Il vaccino si potrà fare anche in azienda: ecco come funzionerà e quando potrebbe partire

L’adesione sarà su base volontaria sia per le aziende che vorranno partecipare alla campagna sia per i lavoratori che decideranno di effettuare il vaccino. I costi di gestione e organizzazione saranno a carico dei datori di lavoro, farmaci e dispositivi saranno forniti dalle Regioni mentre il via è previsto appena saranno state immunizzate tutte le categorie prioritarie.
Kevin Ben Alì Zinati 7 Aprile 2021
* ultima modifica il 11/05/2021

Vaccini in azienda. È la nuova freccia nell’arco del Piano strategico nazionale per la vaccinazione anti-Covid-19. Governo, imprese e sindacati hanno raggiunto un accordo e, come annunciato dal Ministro del Lavoro Andrea Orlando, hanno firmato un Protocollo che nei prossimi mesi consentirà a tutte le imprese, di qualunque dimensione, di vaccinare i dipendenti che sceglieranno di farlo.

Quali sono i vantaggi?

La possibilità di effettuare il vaccino in azienda è un altro passo importante per velocizzare la campagna di vaccinazione dei cittadini italiani.

La vaccinazione aziendale non sarà un’alternativa al sistema delle priorità descritto dal Piano nazionale. La firma sul protocollo non significa che ora medici e infermieri verranno dirottati anche nelle aziende per vaccinare chiunque e che salterà la divisione per categorie.

Come ti spiegherò meglio più avanti, sarà piuttosto una strada parallela che si potrà percorrere solo quando il sistema delle priorità avrà raggiunto il suo obiettivo, cioè l'immunizzazione totale di queste persone, e quando ci saranno sufficienti dosi di vaccino.

Velocizzare la campagna, sì, ma non solo. La vaccinazione dei lavoratori che vorranno sottoporvisi, allo stesso tempo, aiuterà a riprendere alcune attività commerciali e produttive e permetterà a molti di continuare le proprie attività lavorative e professionali con una sicurezza maggiore.

Quali aziende potranno vaccinare?

Il Protocollo prevede che tutte le imprese potranno aderire volontariamente alla campagna di vaccinazione, a prescindere dalle dimensioni e quindi dal numero di dipendenti che possiedono al loro interno.

Il tuo datore di lavoro potrà dunque coordinarsi con le Associazioni di categoria di riferimento e le Azienda Sanitarie per organizzare il numero di vaccini necessari e per allestire dei punti straordinari di vaccinazione all’interno della tua azienda.

Se l'azienda non dovesse avere a disposizione luoghi adatti alla somministrazione, tutti i datori di lavoro potrebbero far ricorso a strutture sanitarie private o stipulare accordi e convenzioni con centri esterni che possiedono i giusti requisiti per la vaccinazione.

La vaccinazione in azienda deve comunque prevedere la presenza di materiali, attrezzature e farmaci necessari allo svolgimento in sicurezza delle attività.

In più, tutte le aziende che aderiranno all'iniziativa dovranno assicurare la programmazione della seconda dose del vaccino, dove prevista, rispettando ovviamente l’intervallo necessario tra prima e seconda dose come previsto per lo specifico farmaco.

Se dopo la prima dose, dovessi accusare una grave reazione avversa l'indicazione è chiara: non devi sottoporti alla seconda dose in ambito lavorativo ma devi invece rivolgerti all'Azienda sanitaria di riferimento.

Chi potrà vaccinarsi?

Uno dei punti fermi del nuovo Protocollo è che l’adesione alla vaccinazione in azienda è su base volontaria, sia per i datori di lavoro che per i lavoratori.

Non importa la tipologia del tuo contratto: se la tua azienda deciderà di partecipare alla campagna vaccinale, potrai scegliere liberamente se farti vaccinare oppure no.

Se la vaccinazione venisse eseguita durante l’orario di lavoro, il tempo necessario sarà equiparato a tutti gli effetti al normale orario lavorativo mentre conteranno come malattia i giorni necessari a smaltire gli eventuali effetti avversi del vaccino.

Chi lo somministrerà?

Dal punto di vista sanitario entrano in gioco due figure distinte per quanto riguarda la somministrazione del vaccino in azienda.

L'adesione è su base volontaria e prescinde dalla tipologia del contratto lavorativo

Il medico aziendale, se presente, avrà il compito di fornire tutte le informazioni sui vantaggi e sui rischi cui potresti incorrere con la vaccinazione. Dovrà poi acquisire il consenso informato, eseguire un triage preventivo e la registrazione dei tuoi dati personali.

La vaccinazione vera e propria, invece, sarà affidata a operatori sanitari con adeguata formazione: personale, quindi, in grado eseguire la “puntura” in totale autonomia e sicurezza garantendo il rispetto delle norme sanitarie necessarie.

Come spogen l'Inail,  i medici competenti e il personale sanitario verrà messo a disposizione un corso di formazione specifico sulla piattaforma dell’Istituto Superiore di Sanità.

Le linee guida hanno specificato poi che dopo la vaccinazione in azienda dovrai sostare per almeno 15 minuti negli spazi adibiti all'attività, allo scopo di intervenire immediatamente nel caso di reazioni avverse: è necessario quindi che ogni azienda metta a disposizione risorse  adeguate alla gestione dei potenziali effetti negativi del vaccino.

Riprendendo una delle novità introdotte dal Decreto Legge di aprile firmato dal premier Mario Draghi, anche il Protocollo inserisce il famoso “scudo penale” per gli operatori che effettuano il vaccino. Significa, in sostanza, che i vaccinatori non avranno alcuna responsabilità penale in caso di eventi avversi lievi o gravi.

Quanto costa?

Se dovessi scegliere di farti somministrare il vaccino nella tua azienda, ovviamente non dovresti pagare nulla. I costi per l’organizzazione, la gestione e la realizzazione della somministrazione sarebbero interamente a carico del datore di lavoro.

Discorso diverso per quanto riguarda la fornitura di vaccini e i dispositivi per la somministrazione, quindi siringhe e aghi e tutti gli strumenti formativi previsti e quelli per la registrazione delle vaccinazioni eseguite: tutto questo sarà invece a carico dei Servizi Sanitari Regionali territorialmente competenti.

Quando si parte?

La vaccinazione in azienda non è un’alternativa ma una strada parallela, ricordi? Significa che prima si continuerà a vaccinare le persone fragili e vulnerabili, una volta raggiunti tutti i target e immunizzate le categorie a cui il Piano nazionale ha segnato la priorità, si potrà cominciare a ragionare sulle somministrazioni nei luoghi di lavoro.

Bisognerà dunque prima vaccinare le categorie a rischio ma per partire e allargare la campagna alle aziende serviranno anche sufficienti dosi di vaccini. Se riusciremo ad accelerare con le inoculazioni giornaliere e non ci saranno altri intoppi nell’approvvigionamento di dosi, è verosimile pensare che la vaccinazione aziendale possa partire già nel mese di maggio.

Periodo, come sai, in cui arriverà anche il vaccino monodose di Johnson&Johnson, che con l'iniezione singola sicuramente faciliterà le operazioni.

Fonte | Andrea Orlando – Ministro del Lavoro; Inail

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