Il Ministero della Salute spinge sulla pillola anti-covid: Figliuolo pronto ad acquistare 100mila cicli dei farmaci di Msd e Pfizer

La struttura del Commissario Straordinario per l’Emergenza ha avuto mandato dal ministero della Salute per l’acquisto di Molnupiravir e paxlovid. Sono i due farmaci antivirali sperimentali in forma di pillole, quindi assumibili per via orale, che nelle sperimentazioni delle ultime settimane hanno mostrato un’importante efficacia nel prevenire i sintomi gravi e l’ospedalizzazione in adulti colpiti dal Covid-19. Non si tratta però di alternative al vaccino.
Kevin Ben Alì Zinati 22 Novembre 2021
* ultima modifica il 22/11/2021

Mentre la quarta ondata di contagi dilaga praticamente in tutto il mondo, in Italia è pronto a fare il suo ingresso in campo l’ultimo nostro prezioso alleato contro il virus.

La struttura commissariale del generale Francesco Paolo Figliuolo, infatti, ha appena avuto mandato dal ministero della Salute di acquistare 50.000 cicli di trattamento per ciascun farmaco antivirale orale anti-Covid.

Sto parando di molnupiravir e paxlovid, i due farmaci rispettivamente dell’azienda Merck Sharp & Dhome e di Pfizer che si sono dimostrati efficaci nel prevenire i sintomi gravi e l’ospedalizzazione dopo l’infezione da Sars-CoV-2.

Non è un’alternativa 

Fai attenzione. Le pillole anti-Covid non rappresentano un’alternativa al vaccino dal momento che la loro potenziale capacità di prevenire l’infezione, ad oggi, è ancora in fase di studio.

Il vaccino, la cui larga diffusione nella popolazione oggi ci pone tra i paesi europei più virtuosi, agisce dandoci le difese per immunizzarci e mettere un freno al contagio mentre questi farmaci, come ti spiegherò più avanti, agiscono quando il virus è già entrato nel tuo organismo e si sta riproducendo.

Cosa sono e come funzionano

Molnupiravir e paxlovid sono due farmaci antivirali sperimentali in forma di pillole, quindi assumibili per via orale.

Nelle sperimentazioni delle ultime settimane hanno mostrato un’importante efficacia nel prevenire i sintomi gravi e l’ospedalizzazione in adulti colpiti dal Covid-19 ma come ti ho anticipato non sono delle alternative al vaccino.

Sia il molnupiravir che il paxlovid agiscono fermando la replicazione del virus nell’organismo anche se utilizzano strategie diverse. Il farmaco di Pfizer è costituito da un inibitore della proteasi che blocca l’enzima di cui il virus ha bisogno per moltiplicarsi e, secondo l'azienda, ridurrebbe “il rischio di ospedalizzazione o morte dell’89% rispetto al placebo negli adulti ad alto rischio non ospedalizzati con Covid-19″. 

La pillola di Merck invece è un inibitore della polimerasi e combatte il virus introducendo “errori” nel suo codice genetico impedendogli così di replicarsi. I dati forniti dall’azienda produttrice parlano di una riduzione “di circa il 50% il rischio di ricovero e morte nei pazienti con Covid in forma lieve o moderata”.

Entrambi i farmaci verrebbero somministrati per cinque giorni: quello di Pfizer prevede di tre pillole al mattino e tre pillole alla sera, il farmaco di Merck invece quattro pillole al mattino e quattro alla sera.

Cosa ha detto l’Ema

L’Agenzia europea dei medicinali è da tempo al lavoro sulle due pillole anti-Covid e ad oggi ha emesso un parere sull'uso del molnupiravir per supportare le autorità nazionali che potrebbero decidere su un uso precoce mentre è in queste ore sta portando avanti l’analisi dei dati disponibili sull'uso di paxlovid.

Riguardo alla pillola Lagevrio (nota anche come molnupiravir) il comitato per i medicinali umani dell’Agenzia europea del farmaco ha spiegato che il farmaco “non è autorizzato nell’Ue” ma che può essere utilizzato per il trattamento di adulti con Covid-19 che non richiedono ossigeno supplementare e che sono a maggior rischio di sviluppare un Covid-19 grave”. 

Lagevrio deve essere somministrato il prima possibile dopo la diagnosi di Covid-19 (entro 5 giorni dalla comparsa dei sintomi) e deve essere preso due volte al giorno per 5 giorni.

Le parole dell’Ema servono per supportare quegli Stati che “potrebbero decidere su un possibile uso precoce del medicinale prima dell’autorizzazione all’immissione in commercio, ad esempio in contesti di emergenza in virtù, come ti dicevo all’inizio, dell’impatto della quarta ondata e dell’aumento dei tassi di infezione e dei decessi dovuti a Covid-19.

In questo dosaggio il farmaco avrebbe ridotto il rischio di ospedalizzazione e morte quando il trattamento è iniziato entro 5 giorni dall’inizio dei sintomi. “A un mese dall’inizio del trattamento si sono registrati ricovero o decesso nel 7,3% dei pazienti (28 su 385) che hanno assunto Lagevrio e nel 14,1% (53 su 377) dei pazienti trattati con placebo. Nessuno dei pazienti del gruppo Lagevrio è deceduto rispetto agli otto pazienti del gruppo placebo”.

Quando arriva?

La risposta alla domanda “quando arriveranno in Italia le pillole anti-Covid” può aprire una speranza in più di fronte all’avanzare della quarta ondata.

Sì, perché molnupiravir e paxlovid dovrebbero essere pronte al commercio in Italia già nel mese di dicembre. Come ha riportato l’AdnKronos, il direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini avrebbe spiegato che la pillola anti Covid “sarà disponibile nelle settimane successive al Natale. Ma ci siamo attivati affinché la prenotazione di questi farmaci orali ci sia il prima possibile.

Fonte | Ema; Aifa; AdnKronos, Conferenza Stato-Regioni

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