In Lombardia mascherine obbligatorie per uscire di casa: ecco perché non è la misura giusta al momento giusto

La Regione Lombardia ha emesso un’ordinanza che prevede, tra le altre cose, l’obbligo per chi esce di casa di indossare una mascherina o un indumento che copra naso e bocca. E’ davvero una misura giusta? Ecco alcuni aspetti da considerare e alcuni interrogativi che dobbiamo porci.
Simona Cardillo 5 aprile 2020
* ultima modifica il 12/06/2020
In collaborazione con il Dott. Alberto Kasongo Medico vaccinatore del Centro medico Santagostino

Le mascherine sono al centro di polemiche e speculazioni da mesi. C'è chi le vende a prezzi esorbitanti, chi dice che non servono e chi non uscirebbe senza. Riguarda ancora una volta le mascherine la novità di oggi. Se abiti in Lombardia da questa mattina devi averne una per uscire, in alternativa devi usare una sciarpa o un foulard che copra bocca e naso.

L'ordinanza della Regione Lombardia

La Regione Lombardia ha emanato ieri un'ordinanza che sarà attiva da oggi che prevede, tra le altre, anche questa novità. Nel testo approvato dal governatore Fontana (ordinanza regionale 521 del 4 aprile 2020) si legge: "Ogniqualvolta ci si rechi fuori dall’abitazione, vanno adottare tutte le misure precauzionali consentite e adeguate a proteggere sé stesso e gli altri dal contagio, utilizzando la mascherina o, in subordine, qualunque altro indumento a copertura di naso e bocca, contestualmente ad una puntuale disinfezione delle mani".

Quindi mascherine obbligatorie in Lombardia per uscire di casa, in alternativa (per chi non le ha) un indumento per coprire naso e bocca. Largo quindi a sciarpe e foulard. Le cose però non sono così semplici come sembrano e meritano quantomeno una riflessione un po' più approfondita, anche alla luce dei fatti dell'ultimo mese. Riflessione da cui partiranno alcuni interrogativi senza una risposta certa, ma sicuramente utili. Segui il mio ragionamento.

Le mascherine non si trovano

La prima cosa da tenere presente è che le mascherine oggi sono introvabili. E parlo in particolar modo di mascherine filtranti (per intenderci le tanto note FFP2 o FFP3). Ci sono poi le mascherine chirurgiche (quelle senza filtro) che sono ancora reperibili anche se con molte difficoltà, ma a prezzi davvero elevati.

La carenza di mascherine è cosa nota non solo a noi, comuni mortali, ma dichiarata apertamente dalle istituzioni e da qualsiasi ente o istituto coinvolto nell'emergenza coronavirus. Lo ha detto il capo dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, lo ha detto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, lo ha ribadito il commissario straordinario Domenico Arcuri, lo hanno detto più volte lo stesso Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera.

E allora come possono i cittadini della Lombardia recuperare mascherine dalla sera alla mattina vista l'ordinanza di ieri sera?

Precedenza ai sanitari

Chi ha davvero bisogno delle mascherine, come tutti gli altri dispositivi di protezione, sono i medici, gli infermieri, i soccorritori e in generale tutto il personale medico-sanitario. Sono loro che quotidianamente si trovano in contatto con pazienti infetti che, come ormai sai, rappresentano un rischio enorme per la loro salute dato che questo virus è altamente contagioso.

Oggi le mascherine sono quasi introvabili e tutte quelle disponibili dovrebbero essere destinate ai sanitari.

E proprio i sanitari sono le persone che in questo momento vanno più protette. Innanzitutto per i motivi personali, medici e epidemiologici che puoi immaginare, ma anche perché sono loro che ci curano e che devono quindi essere messi in condizione di lavorare nel modo più sicuro possibile in questa emergenza. Se loro si ammalassero, oltre agli aspetti umani e sanitari, significherebbe avere sempre meno personale medico in corsia.

