Hai diritto alla certificazione di esenzione dal vaccino anti-Covid? Ecco chi può richiederla e quanto dura

Una circolare del Ministero della Salute spiega come fare per ottenere il certificato di esenzione dalla vaccinazione anti-Covid a coloro che non hanno potuto procedere alla somministrazione di una o entrambe le dosi per via delle controindicazioni, come le reazioni allergiche gravi o alcune malattie rare. Per gli esenti dal vaccino, il certificato sostituirà il Green pass ma avrà una durata limitata, fino all’avvio del sistema nazionale per l’emissione digitale che dovrebbe semplificare il processo per avere il documento.
Alessandro Bai 30 Agosto 2021
* ultima modifica il 30/08/2021

Quali sono le condizioni che danno diritto all'esenzione dalla vaccinazione anti Covid-19? È una domanda rilevante, dato che a partire dal primo settembre il Green pass sarà obbligatorio in moltissime situazioni, anche su aerei, navi, traghetti e treni a lunga percorrenza. A fare chiarezza ci ha pensato il Ministero della Salute, spiegando in una circolare quali sono le controindicazioni che rendono l'immunizzazione sconsigliata e ti permettono di ottenere la certificazione di esenzione alla vaccinazione: nella lista ci sono, ad esempio, le reazioni allergiche gravi dopo una dose di vaccino o una malattia rara nota come sindrome di Guillain-Barré, mentre la somministrazione non è controindicata in caso di gravidanza e allattamento.

Tieni però presente che in alcuni casi è comunque consigliata una valutazione medica, che una persona può essere esentata dal vaccino solo in via temporanea e che spesso è possibile procedere a una seconda dose di un vaccino diverso per completare l'immunizzazione: vediamo allora nel dettaglio come funziona la certificazione di esenzione e in quali situazioni si può richiedere.

Cos'è la certificazione di esenzione alla vaccinazione

Il Ministero della Salute ha spiegato in una circolare che la certificazione di esenzione alla vaccinazione anti SARS-COV-2 viene rilasciata alle persone che non hanno potuto fare il vaccino, lo hanno posticipato o hanno ricevuto solo la prima dose "per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate" che rendono l'immunizzazione controindicata "in maniera permanente o temporanea".

In altre parole, si tratta di un certificato che attesta che non hai potuto ricevere il vaccino, o completare il ciclo vaccinale, a causa di patologie pregresse e non per una tua scelta. Naturalmente, in questo caso, non sarai protetto contro il Covid-19 e per svolgere le attività concesse col Green pass dovrai continuare ad adottare quelle regole di prevenzione che hai seguito durante tutta la pandemia, ovvero "usare le mascherine, distanziarsi dalle persone non conviventi, lavare le mani, evitare assembramenti in particolare in locali chiusi, rispettare le condizioni previste per i luoghi di lavoro e per i mezzi di trasporto".

Come si ottiene

Al momento e fino al 30 settembre 2021 la certificazione di esenzione al vaccino anti-Covid potrà essere rilasciata in formato cartaceo, come spiega la circolare, dai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi Sanitari Regionali o dai Medici di Medicina Generale o Pediatri di Libera Scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna vaccinale.

Dopo il 30 settembre 2021, potrai ottenere il certificato che attesta che sei esentato dal vaccino anche tramite un computer o lo smartphone, poiché dovrebbe essere "avviato il sistema nazionale per l’emissione digitale" delle certificazioni.

All'interno del documento troverai nome, cognome e data di nascita della persona esentata dalla vaccinazione, oltre alla durata, e il timbro e la firma del medico certificatore, mentre non ci saranno le motivazioni cliniche che hanno portato all'esenzione e altri dati sensibili.

Validità

Se sei esentato dalla vaccinazione anti-Covid, la tua certificazione durerà sicuramente fino al 30 settembre 2021. La validità verrà poi aggiornata in seguito all'attivazione del sistema nazionale per l'emissione digitale dei documenti, quindi presumibilmente a partire dal mese di ottobre 2021.

Chi può richiederla

Per ottenere la certificazione di esenzione dalla vaccinazione contro SARS-COV-2 è necessario che ci siano delle controindicazioni, ad esempio delle patologie pregresse documentate, o delle precauzioni che rendono la somministrazione sconsigliata.

Come precisa la circolare del Ministro della Salute, esiste una differenza tra queste 2 condizioni, dato che una controindicazione "aumenta il rischio di gravi reazioni avverse", rendendolo "maggiore dei vantaggi indotti dalla vaccinazione". Al contrario, una precauzione "può aumentare il rischio di gravi reazioni avverse o che può compromettere la capacità del vaccino di indurre un’adeguata risposta immunitaria" ma va valutata caso per caso, facendo un bilancio del "il rapporto beneficio/rischio". In entrambi i casi, tuttavia, non va esclusa la possibilità di somministrare altri vaccini disponibili, rispetto a quello specifico per cui vale la controindicazione o la precauzione.

Tra le controindicazioni principali che possono portare a una mancata vaccinazione oppure a un rinvio della stessa, il documento del Ministero segnala genericamente l'ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti del siero. Nel caso del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca, poi, la somministrazione è controindicata anche per chi ha "manifestato sindrome trombotica associata a trombocitopenia in seguito alla vaccinazione con Vaxzevria" o per chi ha manifestato in precedenza "episodi di sindrome da perdita capillare", controindicazione, quest'ultima, presente anche per il vaccino Janssen di Johnson&Johnson.

Il Ministero specifica che nelle donne in allattamento o gravidanza la vaccinazione non è controindicata, ma nel secondo caso se si opta per il rinvio della somministrazione dopo una valutazione medica "potrà essere rilasciato un certificato di esenzione temporanea alla vaccinazione".

Se hai avuto una reazione allergica grave

Anche una reazione allergica grave dopo la prima dose, o a qualsiasi componente del vaccino, che si verifica solitamente entro 30 minuti dall'inoculazione, rappresenta una controindicazione "alla somministrazione di ulteriori dosi dello stesso vaccino o di prodotti che contengano gli stessi componenti" e quindi ti dà diritto al certificato di esenzione. In questo caso, però, il Ministero della Salute consiglia una "consulenza allergologica e una valutazione rischio/beneficio individuale" per considerare la possibilità di ricevere una seconda dose di un tipo di vaccino diverso.

In caso di sindrome di Guillain-Barré, miocardite o pericardite

La somministrazione dello stesso tipo di vaccino è controindicata anche nei casi "di sindrome di Guillain-Barré insorta entro 6 settimane dalla somministrazione del vaccino COVID-19", ma in queste circostanze "va considerato l’utilizzo di un vaccino di tipo diverso per completare l’immunizzazione", dunque non è detto che tu sia esentato. Le stesse modalità valgono anche per i casi rari di miocardite e pericardite emerse in seguito alla somministrazione dei vaccini COVID-19 a mRNA di Pfizer e Moderna: la decisione di proseguire con la seconda dose, ma di un vaccino di tipo diverso, può essere presa in considerazione "dopo consulenza cardiologica e un’attenta valutazione del rischio/beneficio".

Infine, il Ministero della Salute ricorda che la presenza di anticorpi rilevati attraverso test sierologici non va considerata come un'alternativa al ciclo vaccinale, e dunque non dà la possibilità di ottenere il certificato di esenzione dalla vaccinazione anti-Covid.

Fonte| Ministero della Salute

(Pubblicato da Alessandro Bai il 5-8-2021
Modificato il 30-8-2021)

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