I segreti della lombalgia, il mal di schiena per eccellenza

La lombalgia è il comune mal di schiena che si manifesta nella zona lombare: non è una malattia, ma il sintomo di una patologia. È molto importante riconoscere il disturbo fin da subito e curarlo in modo adeguato per evitare che da acuto si trasformi in cronico.
Valentina Rorato 11 Novembre 2019
* ultima modifica il 23/11/2020
Con la collaborazione del Dott. Lorenzo Panella Fisiatra e Direttore del Dipartimento di Riabilitazione dell’ASST Gaetano Pini-CTO di Milano

La lombalgia è il termine medico con cui si identifica il più comune mal di schiena. Non si tratta di una vera e propria malattia, quanto del sintomo di una delle diverse patologie che si manifestano con un dolore sordo che coinvolge i muscoli e le ossa nella regione lombare. È frequente tra le persone di entrambi i sessi tra i 40 e i 50 anni e diventa ancor più comune con l’invecchiamento, infatti, colpisce più del 50 percento delle persone che hanno superato 60 anni.

Cos'è

Quante volte la mattina hai avuto difficoltà ad alzarti dal letto per un forte dolore alla schiena o piegarti per raccogliere qualcosa da terra ti è sembrato uno sforzo tremendo?  Circa l’80% della popolazione può affermare di aver sofferto di mal di schiena almeno una volta nella propria vita, soprattutto dopo i 30 anni. Il mal di schiena, noto come lombalgia, non identifica una malattia, ma è il sintomo di una patologia più grave, come le malattie reumatiche, o di uno stile di vita poco salutare.

La regione lombare della colonna, ovvero la zona inferiore, collega il tuo torace al bacino e alle gambe e permette di compiere alcuni movimenti comuni, come girarsi, piegarsi o ruotare. Sono tutte azioni semplici ed estremamente frequenti, ma che sollecitano moltissimo la struttura vertebrale. Inoltre, proprio nella zona lombare, si scarica tutta la forza che il  tuo corpo deve mettere per stare in posizione eretta, ma anche per camminare ed eventualmente sollevare dei pesi. La colonna, in questa zona, compie un lavoro costante e silenzioso e proprio per questo sono molto frequenti le infiammazioni, che si possono manifestare con due tipi di mal di schiena: la lombalgia acuta e cronica.

Lombalgia acuta

La lombalgia acuta è caratterizzata da un dolore molto forte, acuto appunto, e dura non più di quattro settimane. È causata da una lesione o da un trauma, che può essere muscolare, legamentoso, articolare o discale, ed è spesso quindi accompagnata da un processo infiammatorio. La lombalgia acuta può essere scatenata da un evento preciso, come un allenamento sportivo troppo impegnativo o il sollevamento di un peso.

Lombalgia cronica

Quando la lombalgia dura più di un mese si parla di lombalgia cronica. Questo disturbo colpisce il 5% dei pazienti affetti da lombalgia acuta che non si sono adeguatamente curati e colpisce il 4% dell’intera popolazione.  In questo caso non si è più davanti a un semplice mal di schiena ma a una lesione cui sono sopraggiunte delle complicazioni importanti, che potrebbero creare delle invalidità sia sul lavoro sia nella vita privata. Chi soffre di questo dolore, oltre a combattere con il costante fastidio alla schiena, è spesso vittima di ansia, depressione, inabilità e una tale sensazione di essere così malato da non poter svolgere i compiti più semplici.

