Impetigine: scopriamo insieme cos’è, i sintomi e come curare i bambini contagiati

L’impetigine è un’infezione acuta della pelle di tipo batterico, tipica dei bambini fino ai 10 anni di età. Si manifesta soprattutto in estate, magari durante una vacanza al mare, e non è una malattia pericolosa quando viene trattata in tempo. Il problema però è che è molto contagiosa e ci sono dunque degli accorgimenti che dovresti prendere.
Giulia Dallagiovanna 26 marzo 2020
* ultima modifica il 01/07/2020

L’impetigine è un’infezione acuta della pelle molto contagiosa provocata da batteri che compare soprattutto nei bambini al di sotto dei 10 anni ed è tipica dell’estate, poiché il caldo e l’umidità rendono più facile la proliferazione batterica.

Si tratta di una forma di piodermite, ovvero un'infezione cutanea provocata da batteri piogeni come stafilococchi o streptococchi, che può colpire anche gli adulti e potrai riconoscere per la presenza di bolle rosse in diverse parti del corpo che possono durare per alcuni giorni o fino alcune settimane se non curate in modo giusto e per tempo. Fai attenzione, queste vescicole provocano prurito, ma se tuo figlio si gratta potrebbe peggiorare la situazione favorendo una maggiore diffusione di questa infezione.

In ogni caso, non allarmarti eccessivamente. L’impetigine è piuttosto comune nei bambini in età infantile o scolare, ma certamente non è un disturbo grave. Con un po’ di pazienza e la giusta cura questa malattia batterica scomparirà senza lasciare segni sulla pelle.

Cos'è

L’impetigine fa parte della categoria delle piodermiti ed è una delle infezioni più comuni nei bambini fino ai 10 anni, anche perché è molto contagiosa e può quindi trasmettersi facilmente. Non stupirti o preoccuparti troppo, quindi, se inizierai a notare delle lesioni sulla pelle di tuo figlio che di norma si concentrano soprattutto sulle zone scoperte come il viso, il collo, le mani e a volte anche attorno all’ombelico.

Come ti ho accennato, questo tipo di infezione della cute è causata da quei batteri noti come stafilococchi o streptococchi e provoca solitamente bolle sierose che all'inizio sono quasi trasparenti e poi iniziano a diventare più opache e giallognole. Si tratta della forma più comune, nota come impetigine bollosa o di Bockhart. Insieme a queste manifestazioni potrai notare un eritema di colore rosato, fino a quando, solitamente nel giro di qualche giorno, le bolle non scoppiano e non si trasformano in croste gialle o marroncine.

In altri casi, l’impetigine può anche essere non bollosa (o impetigine di Tilbury-Fox), quando le vescicole tipiche dell’infezione non formano delle bolle ma si rompono e creano direttamente una crosta.

Si parla invece di impetiginizzazione quando la patologia non colpisce una pelle sana, ma una zona già esposta a punture di insetto o altre lesioni, le quali infettandosi portano alla comparsa delle bolle.

Come si trasmette

Ora che sai che l'impetigine è una malattia molto contagiosa, ti starai chiedendo come avviene il contagio tra persone. Questa infezione cutanea si trasmette per contatto: per questo è più facile che più di un bambino la manifesti dopo aver giocato insieme, magari proprio a scuola o in vacanza.

È sufficiente toccare con un dito la zona infetta e poi toccare la propria pelle senza lavarsi per bene le mani e il rischio di contagio è immediato. Ed è la ragione per cui sarebbe bene coprire con una garza l'area interessata, sia per evitare che il bambino sia tentato dal grattarsi o dall'avere qualsiasi contatto, sia per proteggerla dagli elementi esterni.

L'impetigine si trasmette per contatto, ma anche toccando oggetti utilizzati da persone già contagiate, come un asciugamano

L’impetigine si può anche prendere toccando oggetti che sono già stati utilizzati da una persona che ha l’infezione. Ecco perché il contagio può spesso avvenire attraverso l’asciugamano, che se sfregato può anche facilitare il trasporto di particelle infette ad altre zone della cute. Lo stesso vale per le lenzuola o altri indumenti, mentre nel caso dei bambini anche i giocattoli contaminati possono causare la trasmissione della malattia.

