Il tumore alla prostata: cause, sintomi, cure e prevenzione

Il tumore della prostata è il più diffuso tra gli uomini. Si stima che un uomo su 16 si ammalerà di questa forma neoplastica una volta nella sua vita. Numeri importanti che però non devono per forza spaventarti. Scopri come si manifesta il tumore della prostata, come si cura e se rientri nelle categorie a rischio.
Paola Perria 19 Ottobre 2018
* ultima modifica il 23/06/2020
Con la collaborazione del Dott. Roberto Bollina Medico Oncologo e Direttore Sanitario ASST Rhodense

Se sei un uomo, è il momento di prestare particolare attenzione. Il tumore alla prostata è infatti una patologia molto diffusa, che colpisce almeno un individuo ogni 16. Ma le cifre possono scendere a uno ogni sei, quando si superano i 65 anni.

La prostata è una piccola ghiandola a forma di castagna, posta più o meno sotto la vescica, di fronte al retto, che fa parte dell’apparato riproduttivo maschile. Il suo compito è quello di produrre il liquido nel quale “nuotano” gli spermatozoi. Questa forma tumorale molto diffusa – le statistiche dicono che un uomo ogni 16 è destinato a sviluppare una neoplasia prostatica nel corso della vita – inizialmente ha un accrescimento lento, che resta localizzato all'interno della ghiandola e non crea grossi problemi.

Alcuni tipi di carcinoma prostatico, però, diventano aggressivi e tendono a sconfinare dall'organo di partenza fino a generare metastasi, in particolare a carico della vescica o delle ossa. Ci sono diverse forme di neoplasie prostatiche le cui caratteristiche dipendono dalle cellule di partenza. Il più diffuso cancro della prostata è però l’adenocarcinoma. Come per tutte le neoplasie maligne, anche nel caso del tumore alla prostata la diagnosi precoce è fondamentale per una prognosi positiva e per aumentare le probabilità di sopravvivenza.

Come per tutte le forme di cancro, anche quello alla prostata può, come ti dicevo, generare metastasi. Si tratta di cellule impazzite che si staccano dal tumore originario ed entrano in circolo, attraverso il flusso sanguigno o i linfonodi. Se trovano un nuovo tessuto, come un osso o un altro organo, si attaccano e si riproducono, dando vita a una nuova massa tumorale, cioè una metastasi. Ma anche se il carcinoma della prostata arriva alla vescica, avrà sempre il nome originario. Il medico ti parlerà infatti di cancro alla prostata metastatizzato alla vescica.

Quando si espande e dà vita alle metastasi, allora percepirai anche i primi sintomi e bisognerà intervenire subito. Con il tempo infatti potresti notare che fai più fatica a urinare, provi dolore o il getto è diventato più debole e ti sembra di non riuscire mai a svuotare del tutto la vescica. Magari hai scorto anche qualche piccola goccia di sangue nell'urina o nel liquido seminale. Sono tutti segnali ai quali devi prestare attenzione e dei quali devi subito parlare al tuo medico.

Le cause del tumore alla prostata

Come spesso accade per le diverse forme di cancro, le cause del carcinoma alla prostata non si conoscono ancora del tutto. Quello che gli esperti sono riusciti a individuare fino a questo momento sono una serie di fattori di rischio ai quali è bene che tu faccia attenzione.

Per prima cosa, si tratta di una patologia che coincide con l'età avanzata. Significa che, una volta passati i 50 anni, il rischio aumenta rapidamente e segna una crescita esponenziale dopo i 65, fino a raggiungere un tasso di 6 uomini malati su 10.

Non è ancora chiaro come mai, ma esiste anche una predisposizione genetica per questo tipo di carcinoma. Dovrai infatti stare più in allerta se nella tua famiglia ci sono già state diagnosi di cancro alla prostata oppure al seno, in particolare se la persona malata era tuo padre o tuo fratello, oppure se è successo prima che compisse 65 anni. Sembra poi che alcuni geni responsabili di questa neoplasia siano direttamente coinvolti anche nello sviluppo del tumore al seno o alle ovaie.

Per caso hai già sofferto di un'infiammazione alla prostata? Sembra che la prostatite possa alzare leggermente le probabilità di essere seguita da una formazione tumorale. Non ti devi allarmare, perché gli studi sono discordi su questo punto, ma ti consiglio di non abbassare troppo la guardia.

