Il sonnellino pomeridiano fa bene ai bambini? E quanto deve durare?

Sonnellino sì, sonnellino no. Sembra una questione banale, ma per tanti genitori, a un certo punto, in prossimità della scuola materna, è un vero dilemma. I dubbi li scioglie il parere del pediatra: “Il sonnellino pomeridiano nei bambini, fino ai tre anni circa, non è un lusso, ma una necessità”.
Gaia Cortese 19 dicembre 2019
* ultima modifica il 19/12/2019
Con la collaborazione di Dott. Massimo Luca Castellazzi Medico chirurgo specialista in pediatria presso l'Ospedale Città di Sesto San Giovanni

Con l’inizio della scuola materna per i genitori si presenta una nuova e spinosa questione da risolvere: il sonnellino pomeridiano va tolto o non va tolto al bambino? Con l’asilo, infatti, inizia a delinearsi un certo gap tra bambini che amano abbandonarsi alle braccia di Morfeo godendosi un'oretta di siesta pomeridiana e bambini che, non sentendo più il bisogno di riposarsi dopo pranzo, preferiscono dedicarsi ad altre attività come il gioco o la lettura.

Quanto deve dormire un bambino?

Come l'alimentazione, il sonno è uno dei temi più complessi che il genitore si trova a dover affrontare e su cui le domande sono sempre numerose. Un neonato dorme fino a 18 ore al giorno, ma dai 3 ai 9 mesi circa il suo bisogno di riposare scende a circa 14 ore al giorno. Dall’anno di vita ai 2 anni bastano anche 12 ore di riposo al giorno, mentre tra i 2 e i 3 anni le ore di riposo diminuiscono ancora e iniziano ad oscillare tra le 10 e le 12 ore.

Con l’età cambia anche il riposo

Di norma fino ai 6 mesi di vita il bambino fa due sonnellini al giorno, uno al mattino e uno al pomeriggio, mentre dopo i 6 mesi, molti bambini saltano il riposino del mattino e allungano quello del pomeriggio. In genere si preferisce lasciar riposare il bambino nel pomeriggio rispettando le sue necessità; se infatti lo si fa dormire poco di giorno nella speranza di farlo dormire di più la notte, si rischia solo di procurargli un nervosismo da stanchezza che potrebbe addirittura causare disturbi del sonno.

Verso i 2 anni, alcuni bambini iniziano a rifiutare il sonnellino pomeridiano. Questo non solo mette in crisi i genitori che non possono neppure più approfittare di un’oretta di pace in casa dopo pranzo, ma fa sì che i bambini difficilmente arrivino a sera rimanendo tranquilli. Se proprio non si riesce quindi a farli dormire, si può provare a creare un momento di relax generale, sostituendo qualsiasi gioco di movimento con un momento in cui ci si può dedicare alla lettura di un libro o all’ascolto di una musica rilassante.

Lo studio sul sonnellino e lo sviluppo del linguaggio

Secondo uno studio condotto dal Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences pubblicato sulla rivista Current Biology, un sonno adeguato aiuta lo sviluppo del linguaggio già nei bimbi piccoli. Dormire, e soprattutto dormire nel primo pomeriggio, aiuterebbe i bambini ad associare le parole al loro significato prima di quanto ci si aspetterebbe. I ricercatori hanno anche notato che la capacità nell'ambito della ricerca, ossia quella di associare nomi e oggetti,  dipendeva anche dalla durata del sonno e per ottenere dei risultati il pisolino ideale era 50 minuti, vale a dire quella che di solito è la durata del sonnellino pomeridiano nei bambini.

Il parere dell'esperto

Abbiamo sentito sull'argomento il prezioso parere del Dottor Massimo Luca Castellazzi, medico chirurgo specialista in pediatria presso l'Ospedale Città di Sesto San Giovanni: "Il sonnellino pomeridiano nei bambini, in genere fino ai tre anni e mezzo, è un aspetto molto importante, potremmo quasi dire che non si tratta di un lusso, ma di una necessità. Infatti lo stato di veglia prima di 3 anni, non è ancora in grado di evitare l'interruzione del sonno verso le 14 e le 16 del pomeriggio. Far saltare il pisolino pomeridiano in questa fascia d'età può essere controproducente. Infatti il ristoro dopo il pranzo ha lo scopo di far riprendere i bambini dalla fatica delle attività mattutine e renderli pronti ad affrontare con grinta il pomeriggio che li attende. Far saltare il sonnellino nella speranza che la sera crollino più in fretta può far ottenere l'effetto opposto. Da un lato rende il bambino più nervoso nel corso della giornata (e quindi anche meno disposto alle attività proposte) e dall'altro può accumulare tanta adrenalina da rendere più difficile l'addormentamento la sera. Il consiglio dunque è quello di favorire il sonnellino pomeridiano, dopo il pranzo, nei bambini fino ai 3 anni. La durata del pisolino è variabile a seconda del bambino. L'importante è non farlo addormentare oltre le 16 del pomeriggio, per far si che non venga scambiato con il sonno notturno".

Fonte |"Early Language Development in Fast Motion: How Sounds Become Words during Sleep" pubblicato su Max Planck Institute, il 21 luglio 2017

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