In ogni caso, sappi che a partire da 48 ore dopo aver cominciato la terapia per combattere l’impetigine, la malattia solitamente smette di essere contagiosa.

Impetigine vs. Herpes

A prima vista, potresti confondere l'impetigine con l'herpes, in quanto entrambe le malattie sono caratterizzate da lesioni e prurito e compaiono in zone simili della cute. Ma l’herpes viene causato da un virus e tende a diffondersi in modo più lento rispetto alla prima. Nella maggior parte dei casi, infatti, rimane confinata alla zona in cui è comparsa. Inoltre, come per l'herpes, anche per l'impetigine si verificano con frequenza delle recidive, ma questo non è per forza indice di un abbassamento delle difese immunitarie.

Le cause

Forse avrai sentito dire che l'impetigine è una conseguenza della scarsa igiene personale, ma non è così. La causa di questa malattia è, come ti accennavo all'inizio, un batterio e può trattarsi dello Staphylococcus aureus oppure dello Streptococcus pyogenes. In alcuni casi, possono agire addirittura insieme, scatenando l’infezione nel bambino. Ma ci sono alcuni precisi fattori di rischio che possono provocare l'eruzione cutanea:

  • Umidità che indebolisce la pelle, ponendo le basi per la comparsa dell’impetigine
  • Lesioni preesistenti che permettono ai batteri di insidiarsi nell’organismo
  • Alterazioni della normale flora cutanea
  • Predisposizione alle malattie allergiche
  • Indebolimento del sistema immunitario che porta a una risposta più debole

Questi fattori spiegano anche come mai la malattia tenda a manifestarsi soprattutto in estate, quando il clima è tipicamente caldo umido e le punture di insetto sono più frequenti. Inoltre, trattandosi di un problema molto contagioso, è più facile che si propaghi tra i bambini che giocano insieme, magari in piscina, al mare.

I sintomi

Potrai riconoscere l’impetigine dalla pelle che diventa arrossata e presenta le tipiche bolle rosse ripiene di siero, che come ti ho detto potrai notare in varie parti del corpo di tuo figlio ma sono più frequenti intorno alla bocca, al collo e all’ombelico.

Queste pustole sono accompagnate dal prurito, e siccome spiegare a tuo figlio di pochi anni che non deve grattarsi non è esattamente una passeggiata, dovrai prestare molta attenzione per evitare che non rischi di sovrainfettare l’eritema.

Grattandosi, queste bolle possono infatti scoppiare e diffondere l’infezione. Se riuscirai a controllare questo aspetto, le vescicole evolveranno poi in delle croste di colore giallastro.

Per il resto è difficile che il bambino avverta altri problemi. In alcuni casi potrebbe però lamentare un malessere generale e mancanza d'appetito. Di conseguenza il termometro potrebbe segnare qualche linea di febbre.

La diagnosi

Osservando gli elementi che ti ho descritto, il dermatologo potrà diagnosticare l’impetigine, capendo esattamente quale sia il batterio che ha causato l’infezione. Quest’ultimo passaggio a volte avviene mettendo in coltura un campione biologico, ma non è sempre necessario.

Nel caso in cui dovesse comparire anche una seconda infezione, è probabile che tuo figlio si debba sottoporre agli esami del sangue per indagare meglio sulla nuova patologia.

Le complicanze

L'impetigine è una malattia che, se trattata con i dovuti accorgimenti e terapie, è destinata a guarire senza lasciare alcun segno o cicatrice sulla pelle dei bambini. Il principale nemico è però il prurito, che potrebbe spingere a grattarsi di continuo, finendo per provocare la rottura delle bolle o un ispessimento delle croste e l'ampliamento della zona colpita. Inoltre, si rischia di incorrere in una sovrainfezione che rende più lunghi i tempi di guarigione, ma soprattutto come ti dicevo espone la pelle ad attacchi da parte di patogeni più pericolosi.

Quando poi non si interviene subito sull'eruzione cutanea, questa potrebbe progredire fino a degenerare in una forma più seria, chiamata ectima. Significa che l'impetigine è penetrata più in profondità e ha causato delle lesioni che possono finire con il modificare la pigmentazione della pelle. Potrebbero dunque rimanere delle macchie cutanee nell'area colpita, anche dopo la guarigione.

