Il gorilla a rischio estinzione a causa della deforestazione e della caccia illegale

Lo sfruttamento del sottosuolo, la deforestazione illegale e la caccia di animali selvatici (il cosiddetto bushmeat) mettono a serio rischio di estinzione la specie dei gorilla. Oggi fortunatamente possiamo tirare un respiro di sollievo per il gorilla di montagna, in crescita come numero di esemplari, ma non è possibile abbassare la guardia.
Gaia Cortese 13 maggio 2019

A vederlo agitarsi in cima all’Empire State Building, difficilmente si sarebbe potuto credere che un giorno la sua specie sarebbe stata a rischio di estinzione. Ma quello era un film. Le due specie di gorilla che vivono attualmente in Africa equatoriale sono separate da circa 900 chilometri di foresta, quella del Bacino del Congo. Sono il gorilla occidentale e il gorilla orientale, entrambi messi a rischio estinzione dal fenomeno del bracconaggio, e non solo.

Il gorilla occidentale

La popolazione del gorilla occidentale è diminuita sensibilmente in termini di numero di esemplari, tanto da essere indicata come “Critically endangered” nella lista rossa IUCN. Questo succede quando la popolazione di una specie è diminuita del 90% nell’arco di dieci anni o quando il suo habitat si è ristretto sotto i 100 km quadrati o ancora quando il numero di individui riproduttivi è inferiore a 250.

Esistono due sottospecie di gorilla occidentale: il gorilla occidentale di pianura (quello che più comunemente si trova negli zoo) e il gorilla di Cross River. La sottospecie di pianura, tra le quattro sottospecie di gorilla, è quella a rischio di estinzione relativamente meno grave, mentre la sottospecie gorilla di Cross River è ormai ridotta a pochi individui (meno di 200) confinati in una ristretta area al confine tra Nigeria e Camerun.

Il gorilla di montagna

Esistono poi due sottospecie del gorilla orientale: il gorilla orientale di pianura (Gorilla beringei graueri) e il gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei). Quest'ultimo, che si distingue per il pelo più scuro e più lungo rispetto agli altri gorilla, è stato inserito a lungo nella lista rossa IUCN trovandosi in serio pericolo di estinzione. Oggi fortunatamente il numero di gorilla di montagna è aumentato grazie agli sforzi fatti per conservare la specie nell’area dei vulcani Virunga, al confine tra la Repubblica Democratica del Congo, del Ruanda e dell’Uganda.

All’interno del Virunga National Park nel 2010 si stimavano 480 esemplari, mentre nel 2018 se ne contavano poco più di 600. Il resto della specie vive all’interno del National Park di Bwindi in Uganda e, se sommati agli altri, portano a una stima della popolazione globale dei gorilla di montagna pari a un migliaio di esemplari.

La minaccia nei loro confronti comunque non può considerarsi svanita. La deforestazione illegale (ogni anno si perdono circa 700 mila ettari di foreste), lo sfruttamento delle risorse minerarie (oro, diamanti, petrolio e altri minerali richiesti in Occidente), il bracconaggio e il bushmeat (la caccia di animali selvatici a scopo alimentare) fanno sempre parte di una drammatica realtà a cui bisogna far fronte.