Il Green pass ora è obbligatorio per accedere ai ristoranti al chiuso e agli eventi: ecco cosa cambia dal 6 agosto

Il nuovo decreto introduce l’obbligo di avere con sé il certificato di avvenuta vaccinazione con almeno una dose, l’effettiva guarigione dal Covid-19 o un esito negativo di un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti per accedere ad alcune attività come bar, eventi pubblici e sportivi, sagre e convegni. Arrivano anche le nuove soglie per i colori delle Regioni, con maggior attenzione per il tasso di occupazione dei posti letto in area medica e terapia intensiva.
Kevin Ben Alì Zinati 23 Luglio 2021
* ultima modifica il 23/07/2021

E Green pass sia. Alla fine il Governo ha deciso che per accedere a diverse attività sarà obbligatoria la certificazione verde.

La variante Delta continua a dilagare e come puoi leggere dal nostro racconto quotidiano, i casi positivi continuano a salire anche se, per fortuna, le ospedalizzazione e i reparti di terapia intensiva per ora tengono botta.

Qualcosa tuttavia andava fatto per tenere a bada la ripresa della pandemia ed evitare nuove chiusure così il premier Mario Draghi ha firmato il nuovo decreto che, a partire dal 6 agosto, consentirà l’ingresso nei luoghi più affollati solo a chi è immunizzato con almeno una dose di vaccino, chi è guarito dal Covid-19 o chi ha con sé l’esito negativo di un tampone molecolare o antigenico.

I documenti obbligatori

Con il nuovo decreto presentato nella serata di giovedì 22 luglio 2021, il premier Draghi ha spiegato quali saranno i “nuovi” criteri che guideranno le nostre libertà.

Per viverti con più tranquillità la seconda estate in compagnia di Sars-CoV-2 ti servirà il Green pass che potrai ottenere con:

  • la certificazione dell’avvenuta somministrazione della prima dose di vaccino anti-Covid o il certificato di guarigione dall’infezione, che avrà una validità di 6 mesi.
  • l’esito negativo di un test molecolare o antigenico rapido effettuato nelle 48 ore precedenti e valido quindi per lo stesso arco di tempo.

Vista l’entrata in vigore a partire dal 6 agosto 2021, puoi capire che i prossimi 15 giorni saranno fondamentale per permettere a chi non l'ha ancora fatto di vaccinarsi e alle attività coinvolte nell'introduzione dell'obbligo di organizzarsi.

A cosa servirà la certificazione verde

Il Green pass, quindi la prima dose di vaccino o la guarigione dal Covid-19 o in alternativa un tampone negativo fatto nelle 48 precedenti, saranno documenti necessari e obbligatori per accedere ad alcune attività con maggior sicurezza.

Dal prossimo 6 agosto questa documentazione ti servirà per:

  • entrare nei bar o nei ristoranti al chiuso
  • accedere a spettacoli ed eventi (anche sportivi) aperti al pubblico
  • accedere a musei e altri luoghi di cultura
  • entrare in piscina, centri natatori, palestre, centri benessere limitatamente alle attività al chiuso;
  • partecipare a sagre e fiere, convegni e congressi;
  • portare i tuoi figli in parchi tematici e di divertimento
  • accedere a centri culturali, sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione;
  • entrare in sale gioco, scommesse e casinò
  • partecipare a concorsi pubblici

Come ti abbiamo già spiegato, La Certificazione verde COVID-19 dopo l’avvenuta vaccinazione viene generata automaticamente dalla Piattaforma nazionale-DGC dopo 12 giorni dalla somministrazione ed è valida dal 15esimo giorno dall’inoculazione fino al ricevimento della seconda dose, quando scatta il Green pass “definitiva”.

Questa viene rilasciata nel giro di 24/48 ore dalla seconda puntura e puoi scaricarla dal sito inserendo i dati della tessera sanitaria e il codice che ti arriva via sms o email. Oppure accedendo al fascicolo sanitario elettronico regionale o attraverso le App Io e Immuni.

Colori della regioni

Visto l’avanzare della campagna vaccinale e dei casi da variante Delta cui, come detto, per ora corrisponde un aumento dei casi e non di quello delle ospedalizzazioni, il nuovo decreto è servito anche per definire le nuove soglie per i colori delle Regioni.

L’incidenza dei contagi resta un criterio valido ma non sarà già quello che guiderà la scelta dei colori delle Regioni.

Dal primo agosto i due parametri principali saranno:

  • il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19
  • il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19

Zona bianca

Il nuovo decreto firmato da Draghi stabilisce che un territorio resta in zona bianca se ha un’incidenza settimanale di contagi sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti per tre settimane consecutive.

Se i numeri dovessero alzarsi, la Regione resterebbe in zona bianca se:

  • il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 15%
  • oppure se il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 10%

Da bianca a gialla

Ti stai chiedendo come una Regione può passare da bianca a gialla? È necessario che l'incidenza settimanale dei contagi sia pari o maggiore dei 50 positivi ogni 100mila a condizione che il tasso di occupazione dei posti letto in area medica sia superiore al 15% e che il tasso di occupazione in terapia intensiva sia superiore al 10%.

In caso di incidenza pari o superiore a 150 casi per 100mila abitanti, la Regione resterebbe in zona gialla se il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti è uguale o inferiore al 30% oppure se il tasso di occupazione delle terapie intensive è uguale o inferiore al 20%.

Da giallo ad arancione

Perché un territorio abbandoni la zona colorata a rischio più basso per entrare in quella arancione è necessario che l’incidenza settimanale dei contagi arrivi o superi quota 150 ogni 100mila abitanti.

In più, deve aver contestualmente superato i limiti di occupazione dei posti letto di area medica e di terapia intensiva che ti ho descritto prima per la zona gialla.

Da arancione a rosso

Il nuovo decreto stabilisce, infine, che una Regione è in zona rossa se l’incidenza è pari o superiore a 150 casi per 100mila, se il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per Covid-19 è superiore al 40% e se quello in terapia intensiva è superiore al 30%.

Fonte | Governo

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