Più rare sono invece quelle complicanze che si verificano quando l'impetigine non viene proprio curata o ne viene sbagliata la diagnosi (un evento abbastanza improbabile). Sto parlando di possibili infiammazioni ai linfonodi, come la linfoadenite satellite, o una diffusione maggiore dell'eritema in cui compaiono anche pustole e la febbre diventa piuttosto alta: è la malattia di Ritter-Lyel, anch’essa provocata dallo Staphylococcus aureus, ed è importante intervenire subito.

L'ultima possibile conseguenza, che di norma si registra solo su bambini immunocompromessi, è di tipo renale. Insorge quando il batterio che ha generato l'impetigine è lo Streptococco Beta Emolitico di Gruppo A (SBEGA). La si riconosce perché le gambe e il viso tendono a gonfiarsi, a causa dell'accumulo di liquidi che non vengono drenati in modo corretto, perché si ha difficoltà ad urinare. In questo caso, tu o il tuo bambino potreste anche sentire un mal di testa forte e nausea.

Cure e rimedi per l'impetigine

Se a questo punto ti stai domandando come si cura l’impetigine, sappi che la risposta è piuttosto semplice, sia per gli adulti che per i bambini, soprattutto se la malattia viene presa per tempo.

Nei casi più semplici e privi di complicanze il medico ti prescriverà una terapia topica, ovvero mirata a intervenire specificamente sulla parte malata, in questo caso le singole lesioni da impetigine. Un esempio è il trattamento a base di Gel al Cloruro d’Alluminio, che dovrai spalmare su tutte le aree colpite fino a quando l'eruzione cutanea non si risolve.

Per curare l'impetigine il medico ti prescriverà dei farmaci da spalmare sulle lesioni, o antibiotici se la pelle è molto irritata

Se la pelle è molto irritata o l’infiammazione è particolarmente diffusa sul corpo è probabile che il pediatra, o il tuo medico se sei un adulto, prescriva un antibiotico per ricorrere a una terapia che risulti più efficace, magari da combinare comunque con un trattamento topico.

In ogni caso è importante intervenire subito e non cessare la cura fino a quando l'eritema non sarà scomparso del tutto. A questo proposito, come ti dicevo prima, può essere utile anche coprire la zona con una benda o una garza, per ridurre il rischio di sovrainfezioni.

Quando l’impetigine non causa febbre, è probabile che il tuo bambino guarisca piuttosto velocemente: nel giro di pochi giorni dall’inizio della terapia la malattia non sarà più contagiosa e le bolle sulla pelle si faranno meno evidenti, fino a sparire senza lasciare tracce.

Come si previene

Per prevenire l'impetigine è innanzitutto necessario evitare il contatto fisico con bambini che ne sono affetti. Soprattutto dovresti spiegare a tuo figlio l'importanza di lavarsi sempre bene le mani prima di toccarsi il viso. La realtà, però, è ben diversa e lo sai bene: è quasi impossibile evitare che tutto questo accada. Una volta che il danno è fatto, però, è bene assumere alcuni accorgimenti perché l'eritema rimanga confinato il più possibile e per evitare che altre persone vengano contagiate.

Il tuo bambino dovrebbe infatti rimanere a casa per il periodo stabilito dal medico, durante il quale dovrai prenderti cura delle lesioni presenti sulla sua pelle, mantenendole pulite ed evitando che il piccolo si tocchi, gratti o tenti di togliersi le croste da solo. Avrai ormai imparato, infatti, che così facendo rischierebbe di peggiorare l’infezione ed espanderla in altre parti del corpo.

Un buon metodo di prevenzione, inoltre, è quello di tagliare le unghie a tuo figlio e pulirle, in modo che i batteri non si possano annidare in questa zona prima di passare altrove.

Infine, è importante che tutti i bambini che presentano la malattia vengano curati insieme, in modo da risolvere il problema allo stesso tempo e non innescare un ciclo di continua guarigione e nuovo contagio.

Fonti| MsdHumanitas; Ospedale Bambino Gesù

(Modificato da Alessandro Bai il 24-6-20)

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