Il vaccino contro il papilloma virus riduce dell’88% il rischio di cancro alla cervice dell’utero

Esistono più di 100 ceppi di papilloma virus (Hpv) e tra questi almeno 12 sono potenzialmente cancerogeni. Questi patogeni sono davvero molto diffusi e circa l’80% delle donne vi entra in contatto una volta nella vita. Il problema è che l’infezione è asintomatica e non la noterai fino a quando non si manifesteranno problemi seri. Ecco perché è importante il vaccino.
Giulia Dallagiovanna 25 Ottobre 2020
* ultima modifica il 25/10/2020

Il vaccino contro il papilloma virus (Hpv) è sempre consigliato. Ti protegge infatti dalla comparsa di condilomi o verruche, che possono presentarsi quanto entri in contatto con il patogeno che, ti ricordo, si trasmette per via sessuale. Ma l'aspetto più importante è sicuramente quello di difesa contro il tumore alla cervice dell'utero. Ti avevamo già parlato di una previsione del Centro per la ricerca sul cancro di Sydney, secondo la quale questo tipo di cancro potrebbe addirittura scomparire entro il 2100 se tutte le donne, specialmente le più giovani, si sottoponessero a questa profilassi. Da uno studio svedese pubblicato sul New England Journal of Medicine arriva oggi una conferma importantissima: il rischio di carcinoma viene ridotto dell'88% grazie a questo farmaco immunizzante.

Quali sono i problemi del papilloma virus? Prima di tutto che ne esistono almeno 100 ceppi, tra i quali 12 che possono arrivare a provocare un tumore. Ed è un patogeno molto diffuso, al punto che, secondo alcune stime, l'80% delle donne vi entra in contatto una volta della vista. Dunque le probabilità di venire infettate non sono per nulla basse. Non solo: il più delle volte quest'infezione risulta asintomatica, facendo sì che una persona la trasmetta più facilmente, non sapendo di averla, e che tenda a ignorarla fino a quando non si manifestano segnali evidenti. Ed ecco allora perché diventa importante avere delle buone armi di difesa.

Esistono tre tipi di formulazioni, ma la più consigliata è la nonovalente

I ricercatori svedesi hanno analizzato più di 1,6 milioni di donne, con un'età compresa tra i 10 e i 30 anni. Tra loro, circa 500mila erano state vaccinate contro l'Hpv e nella maggior parte dei casi lo avevano fatto prima di diventare maggiorenni. Dopo averle seguite per una decina d'anni, hanno potuto rilevare che in questo gruppo solo in 19 avevano ricevuto una diagnosi di tumore, mentre tra le altre erano ben 538 quelle che dovevano fare i conti con questa malattia molto seria, che ogni anno provoca circa 300mila decessi in tutto il mondo. Una differenza che fa emergere in modo chiaro quanto sia importante il vaccino, in particolare se effettuato durante l'adolescenza. Ma anche tra coloro che lo avevano ricevuto più tardi, il rischio risultava comunque dimezzato.

Una ragione più che valida per aderire alla vaccinazione o per accompagnarci tua figlia. Potrete scegliere tra diversi tipi di formulazione: bivalente, trivalente e nonovalente. Quello più consigliato è l'ultimo, perché protegge contro un numero maggiore di ceppi di Hpv, tra cui anche quelli potenzialmente tumorali.

Fonti| "HPV Vaccination and the Risk of Invasive Cervical Cancer", pubblicato sul New England Journal of Medicine, il 1 ottobre 2020; Fondazione Veronesi

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