Il Green pass diventa obbligatorio per tutti i lavoratori, sia pubblici che privati: dal 15 ottobre sarà legge

Senza certificazione verde non potrai accedere al luogo di lavoro, pubblico o privato che sia. Il decreto varato dal Governo parallelamente all’obbligatorietà per tutto il comparto lavorativo ha previsto anche sezioni per chi violerà le disposizioni. Il Green pass, inoltre, non sarà più valido 9 mesi bensì 12.
Kevin Ben Alì Zinati 17 Settembre 2021
* ultima modifica il 25/10/2021

In posta e in banca ma anche nella tua azienda di consulenza informatica o alla tua postazione in fabbrica. Pure se sei un idraulico o una colf, un magistrato o un centralinista. Qualunque lavoro tu svolga, insomma, da oggi dovrai obbligatoriamente avere con te il Green pass.

Al fine di assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto-legge che estende l’ambito applicativo della certificazione verde a tutto il comparto lavorativo, sia pubblico che privato.

Si tratta, come l’ha definita il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, di una “strategia universalistica” che coinvolgerà una platea di 23 milioni di italiani, di cui più di 14 impiegati nel settore privato.

L’obbligo del Green pass sul posto di lavoro entrerà in vigore a partire dal prossimo 15 ottobre e resterà valido, per il momento, fino al 31 dicembre, quando è prevista la scadenza dello stato d’emergenza: per chi non lo rispetterà sono già previste anche diverse sanzioni.

Il decreto inoltre ha introdotto anche l’obbligo per le farmacie di somministrare test antigenici rapidi a prezzi calmierati e ha esteso la validità della certificazione da 9 a 12 mesi.

Se lavori nel pubblico

Il Green pass sarà obbligatorio per accedere ai luoghi di lavoro di tutte le amministrazioni pubbliche.

Saranno gli stessi datori di lavoro ad effettuare i controlli, probabilmente già all’ingresso oppure anche con verifiche a campione.

Se fai parte del personale e comunichi di non avere la certificazione verde oppure se non dovessi averla con te al momento dell’ingresso sul posto di lavoro, il Governo è stato chiaro: verresti considerato assente ingiustificato fino alla presentazione del Green pass.

Lo stipendio verrebbe bloccato fin dal primo giorno di assenza e se la tua assenza dovesse perdurare per oltre 5 giorni, il rapporto di lavoro verrebbe sospeso.

Se invece dovessi essere colto senza Certificazione sul luogo di lavoro scatterebbe una sanzione pecuniaria che può andare da 600 a 1500 euro.

Se lavori nel privato

Tutto ciò che ti ho raccontato sul mondo del lavoro pubblico vale anche nel privato. Anche qui, insomma, il Green pass sarà obbligatorio.

I datori di lavoro dovranno assicurarsi che tutti i propri dipendenti ne siano muniti ed entro il 15 ottobre, data in cui l’obbligo entrerà in vigore, dovranno definire le modalità per l’organizzazione delle verifiche.

Anche in questo caso, specifica il Governo, la strada preferibile sarà la “selezione all’ingresso”, con i controlli effettuati sull’uscio del luogo di lavoro e, nel caso, anche a campione.

Se non dovessi avere il Green pass con te, in questo caso le sanzioni sarebbero più aspre perché saresti considerato assente senza però diritto alla retribuzione fino alla presentazione del certificato verde.

Anche per i lavoratori privati è prevista la sanzione pecuniaria da 600 a 1500 euro nel caso abbiano avuto accesso al luogo di lavoro violando l’obbligo di Green Pass.

Se la tua azienda ha meno di 15 dipendenti è prevista una disciplina che consentirà al datore di lavoro di sostituire temporaneamente il lavoratore privo di Certificato Verde.

Quanto dura?

Le novità sulla certificazione verde riguardano anche la sua durata. Sì, perché se prima aveva una validità lunga 9 mesi, ora è stata estesa a un anno.

Il Green pass diventerà valido subito dopo la prima iniezione di vaccino ricevuta (e non più dopo quindici giorni) e sarà valido per 12 mesi dalla data di avvenuta vaccinazione o guarigione dall’infezione.

Il decreto, varato dal Consiglio dei ministri il 23 luglio e approvato sia dalla Camera che dal Senato, ha introdotto anche l’obbligo della certificazione per accedere ai ristoranti al chiuso, agli spettacoli, alle competizioni sportive, ai musei e mostre, piscine e palestre, sagre e fiere, convegni e congressi, ai centri termali e culturali, nonché sale gioco e sale scommesse.

I tamponi 

Non esiste però soltanto il vaccino. Come sai, infatti, il Green pass si ottiene anche mediante l’esito negativo di un tampone, molecolare o antigenico.

Per questo il decreto ha introdotto novità anche su questo fronte. Prevedendo prima di tutto l’obbligo per le farmacie di somministrare i test antigenici rapidi applicando i prezzi calmierati, quindi ribassati, mentre saranno gratuiti per coloro che sono stati esentati dalla vaccinazione per ragioni sanitarie.

In più, è stata estesa anche la validità del tampone. Come ha annunciato il ministro della Salute Roberto Speranza “il governo ha già dato parere favorevole a un emendamento nel decreto in conversione alla Camera, che ora è in discussione nella commissione competente, a un allargamento a 72 ore della vigenza del Green Pass attraverso il modello dei test, solo se questi test sono molecolari”. 

In sostanza, dal momento che i tamponi molecolari richiedono un tempo più lungo, una procura più complessa e un passaggio in laboratorio, la loro validità ai fini del Green pass passerà da 48 a 72 ore.

Quella degli antigenici, invece, continuerà ad essere di 48 ore.

Aggiornamento del 23 settembre 2021

Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale oggi ed è in vigore, ma con delle differenze rispetto alle bozze circolate nei giorni scorsi.

Sono state eliminate le differenze tra pubblico e privato. Questo significa che tutti i lavoratori se sprovvisti di Green pass verranno considerati come degli "assenti ingiustificati" fino a quando non presenteranno la certificazione verde, senza conseguenze disciplinari.

Questo significa che se sei un dipendente pubblico sanzionato perché non hai la certificazione verde e la tua assenza perdurasse per oltre 5 giorni, il tuo rapporto di lavoro non verrebbe più sospeso. A partire dal primo giorno di assenza a tutti i verrebbe bloccato lo stipendio ma avrebbero il diritto a conservare il proprio posto.

Fonte | Governo

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