Gli Stati antifumo: la mappa dei Paesi che hanno intensificato la guerra alle sigarette

Il fumo è un’abitudine pericolosa per la tua salute e per l’ambiente. Ormai in buona parte del mondo è vietato accendere una sigaretta all’interno di locali e luoghi di lavoro, ma in alcuni Stati la lotta contro il tabagismo è diventata più stringente e le restrizioni aumentano di anno in anno. Ecco una mappa aggiornata delle leggi più severe.
Giulia Dallagiovanna 25 febbraio 2019
* ultima modifica il 28/03/2019

Gli oggetti in plastica usa e getta inquinano il mare. Piatti, bicchieri, imballaggi e strumenti per la pesca sono diventati una piaga per le distese d'acqua e gli animali che le abitano. Ma sai qual è la prima fonte di contaminazione? I filtri delle sigarette.

Secondo un rapporto di Nbc News, due terzi dei mozziconi non viene gettato negli appositi bidoni per la raccolta differenziata e finisce negli oceani. Ma quella parte di sigaretta che metti in bocca è costruita con acetato di cellulosa, un tipo di plastica che può impiegare anche più di 10 anni per decomporsi. Insomma il fumo danneggia te e l'ambiente e ormai non è più un segreto.

A gennaio 2015, su proposta dell'Organizzazione mondiale della sanità, 88 Paesi su 186 hanno ratificato la Convenzione quadro e applicato almeno una delle sei misure previste:

  • monitoraggio del consumo di tabacco e delle politiche di prevenzione
  • protezione delle persone dal fumo
  • offerta attiva di sostegno a chi voglia abbandonare il tabagismo
  • avvertenze sui danni del tabacco, rafforzamento dei divieti di pubblicità
  • promozione e sponsorizzazione del fumo
  • aumento delle imposte

L'anno successivo il Georgetown Lombardi Comprehensive Cancer Center di Washington ha pubblicato uno studio sulla rivista Tobacco Control, dimostrando che le misure antifumo ottengono maggior successo di quanto si immaginasse. Nei sei anni presi in considerazione, dal 2008 al 2014, sono stati evitati 22 milioni di decessi per colpa delle sigarette e 53 milioni di persone hanno abbandonato il vizio. Sembra che fra tutti gli interventi proposti, i deterrenti più efficace siano l'aumento delle imposte sulle sigarette e l'emanazione di restrizioni per i fumatori.

In Italia è vietato fumare nei luoghi pubblici e non possono essere venduti pacchetti di sigarette a chi ha meno di 18 anni. Leggi simili sono ormai in vigore nel resto d'Europa e in buona parte del mondo. Ma in alcuni Stati si è deciso di rendere più stringente la lotta al fumo. Ecco una raccolta delle proposte che sono state avanzate o delle norme che sono già state approvate negli altri Paesi:

 

Una mappa degli Stati antifumo

Hawaii

La filosofia della popolazione hawaiana è quella di vivere in armonia con la natura e con ogni essere vivente. Ecco perché il fumo non sembra trovare spazio e già dal 2015 era vietata la vendita di sigarette ai minori di 21 anni. Ma una nuova legge potrebbe rendere le isole americane il primo Paese a non consentirne del tutto l'acquisto. O meglio, a partire dal 2024 le potranno comperare solo le persone con più di 100 anni. Il divieto non sarà esteso a sigari, sigarette elettroniche e tabacco da masticare.

Svezia

In Svezia è giù vietato fumare nei luoghi pubblici e in quelli di lavoro, dove ai fumatori sono destinate aree specifiche e ristrette. Ma una nuova legge vieterà del tutto accendersi una sigaretta all'aperto a partire dal 2025. Al momento, solo l'11% dei 10 milioni di abitanti è un fumatore convinto e  il Paese scandinavo punta a diventare la prima nazione europea smokefree. Su Ohga te ne avevamo già parlato.

Svizzera

La Philip Morris, il più grande produttore di sigarette al mondo, ha la sua sede europea a Losanna. La Japan Tobacco International ha la sua base operativa mondiale a Ginevra. E sempre in Svizzera ha trovato posto anche la British American Tobacco. Non solo un paradiso fiscale, dunque, ma anche la roccaforte delle più importanti aziende del tabacco. Sarà forse per questa ragione che a marzo 2018 è stata lanciata un'iniziativa popolare per imporre limitazioni più stringenti alla pubblicità di marchi di sigarette, già vietata sui canali radio e televisivi dal 2006. Il comitato “Sì alla protezione dei fanciulli e degli adolescenti dalla pubblicità per il tabacco", assieme alla Lega svizzera contro il cancro, chiede che vengano rimossi annunci di questo tipo anche da cinema, teatri, giornali e durante i grandi eventi pubblici. Hanno tempo fino al prossimo settembre per raccogliere le firme necessarie alla presentazione della proposta in Parlamento.

Germania

In Germania non è consentito fumare all'interno di ristoranti e altri luoghi pubblici e i minorenni non possono acquistare sigarette. A differenza dell'Italia, però, anche nelle aree esterne delle stazioni dei treni o delle fermate dell'autobus esistono delle restrizioni. Sull'asfalto è stato disegnato un quadrato giallo, di circa un metro per lato, con annesso posacenere dove puoi accenderti una sigaretta. Al di fuori questo, rischi una multa.

Stati Uniti

Gli Stati Uniti stanno portando avanti una lotta contro il fumo da quasi una ventina d'anni. In alcuni stati, come la California, è già vietato accendersi una sigaretta su una spiaggia o in strada, quando ci si trova a meno di 6 metri dall'ingresso di un palazzo. Dal 1 gennaio 2017 è inoltre proibito l'utilizzo di qualsiasi strumento per il fumo, a eccezione della sigaretta elettronica, all'interno degli alloggi popolari. L'intenzione è quella di proteggere bambini e non fumatori dai danni del fumo passivo. Ed è una battaglia che sembra dare i suoi frutti, se pensi che nel 1970 si consumavano in media 90 pacchetti all'anno per ciascun americano, mentre nel 2014 il numero risultava già dimezzato.

Australia

Il ministero della Salute australiano nel 2011 ha stabilito che i pacchetti di sigarette dovessero essere tutti uguali. Non più Malboro rosse e bianche e Chesterfield blu, ma una serie di confezioni grigie e anonime, con una scritta in piccolo indicante la marca. Naturalmente, i grandi produttori di sigarette e i Paesi che coltivano tabacco sono insorti contro questa decisione, ma nel 2018 è stata proprio l'Organizzazione mondiale del commercio a emanare un verdetto che ha dato ragione all'Australia. Sembra che altre nazioni come Belgio, Canada e India vogliano seguire l'esempio del governo di Canberra.

Italia

Anche nel nostro Paese è in arrivo qualche regola più severa. Non si tratta di leggi vere e proprie, ma di iniziative di singole località. In particolare, a partire dall'estate 2019 entra nel vivo il programma "Respira il mare": sulle spiagge di Bibione, in provincia di Venezia, sarà vietato fumare lungo tutto il litorale. I fumatori dovranno accontentarsi di qualche area delimitata dove poter dare sfogo al proprio vizio. Lo scopo è proteggere bambini, anziani e, più in generale, chi non ha mai toccato una sigaretta in vita sua. Su Ohga ti abbiamo già parlato di questo nuovo divieto.

Fonte| Ministero della Salute

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