E naturalmente, anche lo stile di vita può influire negativamente sullo sviluppo di una neoplasia. Il rischio aumenta infatti se hai problemi di obesità, se mantieni un regime alimentare ricco di zuccheri e grassi saturi e poveri di frutta e verdura e se non pratichi attività fisica.

I sintomi del tumore alla prostata

I sintomi del tumore alla prostata non compaiono subito, o meglio, non in stadio iniziale. Si calcola infatti che circa il 30% dei casi vengano scoperti quando la malattia si è già diffusa oltre la ghiandola. Puoi comunque accorgerti che qualcosa, “laggiù”, non va per il verso giusto quando si presentano i seguenti disturbi:

  • Hai dolore a urinare
  • Il getto dell’urina diventa più debole
  • Trovi sangue nel liquido seminale o nelle urine
  • Sperimenti dolore pelvico
  • Cominci a soffrire di disfunzione erettile
  • Hai perdite urinarie
  • Ti sembra di non riuscire a svuotare del tutto la vescica

Attenzione: questi sintomi, in particolare quelli urinari, sono più o meno gli stessi di disturbi prostatici benigni (come l’ipertrofia prostatica). Per tale ragione non sottovalutare mai nessun tipo di anomalia nel tuo apparato urinario e/o genitale e rivolgiti senza indugio al tuo medico per un consulto.

La diagnosi del tumore alla prostata

Come ti spiegavo prima, i sintomi del cancro alla prostata sono simili a quelli manifestati da forme benigne. Per questa ragione, solo un medico può fornirti una diagnosi precisa. Ma per agevolare il suo lavoro, ci sono una serie di esami ai quali ti consiglio di sottoporti regolarmente, in particolare il test del PSA del sangue, che misura i livelli dell’antigene prostatico specifico. Inoltre, dovresti recarti periodicamente a una visita urologica soprattutto se sei un over 65.

L’immagine di una Tac che evidenzia un tumore alla prostata

Con l’avanzare dell’età infatti aumenta in proporzione il rischio di carcinoma alla prostata. La diagnosi definitiva di tumore a carico di questa ghiandola si ottiene grazie a esami specifici quali:

  • L’esplorazione rettale che permette all’urologo di individuare la presenza al tatto di eventuali noduli prostatici
  • La risonanza magnetica e in particolare la nuova metodica di RM multiparametrica che consente una maggiore accuratezza nell’individuazione della massa neoplastica e della sua natura
  • La PET (Tomografia a emissione di positroni) o la TAC (Tomografia assiale computerizzata)
  • Infine l’esame bioptico random, che prelevando tessuto prostatico attraverso una sonda rettale e sottoponendolo a successiva analisi di laboratorio, permette di classificarlo secondo una gradazione – detta di Gleason – in base alla maggiore o minore somiglianza con quello di una ghiandola sana. Tessuto prostatico di grado Gleason da 1 a 6 presenta una differenziazione poco marcata considerata a basso rischio, di grado 7 a rischio medio, di grado superiore a 7, fino a 10, di rischio elevato. Sempre la biopsia ci permette anche di “stadiare” il tumore in base all’interessamento, o meno, dei linfonodi e alla presenza di metastasi.

Grazie a queste indagini diagnostiche è possibile stabilire se il cancro prostatico è da trattare e come.

Come si interviene sul tumore alla prostata

Dipende. Come hai visto esistono diverse gradazioni di rischio, che dipendono dall'aggressività del tumore. Se il rischio è basso – grado Gleason inferiore a 6 – in genere si procede a quello che i medici definiscono “controllo vigile” con un costante monitoraggio della situazione ma senza intervento chirurgico o terapia di alcun tipo. Accade soprattutto nei pazienti anziani e in chi abbia tumori di piccole dimensioni asintomatici.

La chirurgia radicale, con prostatectomia totale o parziale, si rende necessaria quando la neoplasia è ovviamente in stadio avanzato ma confinata ancora alla sola ghiandola. Questo tipo di intervento può avere importanti effetti collaterali sia sulla potenza sessuale che sul controllo della minzione e può dover essere seguito da radioterapia e/o ormonoterapia. La terapia ormonale risulta più efficace anche in caso di metastasi a distanza, e infatti viene di norma preferita alla chemioterapia.

