Hantavirus: perché non ti deve preoccupare troppo (almeno questo)

Avrai sentito anche tu di un operaio cinese morto a causa di un’infezione provocata da un hantavirus. Non è certo una buona notizia, soprattutto mentre stiamo affrontando un’altra epidemia che sta provocando migliaia di decessi. Devi però sapere che in questo caso non si tratta di un virus nuovo e che, soprattutto, la trasmissione da uomo a uomo è molto rara.
Giulia Dallagiovanna 25 marzo 2020
* ultima modifica il 25/03/2020

Virus, Cina e una persona morta. Il mix perfetto per farti temere una seconda epidemia, di una nuova infezione sconosciuta, mentre stai ancora vivendo nell'incubo della prima: quella da Coronavirus. E invece non è nulla di tutto questo. O meglio, nello Shandong, una provincia della Cina orientale, è davvero deceduto un uomo a causa di una febbre emorragica provocata da un hantavirus. Solo che non è la prima volta che accade e, purtroppo, non sarà neanche l'ultima: questa famiglia di agenti patogeni è conosciuta almeno dal 1993 e, come tu stesso hai potuto appurare, non ha mai provocato nessuna pandemia. Per alcuni dei suoi membri esiste inoltre un vaccino. Perciò proviamo a capire insieme perché non ti devi preoccupare quando si parla di hantavirus.

Cos'è successo

Come ti dicevo, il panico è stato provocato da una morte. Si trattava di un operaio cinese che lunedì scorso si è sentito male mentre si recava al lavoro con altri 29 colleghi. È stato immediatamente ricoverato all'ospedale della contea di Ningshan ed è spirato nel giro di poche ore. Sono scattati subito i controlli per il Coronavirus, ma nessuno, vittima compresa, è risultato positivo ai test. I medici infatti non erano di fronte al SARS-Cov-2, ma a un hantavirus. Il secondo giro di tamponi è stato infatti effettuato proprio per questa famiglia, sebbene sia altamente probabile che nessuno risulti infetto: la trasmissione da persona a persona è molto rara.

Cosa sono gli hantavirus

Gli hantavirus sono una famiglia di virus a RNA piuttosto vasta, di cui al momento si sono classificati almeno una ventina di componenti. E si conoscono più o meno dagli anni '90. Alcuni di questi possono provocare infezioni anche molto pericolose come la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS), che ha colpito l'operaio cinese, e la sindrome polmonare da hantavirus (HPS), il cui tasso di letalità raggiunge anche il 50%.

Quali sono le cause

Gli hantavirus sono una zoonosi, proprio come i coronavirus. Sono cioè infezioni presenti nel mondo animale e che possono venire trasmesse all'essere umano. I serbatoi naturali in questo caso non sono i pipistrelli, ma i roditori e in particolare i topi, sia domestici che selvatici.

La principale via di trasmissione è l'inalazione di particelle infette

La via principale di trasmissione è l'inalazione di particelle provenienti da escrementi o fluidi corporei di un animale infetto, molto più raramente si contrae attraverso un morso. Una stanza che non viene pulita da molto tempo, una soffitta abbandonata o, appunto, un cantiere, possono rappresentare un ambiente utile per questi virus.

È invece davvero raro che si possa registrare il passaggio da uomo a uomo. Solo in Argentina, durante un'epidemia dov'erano morte circa 114 persone, era stata documentata questa circostanza. Ma affinché avvenga non è sufficiente il contatto con un malato: bisogna avere a che fare con il suo sangue o con i fluidi corporei. Sono quindi i medici ad essere esposti, se non assumono tutte le precauzioni necessarie.

I sintomi

I sintomi dell'infezione da hantavirus dipendono soprattutto da quale di questi ti ha colpito. Quelli più comuni sono febbre, dolori muscolari, mal di testa e stanchezza profonda. A questo punto però le manifestazioni potranno variare. In caso di sindrome polmonare possono subentrare tosse, liquido nei polmoni e insufficienza respiratoria. Se invece, come è accaduto per l'operai cinese, si sviluppa una febbre emorragica con sindrome renale i segnali saranno anche una visione offuscata, eruzioni cutanee e insufficienza renale.

Ma da cosa dipende questa differenza? Principalmente da quale topo sei stato infettato. Nell'America del Nord, ad esempio,  molto diffuso il Peromyscus maniculatus, ovvero il topo cervo, che trasmette soprattutto la sindrome polmonare, mentre in Asia e in Europa si trovano più facilmente esemplari che provocano la febbre emorragica con sindrome renale.

Il vaccino

"Non c'è motivo di preoccuparsi per l'hantavirus, è una malattia prevenibile e controllabile e ci sono vaccini", ha spiegato Yang Zhanqiu, virologo dell'università di Wuhan. In realtà, non proprio per tutti questi virus esistono dei farmaci che prevengano l'infezione, però è certo che nel 2012 sia stato scoperto quello contro la sindrome polmonare, come dimostra uno studio pubblicato sulla rivista PlosOne.

Non siamo dunque di fronte a una nuova minaccia, ma a un qualcosa di ben noto e sul quale si sta già lavorando. Ma soprattutto, parliamo di una malattia che viene trasmessa quasi esclusivamente dai topi e non da altri esseri umani.

Fonti| Ministero della Salute; Centers for Disease Control and Prevention; Azienda USL della Valle d'Aosta

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