Un'ordinanza come quella di ieri non rischia di far scattare una corsa alle (poche) mascherine rimaste in commercio da parte di cittadini, mascherine che dovrebbero essere destinate con precedenza agli ospedali?

Le mascherine servono o no per i cittadini?

Un'altra domanda da un milione di dollari: le mascherine sono utili se indossate dalla cittadinanza? Te lo abbiamo spiegato mille volte. Servono solo e solamente se tutti la indossano. E questo perché le mascherine evitano che una persona infetta possa trasmettere il virus attraverso le sue goccioline di saliva.

Quindi, te la spiego meglio:

  • se sei infetto e indossi la mascherina, eviti che gli altri possano contrarre il virus da te
  • se non sei infetto e indossi la mascherina, non puoi evitare di contrarre il virus da un'altra persona contagiata

L'obbligo della mascherina per tutti coloro che sono in giro può quindi essere una buona misura di prevenzione, ma a patto che che tutti (davvero tutti) le indossino. E il solo fatto di prevedere in alternativa alle mascherine un indumento che copra naso e bocca può rendere questa misura inefficace.

La sciarpa è efficace come una mascherina?

Ricapitolando: le mascherine sono difficili da trovare e andrebbero fornite con assoluta priorità al personale sanitario. Cosa fare allora per uscire di casa se abiti in Lombardia e non sei riuscito a trovarne neanche una?

La Regione prevede anche questa possibilità e fornisce una soluzione alternativa: "utilizzando la mascherina o, in subordine, qualunque altro indumento a copertura di naso e bocca". Quindi per la Regione vanno bene sciarpe e foulard adatti a coprire appunto naso e bocca.

Però a questo punto non possiamo non chiederci: una sciarpa che copre gran parte del viso può essere efficace come una vera mascherina? Noi di Ohga qualche giorno fa abbiamo chiesto al Professor Saverio Chiaravalle, responsabile del Pronto Soccorso dell’IRCCS Policlinico San Donato di Milano, che caratteristiche dovessero avere le mascherine per essere davvero valide: "Il punto decisivo è che devono essere molto aderenti al viso. La mascherina deve dare fastidio e deve creare un po’ di difficoltà respiratoria: non ci devono essere spifferi, ci ha spiegato il professor Chiaravalle in quell'occasione.

Come può quindi una sciarpa o un foulard essere davvero aderenti al viso alla stregua di una vera mascherina?

Le mascherine fai da te sono valide?

Quindi, di fronte a un'ordinanza regionale di questo tipo, cosa sarebbe tentato di fare un cittadino che non abbia trovato mascherine, non sia disposto a pagare prezzi esorbitanti per averne una e voglia adottare misure più sicure di sciarpe e foulard? Ecco cosa direbbe molto probabilmente quel cittadino: "Perché non farne una in casa?".

Nelle ultime settimane stanno spopolando ovunque video, tutorial e guide per realizzare mascherine fai da te. Anche in tv nomi più o meno famosi spiegano come farle e si presentano in studio con carta forno che ricopre naso e bocca.

E così il nostro cittadino lombardo che vuole rispettare l'ordinanza senza togliere prezioso materiale di protezione ai sanitari, decide di fare in casa la sua mascherina. Sbagliando. Perché come ti abbiamo già spiegato le mascherine fai da te non sono efficaci come quelle certificate.

Misura tardiva?

L'obbligo di indossare una mascherina per uscire di casa arriva quando in Lombardia sono già oltre 8.600 i decessi per coronavirus e un mese e mezzo dopo il primo contagio accertato a Codogno.

Il valore di R0 (il numero di persone che ogni persona infetta contagia in media) sta iniziando a scendere, i contagiati che richiedono ricovero in ospedale anche e ieri per la prima volta il numero delle persone ricoverate nelle terapie intensive in regione è sceso rispetto ai giorni precedenti.

