I sintomi della depressione: quella tristezza che non passa e diventa sempre più profonda

Perdere interesse per quello che prima ti appassionava, non aver voglia di affrontare la giornata, di vedere amici e famigliari, sentirti inutile e senza prospettive. I sintomi della depressione sono facilmente riconoscibili e prima vengono individuati, prima è possibile affrontare questa patologia con l’aiuto di uno specialista.
Gaia Cortese 15 marzo 2019
* ultima modifica il 18/03/2019

Sentirsi triste non significa a tutti i costi essere depresso. Può capitare a chiunque di essere di malumore, di svegliarsi con la luna storta o di cambiare nel corso della giornata il proprio stato d'animo a causa di eventi esterni. La tristezza è un’emozione, più o meno intensa, generalmente transitoria, e soprattutto, del tutto naturale. Se hai visto il capolavoro della Walt Disney Inside Out, in cui le emozioni umane diventano veri e propri personaggi del cartone animato, allora non ti sarà sfuggita Tristezza, il cui pianto (piuttosto frequente) riusciva a ridarle un senso di tranquillità. Perché in pratica funziona proprio così. I momenti di tristezza sono assolutamente normali, così come qualche crisi di pianto che ti serve per sfogarti e per stare subito meglio dopo.

Piangere mi tranquillizza, mi fissa sulla gravità dei problemi della vita!

Tristezza, dal film Inside Out

Discorso diverso va fatto per la depressione, che è importante riconoscere attraverso alcuni sintomi specifici con cui si manifesta. Quando infatti la tristezza, accompagnata dalla perdita di interesse o piacere per qualcosa che prima ci appassionava, non accenna ad andarsene, si inizia a parlare di depressione.

La depressione

Chi soffre di depressione inizia proprio a trovare difficili e faticose le attività di ogni giorno come alzarsi dal letto, recarsi la mattina in ufficio, condividere momenti di svago con altre persone. Quello che manca sono le energie e tutto diventa estremamente faticoso. Inizia a mancare la cosiddetta "voglia di vivere", per cui non si prova più entusiasmo per nulla e manca così qualsiasi motivazione per fare qualcosa.

Atri sintomi sono la difficoltà a concentrarsi, la scarsa memoria, un’autosvalutazione generale che, in alcuni casi, fa prendere forma anche a pensieri negativi: il senso di inutilità, di malessere e di sfiducia verso sé e gli altri ostacola le relazioni sociali, isola sempre di più e spesso porta anche a pensieri al suicidio come unica soluzione possibile.

A questo stato d’animo, che perdura giorno dopo giorno, si aggiungono anche dei sintomi fisici come una scarsa qualità del sonno che si manifesta con frequenti risvegli notturni e insonnia; anche l’appetito può risentire di uno stato depressivo: è possibile che chi ne è colpito smetta di mangiare, provando disinteresse anche nei confronti del cibo, o che al contrario, inizi a cercare consolazione mangiando senza porsi limiti. La perdita o l’aumento di peso, porta poi a un ulteriore disagio che ostacola ancora di più la via verso la guarigione dalla depressione: il fatto di non accettarsi più da un punto di vista estetico, infatti, contribuisce a un maggior senso di autosvalutazione. Infine, questa fatica che si prova nel compiere le azioni più comuni e quotidiane, dovuta a uno stato di stanchezza diffuso, si accompagna ad altri sintomi fisici come il mal di testa, la nausea, il mal di schiena e talvolta a difficoltà digestive. Una volta entrati in questo circolo vizioso, uscire dalla depressione non è facile, ed è bene rivolgersi a un medico specialista.

