Il referendum sul fine vita spiegato da chi lo promuove: chi abbiamo incontrato ai tavoli dell’Associazione Coscioni

Nel secondo video di Ohga ti spiega sul fine vita, andiamo direttamente ai banchetti organizzati dall’Associazione Luca Coscioni per farci spiegare da loro il motivo della raccolta firme e il quesito al centro del referendum che vogliono proporre.
Giulia Dallagiovanna 24 Agosto 2021
* ultima modifica il 24/08/2021

C'è chi ha firmato perché deve essere un diritto di tutti e chi lo ha fatto sulla scia di una dolorosa esperienza personale. Ai banchetti organizzati dall'Associazione Luca Coscioni per raccogliere firme in favore di un referendum che rimuova ogni ostacolo legislativo a una legge sul fine vita non ci sono colori politici, solo storie umane. Con Ohga siamo andati a quello allestito a Milano, in piazza San Babila, per farci spiegare proprio dai promotori quale referendum vogliano proporre:

"Noi chiediamo di abrogare parzialmente l’articolo 579 del Codice penale che prescrive l’illecità dell’omicidio del consenziente – spiega Grazia Coppola, coordinatrice per la Lombardia. – Vogliamo tenere salva la parte che lo rende illegale nel momento in cui viene perpetrato nei confronti di una persona minorenne, incapace di intendere e di volere, o il cui consenso sia stato estorto. Allo stesso tempo, vogliamo allargare il perimetro in cui è concesso rifiutare un trattamento vitale, come previsto dal testamento biologico, e accedere invece a eutanasia o suicidio assistito. Lo scopo è quello di includere tutte quelle categorie di malati che al momento restano escluse dalla legge in vigore".

La soglia fissata dalla Costituzione per poter presentare una proposta di referendum è pari a 500mila firme. Questo traguardo è già stato raggiunto, ma ora si punta a un nuovo obiettivo: 750mila. In questo modo si metterà l'iniziativa al riparo anche da eventuali errori e da firme che possano essere ritenute non valide.

"È stato possibile dal fatto che le persone hanno vissuto sulla loro pelle cosa significhino il dolore e la sofferenza di una malattia terminale – ha commentato Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, a proposito dell'ampia adesione che questa iniziativa ha incontrato. – L’hanno vissuto in famiglia, non hanno bisogno che glielo spieghi un capopartito o il talk show della sera. Ecco perché si formano code ai tavoli dappertutto".

Firmare significa sostenere la proposta di referendum e fare in modo che si concretizzi in un referendum vero e proprio, al quale poi saremo tutti chiamati a votare. Se sei interessato, lo puoi fare ai banchetti, presso il tuo comune oppure online, grazie alla novità della firma digitale, tramite il sito Referendum Eutanasia Legale.

Credits photos: immagine di copertina Ufficio stampa Associazione Luca Coscioni

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