Il sole ti mette di buon umore mentre la pioggia fomenta insoddisfazione? È vero, lo dice anche la scienza

Un gruppo di ricercatori tedeschi ha voluto indagare da un punto di vista scientifico la relazione fra il meteo che ci attende la mattina e l’umore durante la giornata e sul proprio posto di lavoro. Dai risultati, è emerso che un sole splendente carica effettivamente di energia mentre nuvole e pioggia contribuiscono ad accentuare un senso di affaticamento e insoddisfazione.
Kevin Ben Alì Zinati 14 Gennaio 2021
* ultima modifica il 14/01/2021

Sbirciare fuori dalla finestra la mattina presto e trovare nuvoloni grigi e minacciosi accompagnati da cascate di pioggia torrenziale, probabilmente, mette di cattivo umore anche te. A differenza di un cielo luminoso e soleggiato che, invece, ti stampa sul viso un sorriso che rende tutto migliore, la giornata e il lavoro. Se ti senti meteoropatico, non spaventarti. Ora in tua difesa e sostegno c’è anche la scienza. Sì, perché una ricerca della della Leuphana University Lüneburg pubblicata sulla rivista scientifica Applied Psychology ha dimostrato che un mattino acceso da un sole alto e splendente influenza davvero e in meglio la tua giornata, caricandoti di energia e soffiando sul vento della soddisfazione al lavoro. E che, al contrario, iniziare la giornata con nuvole e acqua contribuisce ad accentuare un senso di affaticamento e insoddisfazione.

Un diario "scientifico" 

In Germania, come noi, conoscono molto bene la variabilità del meteo e la velocità con cui un cielo azzurro può trasformarsi in una coltre nera e triste, soprattutto nel periodo primaverile o autunnale. Come sono altrettanto familiari con gli stati d’animo strettamente collegati al mondo che ci circonda.

Così, per provare a studiare se e come il meteo possa influenzare il nostro umore, un gruppo di ricercatori tedeschi ha coinvolto ben 115 lavoratori dipendenti in una vera e propria indagine scientifica. A ciascuno è stato chiesto di tenere una sorta di diario per 457 giorni e di rispondere a due domande, una al mattino prima di andare a lavoro e una alla sera, riguardo al meteo, al vigore, alla soddisfazione sul proprio posto di lavoro, sulle emozioni negative e su quella che viene definita la sindrome da burnout lavorativo.

Siamo tutti meteoropatici?

Le risposte, come puoi immaginare, hanno confermato quanto la portata della meteoropatia e di tutti quei disturbi psichici e fisici che puoi associare ai cambiamenti del tempo o delle stagioni.

Dai risultati, i ricercatori hanno osservato che le giornate iniziate senza nuvole e con un cielo “pulito” sarebbero davvero in grado di offrire più energia in generale e una maggiore soddisfazione sul proprio posto di lavoro.

Migliore era il tempo al mattino, insomma, maggiore era l’attitudine positiva. Al contrario, invece, un tempo brutto sarebbe effettivamente associato a un più acuito senso di stanchezza e insoddisfazione.

Conferme ma anche sorprese. I ricercatori sono rimasti sorpresi, infatti, quando hanno notato che la variabilità del tempo, in realtà, non sembrava incidere sugli indicatori di benessere più negativi, come il burnout o lo stress.

Per questo, secondo gli studiosi tedeschi, il tempo è più correlato a uno stato di benessere positivo e non negativo e, soprattutto, può funzionare come sorta di predittore ambientale del benessere sul lavoro.

Fonte | "Rain, Rain Go Away! A Diary Study on Morning Weather and Affective Well‐Being at Work" pubblicata il 5 gennaio 2021 sulla rivista Applied Psychology 

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