Il parere dell'esperto

Abbiamo sentito il parere sull'argomento della Dott.ssa Rossella Morrone, operatrice psico-sociale volontaria dell’associazione Mama Chat: “Mi sento sempre stanca, non riesco ad attivarmi, a lavorare, a svolgere le faccende domestiche, non riesco a concentrarmi, sono ansiosa”, “Mi sento inutile, incapace, delusa da me stessa”, “Sento il bisogno di isolarmi e ho allontanato gli amici, non ho più obiettivi o comunque non riesco a raggiungerli”, “Sento dentro di me un qualcosa che non posso condividere perché sento che farebbe troppa paura”. Queste sono solo alcune delle parole con le quali le donne che ci scrivono tentano di dare forma a ciò che provano. In alcuni casi si tratta di sensazioni transitorie, temporanee deflessioni dell’umore connesse ad eventi esterni stressanti o puramente a stati interiori. In altri invece la sensazione è quella del perdurare di uno stato di malessere costante che si accompagna alla perdita di lucidità e quindi alla convinzione di non poter mai più tornare a un funzionamento normale: “Ho paura che non riuscirò mai a vivere una vita normale perché il mio stato mentale alle volte è totalmente invalidante”.

La sensazione di incomprensione è molto forte: “Chi non lo ha mai provato non sa cosa vuol dire”, “Ho perso gli amici per via della mia scarsa reattività”. A tutto questo si aggiunge il senso di colpa nei confronti dei propri cari: “Mi sento stupida a chiedere aiuto, lo faccio solo per i miei genitori”, “E' terribile il modo in cui mi guardano quando sto male”, “Mi sento in colpa per quello che gli ho fatto vivere”, “La mia sofferenza non ha modo di uscire perché non posso permettermi di dar altro peso a chi mi circonda”. E anche quando si trova la forza di chiedere aiuto le insidie sono notevoli: “Inizialmente la terapia ha funzionato, ma non riuscivo ad accettare che la mia vita dipendesse dai farmaci”, “Ho mollato la terapia perché mi sentivo peggio di prima”, “Tutto quello che ho fatto finora è stato inutile perché sto di nuovo male” . Queste parole, condivise non senza fatica, ci avvicinano alla comprensione del vissuto di sofferenza e degli aspetti che accomunano chi soffre di depressione. Sono parole che hanno bisogno di essere espresse e ascoltate senza giudizio. È questo il primo punto da cui noi operatrici di mamachat partiamo per poi capire, insieme a chi ci scrive, quali sono le strade percorribili e i servizi del territorio che possano aiutare a stare meglio".

Abbiamo sentito anche il parere della Dott.ssa Margherita Hassan, psicologa e volontaria dell’associazione Mama Chat: "Già nel nostro primo ascolto in chat cerchiamo di porre attenzione ai diversi sintomi e far sviluppare la consapevolezza che un cambiamento è possibile. Nella depressione si crea un circolo vizioso in cui i sintomi incidono e modificano le attività quotidiane e il comportamento delle persone, e questi cambiamenti mantengono e/o peggiorano il disturbo. Consigliamo quindi di rivolgersi ai nostri colleghi, professionisti della salute mentale. Per quanto possa sembrare un percorso lungo, faticoso e insidioso, dalla depressione si può guarire. Occorre pazienza e costanza nel seguire il percorso terapeutico e nel rispettare le prescrizioni mediche. Nella eventualità di una ricaduta, supportiamo chi ci scrive nel non scoraggiarsi e desistere dal proseguire le cure: è proprio la ricorrenza degli episodi che, a dispetto dei timori più profondi, ci comunica che si può ritornare a “funzionare bene” e che, con le adeguate cure, è possibile prevenire e controllare le ricadute.

Alle persone che vivono accanto a chi soffre di depressione e di cui accogliamo al nostro sportello tutta la frustrazione e il senso d’impotenza che li affligge, ricordiamo quanto già solo la loro vicinanza, silenziosa e non giudicante possa essere di grande aiuto al proprio caro. Siamo d’altronde davanti alla malattia del presente e del futuro: si stima che nel mondo siano 340 milioni le persone che soffrono di depressione, e i dati che ci arrivano dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, propendono per un aumento di questi numeri nel futuro. Una malattia a cui è bene porre la dovuta attenzione".

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.