Il talco non provocherebbe il tumore ovarico: sono i risultati del più vasto studio realizzato sull’argomento

I ricercatori dell’Istituto di sanità americano hanno avuto a disposizione i dati di oltre 250mila donne, grazie alla revisione di quattro ricerche precedenti, scelte in quanto le più precise sull’argomento. Il risultato è che i numeri non sono statisticamente rilevanti per poter affermare che l’utilizzo di talco per le zone genitali possa aumentare il rischio di sviluppare un carcinoma ovarico.
Giulia Dallagiovanna 10 gennaio 2020
* ultima modifica il 10/01/2020

Ma l'uso del talco nelle zone genitali aumenta il rischio di tumore alle ovaie nelle donne? Da quando nel 2018 è scoppiato il caso Johnson&Johnson, i consumatori, tra i quali probabilmente anche tu, non hanno fatto altro che chiederselo. E alcune ricerche avevano in effetti riportato possibili legami tra l'uso della polvere e lo sviluppo di un carcinoma. Le due vicende però non sono esattamente uguali e il rapporto di causa-effetto tra l'utilizzo del prodotto in questioni e l'insorgere di una malattia così grave non è stato per nulla dimostrato, così come conferma il più vasto studio mai realizzato sull'argomento, ad opera del Chronic Disease Epidemiology Group del National Institute of Environmental Health Sciences, ovvero un dipartimento dell'Istituto superiore di sanità americano.

Innanzitutto, le ragioni per cui la multinazionale è stata trascinata in Tribunale non riguardavano tanto le proprietà del talco in sé, quanto il fatto che, secondo le accuse, questo venisse estratto da giacimenti dove era presente anche con l'asbesto, un componente dell'amianto. In poche parole, il prodotto sarebbe risultato contaminato da un elemento che non avrebbe dovuto esserci e che è potenzialmente molto pericoloso. La casa farmaceutica sta affrontando circa 9mila casi di questo tipo e tra condanne per milioni di dollari e ricorsi in appello, le vicende giudiziarie sono ancora aperte.

La domanda però rimane: al di là della faccenda Johnson&Johnson, il talco provoca il cancro oppure no? Le evidenze scientifiche non ci sono e anche se qualche studio aveva intravisto deboli legami, l'Istituto di sanità degli Stati Uniti ora interviene per fare chiarezza. Con qualche cautela. Questo prodotto viene infatti utilizzato dalle donne per limitare i problemi di odori sgradevoli, perdite fastidiose, sudorazioni e attriti. Non tutte però lo utilizzano con la medesima frequenza e non si conosce nemmeno la marca scelta dalle partecipanti.

Sulle oltre 250mila donne prese in considerazione, solo lo 0,8% ha ricevuto negli anni una diagnosi di cancro alle ovaie

Ma veniamo ai risultati. I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti da quattro studi precedenti, i più completi sull'argomento. Di conseguenza, hanno avuto a disposizione informazioni relative a più di 250mila donne. Tra queste, circa il 39% hanno riferito di aver utilizzato il talco nella zona genitale e il 10% di loro lo aveva fatto per diverso tempo. Ma la percentuale a cui devi prestare attenzione è un'altra: solo l0 0,8% di tutte le persone prese in considerazione avevano poi ricevuto una diagnosi di cancro alle ovaie.

Così, i ricercatori hanno apportato un'ulteriore scrematura per capire se la quota fosse maggiore tra chi faceva uso di talco. E la risposta è stata netta: i numeri emersi non sono statisticamente rilevati. Questo vuol dire che non si può dichiarare con sicurezza che esiste un legame di causa-effetto tra il prodotto e la comparsa del carcinoma, nemmeno quando questo accade prima dei 70 anni. Un dato importante e del quale bisogna assolutamente tenere conto anche se, come spesso accade in questi casi, non è definitivo, proprio a causa delle limitazioni che hanno denunciato gli stessi autori dello studio.

Fonte| "Association of Powder Use in the Genital Area With Risk of Ovarian Cancer" pubblicato su JAMA il 7 gennaio 2020

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