Perché questa misura è stata prevista adesso? Ma soprattutto perché non prima? Quanti contagi si sarebbero potuti evitare introducendo prima l'obbligo delle mascherine?

Il rischio della falsa sicurezza

Ipotizziamo adesso che in qualche modo tutti i cittadini da oggi abbiamo una mascherina certificata o una misura di protezione "sostitutiva". Quindi da oggi avremo per le strade persone che mentre portano a spasso il cane, vanno in farmacia o a fare spesa indosseranno mascherine pagate a peso d'oro, altre fatte in casa, altre non certificate. Ci sarà poi chi andrà in giro con carta forno su naso e bocca e chi indosserà sciarpe e foulard, magari non perfettamente aderenti al volto.

In questo modo l'errore è dietro l'angolo. Il rischio altissimo è che tutti possano sentirsi un po' più sicuri e quindi credere che il contagio sia più difficile. Di conseguenza potrebbero essere involontariamente tralasciate tutte le altre misure di sicurezza necessarie e assolutamente fondamentali come più e più volte raccomandato dal ministero della Salute, l'Istituto superiore di Sanità e l'Organizzazione mondiale della Sanità. Parlo quindi della distanza di sicurezza, dell'igiene delle mani e degli accorgimenti di prevenzione di cui da settimane ti parliamo.

Non dico che i cittadini della Lombardia smetteranno di lavarsi le mani dopo essere rientrati a casa, né che inizieranno a stare vicini l'uno all'altro. Però esiste la possibilità che vedere in giro solo persone con naso e bocca coperti possa farci sentire più sicuri e quindi inconsciamente meno attenti a tutto il resto. Non dico che sia una diretta conseguenza, ma sicuramente un rischio da considerare.

E allora?

Cosa fare quindi? L'ordinanza della Regione Lombardia è sbagliata o inutile? Assolutamente no, però deve essere considerata insieme ad alcuni altri aspetti fondamentali.

Innanzitutto una misura di questo tipo doveva essere prevista prima, poi andava fatta un po' di chiarezza sulle mascherine, visto che finora le posizioni sulla loro efficacia e sulla loro disponibilità sono state quantomeno confuse.

E un'ultima cosa: se la cittadinanza viene obbligata a indossare una mascherina (che chiariamoci: è una misura sacrosanta e lodevole), va anche prevista una fornitura capillare dei dispositivi di protezione. Cioè: se chiediamo ai cittadini lombardi di indossare mascherine dalla sera alla mattina, dobbiamo PRIMA fornirle loro. Gratuitamente, o almeno a prezzi di mercato.

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto un parere sull'argomento al dottor Albert Kasongo, medico vaccinatore del Centro medico Santagostino. Ecco cosa ci ha spiegato:

"Ho letto l'ordinanza che prevede l'obbligo di indossare la mascherina per uscire di casa nella regione Lombardia. L'ordinanza prevede anche che quando non sia possibile utilizzare una mascherina, ovviamente vista la già difficoltà di reperimento, le persone potrebbero usare indumenti come sciarpe o foulard. Questa è una misura di prevenzione non molto utile per la trasmissione del virus perché dipende da troppi altri fattori. Avrebbe senso se tutti utilizzassimo la mascherina, ma sarebbe dovuta essere una misura da scegliere prima. Oppure sarebbe stato molto più sensato distribuire le mascherine o altri dispositivi. Ci sono oggi delle difficoltà a reperirle, che non dipendono dai cittadini.

In un mondo ideale sarebbe la misura perfetta, ma sarebbe dovuta essere adottata prima e in condizioni in cui tutti i Dpi sarebbero potuti essere disponibili per la popolazione. Oggi non ci sono disponibili Dpi neanche per i sanitari. Utilizzare foulard e sciarpe lascia il tempo che trova. Non ci sono le condizioni ideali per poter realizzare in maniera efficace oggi un obbligo di questo tipo, è opportuno che ci sia efficacia in queste cose".

Fonte| Regione Lombardia

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