Gli anticorpi contro il Covid-19 spariscono dopo un mese, ma un vaccino sarà comunque efficace

La risposta immunitaria è un meccanismo molto più complesso della presenza o meno di anticorpi in quel preciso momento. Una notizia del genere quindi non ti deve spaventare, ma solo ricordarti che devi continuare a indossare la mascherina e a rispettare il distanziamento sociale anche se avevi già contratto il virus durante la prima ondata. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Federica Facciotti, che ha coordinato lo studio italiano.
Giulia Dallagiovanna 16 ottobre 2020
* ultima modifica il 16/10/2020
Intervista alla Dott.ssa Federica Facciotti Direttrice del laboratorio di Immunologia Mucosale all'Istituto Europeo di Oncologia di Milano

Se durante la prima ondata ti sei ammalato di Covid-19 o è capitato a una persona che conosci, oggi non siete immuni. Uno studio dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano pubblicato sul Journal of Clinical Medicine ha confermato i risultati emersi già da altre ricerche inglesi e cinesi: se hai fatto parte dei pazienti meno gravi, gli anticorpi che il tuo sistema immunitario ha prodotto per combattere l'infezione sono spariti nell'arco di un mese. E anche nell'organismo di chi è stato ricoverato in terapia intensiva non durano per sempre. D'altronde i pochi casi riportati di reinfezione ci avevano già messo un po' in allarme. A questo punto dunque potranno sorgerti diverse domande, tra cui: un eventuale vaccino sarebbe dunque davvero efficace? La riposta, per fortuna, è sì, come ci ha spiegato proprio la dottoressa Federica Facciotti, direttrice del laboratorio di Immunologia Mucosale allo IEO e coordinatrice dello studio.

Le persone prese in esame dal gruppo di ricerca erano tutti medici o infermieri rimasti contagiati dal SARS-Cov-2. In tutto erano 39, di cui 16 con un'esperienza di forma lieve di malattia e i restanti che invece avevano dovuto affrontare anche una degenza in terapia intensiva. I campioni di sangue prelevati da ciascuno di loro sono stati confrontati con quelli di 436 individui che sicuramente non avevano mai contratto il virus, per il semplice fatto che risalivano a un periodo precedente al 2015. In generale, chi non aveva avuto bisogno di ricovero presentava un livello di anticorpi più basso e la quantità si dimezzava dopo solo quattro settimane dalla guarigione.

"Il fatto che spariscono non significa che non possano essere prodotti di nuovo"

"Si tratta di un dato che deve essere tenuto in considerazione, ma non mettere in allarme – ha precisato la dottoressa Facciotti. – La riposta immunitaria è un qualcosa di molto complesso e l'assenza di anticorpi specifici nel sangue in quel momento non significa che non possano venire prodotti di nuovo in caso di necessità. Se guardiamo ad altre infezioni già note, sappiamo che i linfociti B, cellule presenti nel nostro sangue, tornano a sintetizzare gli anticorpi quando l'organismo è di nuovo sotto attacco. Stiamo ancora cercando di capire se nei confronti del SARS-Cov-2 avvenga lo stesso, ma è verosimile".

Inoltre, gli episodi di reinfezione documentati sono circa una ventina in tutto il mondo. Dunque sì, esistono, ma sono davvero pochi se paragonati ai milioni di tamponi positivi emersi fino ad ora. "Quasi tutte le infezioni seguono questo schema, ed è la ragione per cui si effettuano i richiami vaccinali – prosegue la dottoressa. – Gli anticorpi tendono a diminuire in un tempo che può variare in base alla malattia o al tipo di patogeno che l'ha provocata".

E questa considerazione ci rimanda alla domanda principale: il vaccino che tutti stiamo aspettando funzionerà comunque? "Il vaccino che verrà approvato sarà efficace, proprio perché lo scopo sarà stimolare la risposta immunitaria di cui parlavamo prima – assicura la dottoressa Facciotti. – I dati preliminari mostrano che la quantità di anticorpi prodotta in seguito alla vaccinazione è di 30 volte superiore rispetto a quella rinvenuta in persone che hanno contratto il Covid-19 in forma grave. La protezione garantita sarà dunque completa".

Possiamo quindi stare tranquilli, ma anche attenti. Quello che dimostrano davvero i risultati di questo studio è che nessuno è immune. Di conseguenza, anche se hai già avuto l'infezione da Coronavirus a marzo o aprile, oggi devi comunque continuare a indossare la mascherina, rispettare il distanziamento sociale, lavarti spesso le mani ed evitare gli assembramenti. Si tratta di stringere i denti ancora per qualche mese, fino a quando potremo finalmente dire di aver trovato un vaccino.

Fonte| "Persistence of Anti-SARS-CoV-2 Antibodies in Non-Hospitalized COVID-19 Convalescent Health Care Workers" pubblicato sul Journal of Clinical Medicine l'1 ottobre 2020

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