Indigestione: non sempre dipende da quello che hai mangiato

Le cause dell’indigestione sono diverse ma non sono tutte associate all’ingestione di cibi. L’indigestione infatti può insorgere anche dopo l’assunzione di alcol o alcuni farmaci irritanti,  oppure può essere causata da altre patologie come un attacco cardiaco, reflusso gastroesofageo, gastrite o alcune neoplasie dell’apparato digerente.
Angelica Giambelluca 1 Aprile 2020
* ultima modifica il 01/04/2020

Ti sarà capitato qualche volta, dopo una cena pesante, di fare fatica a digerire, con mal di stomaco, sensazione di gonfiore e magari anche voglia di eruttare. Si tratta di indigestione. Ai medici piace chiamarla dispepsia ma sempre di indigestione si tratta. E non sempre dipende da quello che hai mangiato.

Cos'è

L'indigestione in alcuni casi può provocare forti dolori e addirittura vomito, e può insorgere anche se mangi poco e può non essere correlata ai pasti. Se si tratta di un disturbo lieve e transitorio, non è il caso di rivolgersi al medico. Se invece si ripresenta spesso può essere utile consultare il dottore. In alcuni casi l’indigestione può presentarsi improvvisamente e in modo acuto. Può essere causata da alimenti, assunzione di farmaci o alcol e può dare sintomi come nausea, stipsi, diarrea, flatulenza, per citarne alcuni.

I sintomi

L’indigestione può presentarsi in forma lieve, ma in alcuni casi si può accompagnare ad altri sintomi più pesanti che non vanno assolutamente sottovalutati. Tra questi:

  • Dispepsia con respiro affannoso
  • Perdita di appetito
  • Nausea o vomito
  • Sangue nelle feci
  • Perdita di peso
  • Difficoltà o dolore durante la deglutizione
  • Dispepsia persistente nonostante il trattamento con farmaci

Cause

Le cause dell’indigestione sono diverse ma non sono tutte associate all'ingestione di cibi. Oltre a un pasto pesante, infatti, a causare indigestione/dispepsia può essere l’assunzione di alcol o di alcuni farmaci irritanti,  come bifosfonati, eritromicina, ferro o farmaci antinfiammatori non steroidei [FANS].

L’indigestione può essere causata anche da altre patologie: l’insorgenza di attacco cardiaco o angina instabile (ischemia delle arterie coronarie) può causare la sensazione di dispepsia invece del tipico dolore toracico che si associa a questi disturbi.

Se la dispepsia/indigestione fosse ricorrente, la causa dovrebbe essere ricercata in queste condizioni:

  • Acalasia, malattia in cui le contrazioni ritmiche dell’esofago sono compromesse ed è difficile deglutire
  • Tumore dello stomaco o dell’esofag
  • Ritardo di svuotamento gastrico (dello stomaco)
  • Farmaci
  • Reflusso gastroesofageo
  • Gastrite
  • Ulcera peptica

Nei bambini

La dispepsia nei bambini di solito causa dolore e disagio persistenti o ricorrenti nella regione medio-alta dell'addome. I bambini avvertono questi sintomi durante o dopo i pasti, oppure di notte.
I bambini possono avvertire più o meno gli stessi sintomi degli adulti: sensazione di pienezza, gonfiore, voglia di eruttare, nausea, vomito e si può arrivare al rifiuto del cibo e alla perdita di peso.
La dispepsia può avere una causa patologica se è associata a questi sintomi:

  • Febbre
  • Perdita di peso
  • Rallentamento della crescita
  • Vomito macchiato di bile o di sangue
  • Dolore che risveglia il bambino dal sonno
  • Dolore riferito a schiena, spalle o braccia
  • Dolore durante la minzione
  • Sangue nelle urine
  • Dolore al fianco
  • Sangue nelle feci

Da valutare anche se esiste una storia familiare di malattia infiammatoria intestinale o ulcera peptica.

La dispepsia può essere anche funzionale, vale a dire non causata da patologie specifiche. Per essere certi che si tratti di dispepsia funzionale occorre valutare la presenza di questi sintomi

  • Dolore persistente e centrato nell'addome superiore (sopra l'ombelico);
  • Nessuna prova che la dispepsia sia alleviata dalla defecazione o dal cambiamento della consistenza delle feci. Può capitare infatti che dopo aver defecato il bimbo non abbia più questo disturbo.
  • Nessuna evidenza di una possibile infiammazione di qualsiasi livello (anatomico, metabolico, neoplastico)

Esistono dati limitati sulla causa e sullo sviluppo della dispepsia nei bambini. Alcuni studi dicono che potrebbe essere causata dalla "dismobilità" (alterazioni a carico della peristalsi dell’apparato gastrointestinale). Altri mostrano che la causa potrebbe essere nei ritardi di svuotamento dello stomaco e dell’intestino da parte dei bambini.

Diagnosi

Per  fare la diagnosi di dispepsia, il medico ti chiederà prima di tutto di descrivergli i sintomi. Il medico deve infatti conoscere i tempi e la frequenza di insorgenza di questo disturbo, eventuali difficoltà nella deglutizione e se i sintomi compaiono solo dopo i pasti, il consumo di alcol o l’assunzione di certi farmaci. Inoltre deve sapere se stai assumendo farmaci per curare il disturbo, se hai già avuto disturbi gastrointestinali o cardiopatie, se soffri di ipertensione o hai il livello di colesterolo alto.

Il medico può anche valutare la presenza di malattie croniche, come estremo pallore, atrofia muscolare o del tessuto lipidico (cachessia) o colorazione giallastra degli occhi e della cute (l’ittero). Inoltre, potrebbe chiederti di eseguire un esame rettale per rilevare l’eventuale presenza di sangue. Se si riscontrano parametri alterati, il tuo medico potrebbe suggerirti di fare accertamenti, come l’endoscopia digestiva o esami del sangue specifici.

Trattamento

Il trattamento della dispepsia dipende dal disturbo che l’ha causata. Se non c’è una patologia specifica, si può tentare con la terapia farmacologica a base di antiacidi (come inibitori della pompa protonica o bloccanti del recettore dell’istamina-2 [H2]) o farmaci per il trattamento delle ulcere. In alternativa, il trattamento può basarsi su farmaci che favoriscono la stimolazione del movimento dei muscoli del tratto digerente (farmaci pro cinetici, come metoclopramide ed eritromicina).

Prevenzione

Per la prevenzione della dispepsia funzionale (quella organica, non causata da patologie specifiche) è bene cercare di seguire una dieta sana, equilibrata, cercando di masticare i cibi lentamente, fare pasti regolari e tentare di ridurre stress e ansia. Cerca se possibile di evitare pasti troppo pesanti o elaborati. Frutta e verdura ti aiutano anche a contrastare la stipsi.

Fonte| MSD Manuals

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.