto che, in conseguenza dei trattamenti subiti potrebbero sviluppare effetti collaterali tardivi o discriminazioni lavorative".

Dove i bambini muoiono 4 volte di più

Il dossier 2020 “Salute è giustizia sociale” offre una chiara fotografia di quelle che sono le condizioni dell’oncologia pediatrica nel mondo, grazie al lavoro della Fondazione Soleterre. Ne emerge che nei Paesi a basso reddito i bambini malati di tumore hanno una probabilità quattro volte maggiore di morire per questa malattia rispetto ai bambini dei Paesi ad alto reddito. La causa? I sistemi sanitari deboli, le spese a carico dei pazienti, la scarsa formazione in materia di diagnosi precoce e prevenzione.

“Credo che si possa declinare la giornata mondiale sotto due aspetti – continua Angelo Ricci -. Nei nostri Paesi, spingiamo per migliorare la qualità di vita di chi affronta la malattia per ridurre gli effetti collaterali, in particolare quelli tardivi; per tutelare i diritti dei bambini e delle loro famiglie e, soprattutto, per aumentare le percentuali di guarigione, che pure hanno raggiunto risultati straordinari rispetto a qualche decennio fa, giungendo a oltre l’80% dei casi. Poi non possiamo non pensare a chi vive nella parte “sbagliata” del pianeta, dove l’accesso alle cure è tutt’altro che garantito e dove le percentuali sono esattamente invertite. In quei paesi, solo il 20% guarisce. Se il cancro non ha confini, non dovrebbero averli neanche le cure".

L'iniziativa dei volontari Fiagop

Per celebrare la Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, il 14 e il 15 febbraio, i volontari di tutte le associazioni federate Fiagop sono impegnati a piantare dei melograni presso ospedali, case d'accoglienza, scuole e giardini pubblici, indossando un nastrino dorato con cui scattare selfie solidali, da condividere sui social con l'hashtag #DiamoRadiciAllaSperanza. Perché proprio il melograno? Perché questo arbusto simboleggia l'alleanza terapeutica che unisce medici e pazienti, famiglie e associazioni di fronte a questa malattia.

Fonte | Ansa

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