Il dolore parte sempre dalla zona lombare e può estendersi agli arti inferiori

I sintomi

Il sintomo principale della lombalgia è il mal di schiena che potrebbe manifestarsi in diversi modi:

  • Il dolore può essere costante e intermittente
  • Il dolore può diffondersi a una gamba (sciatalgia) e arrivare fino ai piedi
  • Il dolore accentuarsi dopo sforzi fisici o cambiando posizione

Oltre a queste forti fitte nella zona lombare, questi sono altri sintomi che potresti osservare:

  • Debolezza agli arti inferiori
  • Formicolio o perdita di sensibilità agli arti inferiori
  • Nausea
  • Mal di pancia
  • Incontinenza urinaria
  • Incontinenza fecale

Le cause

La causa della lombalgia, nella maggior parte dei casi, sono i disturbi alla colonna vertebrale e ad articolazioni, muscoli, legamenti e radici nervose e da eventuali discopatie. Purtroppo, a scatenare il dolore alla schiena possono esserci anche  fattori come lo stile di vita (per esempio se svolgi un lavoro che richiede la posizione seduta per molte ore al giorno), l’obesità o la mancanza di attività fisica.

Il mal di schiena potrebbe essere causato da strappi muscolari o stiramenti, ma anche da malattie reumatiche, come l’osteoartrite, le fratture da compressione, l’ernia del disco, la stenosi spinale lombare, la spondilolistesi, la fibromialgia.  Talvolta dietro a questo dolore si nascondono disturbi ginecologici (come la classica sindrome premestruale), renali (per esempio i calcoli) urinari e quelli del tratto digerente. La lombalgia può essere scatenata dalla presenza di tumori ma anche da infezioni, soprattutto nei pazienti immunodepressi.

Le terapie fisiche, come le TENS, possono ridurre il dolore

La diagnosi

Per comprendere come curare la lombalgia è importante recarsi dal medico che dovrà raccogliere l’anamnesi del paziente: il dottore deve comprendere la natura di questo tuo dolore e quali cause si possono celare dietro questo sintomo. Potrebbe richiedere degli esami specifici, come la radiografia della colonna vertebrale, la risonanza magnetica o la tac, ma anche esami del sangue (soprattutto per verificare gli indici infiammatori e reumatici come VES e proteina C reattiva), la scintigrafia ossea e l’elettromiografia. Solo valutando gli esiti, potrà elaborare una diagnosi specifica. Le terapie farmacologiche sono quasi sempre accompagnate da ginnastica dolce e fisioterapia.

Cura e rimedi

La cura della lombalgia ovviamente dipende dalla causa scatenante e non è dunque uguale per tutti. Il medico potrebbe prescriverti un trattamento farmacologico a base di antidorifici (paracetamolo, FANS, miorilassanti o oppioidi deboli, ma anche infiltrazioni e cortisone). Come accennato in precedenza, la cura con i farmaci viene abbinata alla fisioterapia, che permette di recuperare la mobilità e magari di correggere la postura, e alle terapie fisiche (TENS, massaggi, ultrasuoni, diatermia ad onde corte). Se il paziente soffre di disturbi psichici causati dalla lombalgia acuta, potrebbe essere necessaria anche la psicoterapia.

Il parere dell'esperto

Come si previene e si affronta il dolore? Lo abbiamo chiesto al dottor Lorenzo Panella, Direttore del Dipartimento di Riabilitazione dell’ASST Gaetano Pini-CTO di Milano:

L’esercizio volto a rinforzare la muscolatura addominale e quella della schiena è sicuramente molto utile. I ricercatori sostengono che più la muscolatura è forte maggiore è il sostegno alla colonna vertebrale. Ovviamente parliamo di un esercizio specifico che può essere inserito in un’attività a piacere. Per quanto riguarda la gestione del dolore, invece, il primo strumento che abbiamo a disposizione sono i farmaci: in caso di lombalgia, il medico può prescrivere degli antidolorifici come gli antinfiammatori non steroidei, il paracetamolo o i Cox-2, se invece il problema è una lombosciatalgia allora sono indicati i cortisonici. Per quanto riguarda le terapie non farmacologiche, ci sono quelle fisiche, come la teca terapia, e l’esercizio terapeutico, volto al rilassamento e al rinforzo della muscolatura. E poi bisogna fare attenzione a come ci muoviamo, a come ci sediamo e alle posizioni che assumiamo durante la giornata. Purtroppo, molti dei danni alla schiena sono in relazione al lavoro, ma anche a gesti comuni malfatti”.

Fonti | Ministero della Salute; MDS Manuals

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