I disturbi del sonno più comuni nei bambini dalla nascita fino ai 3 anni

Prima la poppata ogni tre ore, poi i risvegli frequenti e gli incubi. Quando il tuo bambino non ne vuole sapere di passare una notte tranquilla, è importante capire cosa stia succedendo e come intervenire per garantire a lui (ma anche a te) un sonno sereno.
Gaia Cortese 12 novembre 2018
* ultima modifica il 20/03/2019
Con la collaborazione del Dott. Massimo Luca Castellazzi medico chirurgo specialista in Pediatria

Se sei una neo mamma o un neo papà, probabilmente una delle domande più frequenti che ti viene rivolta in presenza del tuo pargolo è: “Dorme di notte?”. A volte ti viene chiesto ancora prima del suo nome. E la cosa non sorprende. Un bambino che non dorme è un problema, non solo perché a lui non viene garantito un buon sonno, ma per tutta la famiglia, soprattutto per i genitori, che non riescono più a riposare bene la notte.

Il problema inizia non appena si fa ritorno dall’ospedale, quando il neonato ha pochi giorni di vita: se hai deciso di allattare al seno, sappi che non dormirai più di tre ore di fila per notte: tra i 6 e i 12 mesi i risvegli notturni sono più frequenti nei bambini allattati al seno (52%) rispetto a quelli che prendono il latte artificiale (20%). Ti ripeti che le cose miglioreranno, e invece scopri che il 25% dei bambini di età inferiore ai 5 anni soffre di disturbi del sonno, e dopo i 6 anni e fino all’adolescenza la percentuale ancora oscilla tra il 10 e il 12%.

Quando ho chiesto alla mia pediatra quando avrei ricominciato a dormire (io, non il mio bambino di 12 mesi) mi ha risposto che fino ai 2 anni un bambino non si è ancora regolarizzato con il sonno. Non dorme? È normale. Poi a 2 anni inizia con i primi incubi, che altro non sono che segnali del suo sviluppo mentale e della sua immaginazione del bambino (ma chi si sveglia sei comunque sempre tu) e a 3 anni si passa alla paura del buio, altra fase normale del suo sviluppo cognitivo. Insomma, non c’è scampo. Nei primi 3 anni di vita bisogna armarsi di tanta pazienza, dormire non appena ti è possibile e accettare di buon grado i più comuni disturbi del sonno:

Incapacità ad addormentarsi da solo

Vogliono diventare indipendenti ed essere sempre più autonomi, anche se sono così piccoli. Certo devono fare i conti con l’abbandonarsi al sonno, distaccarsi dai genitori e di conseguenza, il momento di andare a dormire diventa un po’ complicato. Spetta a mamma e papà aiutare il proprio bambino ad addormentarsi sereno, magari cantandogli una ninna nanna, stabilendo un rituale del sonno, accompagnandolo con un suo giocattolo preferito, dandogli il bacino della buonanotte…

Risvegli notturni frequenti

Se nei primi mesi di vita i risvegli notturni sono normali e dovuti al fatto che i più piccoli entrano ed escono rapidamente dalla fase REM (la fase in cui si sogna), passando spesso dal sonno leggero a quello pesante, intorno ai 9 mesi si aggiunge anche l’ansia da separazione e la paura dell’estraneo. E naturalmente anche questi due aspetti possono causare i risvegli notturni. Anche un cambiamento delle proprie abitudini, la fase dello svezzamento o l’inizio dell’asilo nido, o ancora, il rientro della mamma al lavoro, può portare ai risvegli di notte.

Incubi

Solitamente sono sogni paurosi o angoscianti, che si presentano a partire dai 2 anni, nel 30% dei bambini. Il bambino grida, chiama aiuto e il suo risveglio è associato a un rapido ritorno della vigilanza. Gli incubi possono rappresentare dei tentativi di elaborare un evento angosciante, se si ripete ogni notte e se persiste nel tempo.

Terrore notturno

Anche detto Pavor nocturnus. Si tratta di un’esperienza diversa dall’incubo, un risveglio in preda al panico, accompagnato da grida e agitazione motoria. Di solito accade nelle prime ore del sonno e dura pochi minuti. Al risveglio probabilmente il bambino non si ricorderà nulla di quanto accaduto.

Dentizione

A partire dai 6 mesi circa fino ai 2 anni crescono i denti da latte e per il bambino non è una passeggiata, anzi, il dolore si fa sentire ancora di più nelle ore notturne. Il sonno è estremamente importante perché serve a ordinare quanto si apprende durante il giorno, permette alle cellule dell’organismo di ricaricarsi, è indispensabile nel bambino piccolo per il suo accrescimento psico-fisico. Purtroppo negli ultimi venti, trent’anni i disturbi del sonno sono anche aumentati notevolmente. La causa? I ritmi frenetici nell’arco della giornata, l’aumento delle luci artificiali, l’utilizzo più frequente e sempre più precoce degli strumenti elettronici, come tablet, smartphone, ma anche la televisione non è senza colpe. Il primo passo che si chiede ai genitori è comprendere quanto sia importante per loro e per il loro bambino un sonno adeguato per quantità e qualità.

Il parere dell'esperto

Abbiamo sentito il parere sull'argomento del Dottor Massimo Luca Castellazzi, medico chirurgo specialista in Pediatria:

"I disturbi del sonno nel bambino non sono da sottovalutare, poiché possono avere delle ripercussioni sulle attività della vita quotidiana non solo del bambino, ma anche dei genitori. Cercare di affrontare in maniera corretta i disturbi del sonno è dunque molto importante, per questo, alcune semplici regole possono aiutarci a migliorare la qualità del sonno. Innanzitutto è importante cercare di rispettare l'orario dell'addormentamento tutte le sere e far dormire il bambino sempre nello stesso ambiente, che dovrebbe essere il più confortevole possibile (poche luci, silenzioso o al massimo con una musica dolce di sottofondo). In questo modo si costruiscono dei "rituali" di avvicinamento al sonno che il bambino impara e rispetterà volentieri. La notte è fatta per dormire, quindi cercate di separare bene le attività che vostro figlio fa di giorno da quelle che fa la sera. Un altro utile consiglio è quello di evitare l'utilizzo di strumenti elettronici dopo cena, in quanto riducono la produzione di melatonina, che aiuta nella fase di addormentamento, e comunque rendono più "agitati" i bambini. I pasti serali dovrebbero essere leggeri e non dovrebbero essere proposte ai bambini bevande contenenti teina, caffeina o cioccolata dopo le ore 16 perché sono sostanze eccitanti. Se il bambino si sveglia nel cuore della notte, provate a non correre subito a prenderlo in braccio, cercate invece di tranquillizzarlo e soprattutto non cedete alla tentazione di portarlo con voi nel lettone. Anche da qui passa la strada per il raggiungimento dell'autonomia del bambino".

Fonti: Ospedale Bambino Gesù, SIP

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