Come si previene il tumore alla prostata

In molti modi. Per prima cosa, devi capire se appartieni ad una categoria a rischio, ovvero se sei:

Un over 65Sei fortemente sovrappeso o obeso (il tessuto adiposo in eccesso produce ormoni che possono stimolare l’accrescimento di tumori prostatici)Hai una storia familiare di tumori prostatici

In ogni caso, per quanto possibile, alcune abitudini “sane” di vita possono aiutarti ad allontanare o ridurre un pochino il rischio di sviluppare la malattia. Ecco cosa puoi fare:

Segui una dieta sana in cui abbondino cibi di origine vegetale come frutta, ortaggi, cereali integrali e legumi che abbattono il rischio di cancro in generale. Unica eccezione: la soia e i suoi derivati. Contengono infatti fitoestrogeni – ovvero sostanze simili agli ormoni femminili – che negli uomini possono provocare qualche scompenso proprio a livello prostatico Combatti la sedentarietà a cerca di fare attività fisica più volte alla settimana.

Come hai visto l’obesità rappresenta uno dei fattori di rischio di cancro della prostata, ti consiglio quindi di cercare di mantenere il tuo peso forma e di sottoporti a regolari controlli e, in particolare, effettua il dosaggio del PSA. Sebbene non sempre affidabile questo semplice test del sangue ti permette comunque di farti un’idea sullo stato della tua prostata e serve al tuo medico per prescriverti altri esami più specifici.

Le conseguenze del tumore alla prostata

Per affrontare il tumore alla prostata e le possibili conseguenze di terapie e interventi è fondamentale che tu ti senta libero di parlare apertamente con l'equipe di medici che ti segue e con il tuo partner.

Uno dei possibili problemi che possono emergere dopo le cure è infatti, come già ti ho accennato, l'insorgere di disturbi nella sfera sessuale. In particolare, le diverse fasi del ciclo e della riposta sessuale possono riscontrare alcuni ostacoli. Potresti quindi dover modificare le tue abitudini o le tempistiche.

Ricorda però che la sensazione di piacere è legata anche al funzionamento di diverse aree del cervello e quindi potresti semplicemente dover seguire strade diverse ma altrettanto soddisfacenti. In ogni caso, i medici possono aiutarti a trovare le cure e le strategie più adatte in base anche alle tue necessità.

Un'altra conseguenza potrebbe invece essere l'incontinenza urinaria. Ma non temere, non dovrai passare il resto della tua vita a indossare un pannolone. Esistono infatti una serie di tecniche che possono essere messe in atto, come la rieducazione dei muscoli pelvici, la ginnastica vescicale e, non ultimi, i farmaci appositi.

Infine, devi sempre avere a mente un fatto importante: ogni persona è diversa. Potresti essere particolarmente sfortunato e andare incontro a tutte le complicazioni, oppure uscire quasi indenne dalle cure. L'importante è che il pudore non ti impedisca di avere un dialogo aperto con gli specialisti che ti seguono: sono lì anche per questo.

Si guarisce dal tumore alla prostata?

Al momento, l'88% dei pazienti rimane in vita a cinque anni dalla diagnosi, e si tratta di un dato in crescita. Superata questa soglia, poi, le aspettative di sopravvivenza aumentano ancora. Si calcola che circa nove uomini su 10 sopravvivano, guariscano o comunque riescano a convivere per molti anni con questo problema.

È fondamentale però che la diagnosi venga effettuata in tempo. Per questa ragione, non solo devi recarti dal medico non appena noti i sintomi di cui ti parlavo prima, ma dovresti anche sottoporti a esami preventivi periodici.

Il parere dell'esperto

Abbiamo ascoltato il parere sull'argomento del Dott. Roberto Bollina, Primario di oncologia ASST Rhodense:

"Sicuramente dopo i 50 anni farsi una visita urologica di controllo è importante, in modo tale da programmare se si ha familiarità con la malattia o se sono presenti fastidi urinari, una visita una volta all'anno. Nella fase iniziale il tumore alla prostata è asintomatico. Quando invece la massa tumorale cresce può dare origine a sintomi urinari: difficoltà a urinare o bisogno di urinare spesso, dolore quando si urina, sangue nelle urine e sensazione di non riuscire a urinare in modo completo. Spesso questi sintomi sono legati a problemi prostatici di tipo benigno come l'ipertrofia, però è utile rivolgersi al proprio medico o allo specialista urologo che sarà in grado di decidere se sono necessari ulteriori esami di approfondimento".

Fonti| Airc; Mayo Clinic; Humanitas


(Modificato da Gaia Cortese il 26/02/2019
Modificato da Giulia Dallagiovanna il 18/06/2019)

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