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Granuloma dentale, cosa si sente nella bocca?

Il granuloma dentale è un’infiammazione cronica localizzata nella parte finale della radice del dente. L’infezione causata da batteri può estendersi ai tessuti vicini e se non curata può portare diverse complicazioni. I farmaci non risolvono il problema alla base e spesso quindi è necessaria una terapia dal dentista.
Dott. Fabio Cozzolino Specialista in Implantologia e Parodontologia
9 Maggio 2019 * ultima modifica il 04/08/2020

Il granuloma dentale viene diagnosticato attraverso una radiografia endorale o un’ortopanoramica, una radiografia che mostra la componente ossea di tutta la bocca. Nella sua fase iniziale l’infezione non presenta sintomi e molto spesso viene individuata per caso durante una visita di controllo. Molto spesso i pazienti sono quindi del tutto ignari di avere questo problema fin quando non si manifestano le prime complicazioni. Per questo è importante programmare sempre periodiche visite di controllo dal dentista.

Quali sono le cause del granuloma

Le cause del granuloma possono essere diverse. Nella maggior parte dei casi compare a seguito di una carie trascurata che ha portato alla necrosi e quindi alla morte dell'elemento dentario o di una devitalizzazione non eseguita in modo corretto. Tuttavia un granuloma dentale può formarsi anche per un’estrazione dentale non perfettamente riuscita, per la rottura del dente o per la mancata sterilità durante un’otturazione o una devitalizzazione eseguite, ad esempio, senza la diga di gomma.

Sintomi del granuloma dentale

Il granuloma all’inizio è del tutto asintomatico e può rimanere in questa fase anche per lunghissimo tempo. Se l’infezione aumenta e interessa anche le zone circostanti, i pazienti possono avvertire mal di denti localizzato, gonfiore gengivale, mal di testa o dolore all’orecchio. Può capitare inoltre che il granuloma si evolva in una fistola gengivale, cioè una lesione di colore rosso talvolta accompagnata da pus.

Tipi di granuloma

Esistono diverse tipologie di granuloma classificate in base alla gravità dell’infezione. Le più frequenti forme di granuloma sono tre:

  • dentale semplice
  • ascessualizzato
  • suppurato

Il primo è il granuloma più comune. Si localizza nella zona apicale della radice e nelle radiografie si presenta con una forma tondeggiante.

Il granuloma ascessualizzato, come è facile immaginare già dal nome, è quello che presenta anche un ascesso.

Infine si arriva al granuloma suppurato quando l’infiammazione si trova nella fase acuta e c’è presenza di pus.

Come intervenire

Il granuloma non va assolutamente trascurato anche se non presenta sintomi. La mancanza di dolore infatti fa erroneamente pensare al paziente che in fondo è possibile rimandare le terapie a data da destinarsi. In realtà i rischi che si corrono sono diversi. In casi estremi il granuloma potrebbe scoppiare facendo entrare in circolo i batteri con il rischio di provocare una setticemia. Questo tuttavia è un caso limite, la conseguenza più comune di un granuloma non curato come abbiamo visto è la formazione di ascessi accompagnati da pus.

I trattamenti più comuni per la cura e la rimozione del granuloma sono tre:

  1. ritrattamento canalare
  2. apicectomia
  3. estrazione dentale

Con il ritrattamento canalare si mira a rimuovere il vecchio materiale da otturazione in cui si potrebbero annidare i batteri o residui di tessuto pulpare ormai necrotico che hanno causato il granuloma.

Alla fine il granuloma altro non è che il tentativo dell'organismo, attraverso le cellule dette appunto granulociti, di eliminare il tessuto necrotico o i batteri. I batteri e i residui di tessuto necrotico sono però annidati all'interno del canale del dente e i granulociti non riescono dunque a circondare queste cellule per eliminarle. Si ammassano allora attorno all'imbocco del canale, formando appunto il granuloma.

Pertanto la prima terapia consiste nell'eliminazione di questi batteri o residui di tessuto pulpare necrotico. Una volta eliminato tutto il materiale all'interno dei canali si procede con la pulizia del dente e una nuova devitalizzazione.

L’apicectomia invece è un piccolo intervento chirurgico durante in cui viene rimosso l’apice della radice dove ha sede il granuloma e si chiude l'imbocco del canale con un cemento per via chirurgica.

Infine se il granuloma è in stato troppo avanzato si procede con l’estrazione del dente.

Il dentista sceglierà in base al caso se seguire l’una o l’altra strada.

Antibiotici per il granuloma dentale

Trattandosi di un’infezione batterica si tende a credere erroneamente che il granuloma possa essere risolto tramite una semplice cura farmacologica con antibiotici. In realtà l’unico modo per risolvere il problema è intervenire con la terapia canalare, l’apicectomia o l’estrazione. L’antibiotico potrebbe essere utile solo per ridurre l’infezione in fase acuta, ma non agirebbe in alcun modo sulle cause che hanno portato alla formazione del granuloma.

Di conseguenza un paziente che decide di prendere antibiotici  – che ricordiamo, vanno prescritti – noterebbe sì un miglioramento dell’infezione e la diminuzione del dolore, ma non risolverebbe il problema che tenderà a ripresentarsi di lì a breve.

Odontoiatra parodontologo e implantologo, iscritto all’ordine il 23/06/1997 con N° TO 1968. Fondatore di Zerodonto, blog di odontoiatria con cui ha altro…
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