Influenza 2022-2023, ultime notizie: le possibili novità sui vaccini

Secondo le previsioni dei CDC americani, ci attende una stagione influenzale più pesante delle precedenti, con un maggior numero di contagi e sintomi più gravi rispetto al solito. E in effetti in Italia i primi tre casi sono stati registrati già a inizio settembre. Per questo motivo, anche la campagna vaccinale potrebbe adeguarsi. Vediamo come.
Giulia Dallagiovanna 20 Settembre 2022
* ultima modifica il 20/09/2022

Dopo due stagioni influenzali anomale e caratterizzate da una circolazione ridotta dei virus influenzali, quella che ci attende potrebbe invece rivelarsi insolitamente pesante. Secondo quanto hanno previsto i Centers for Disease Control and Prevention americani, infatti, potrebbe essere colpita una percentuale della popolazione più elevata rispetto al solito. Non solo, un maggior numero di persone potrebbero sviluppare sintomi più gravi.

Come avviene ogni anno, la stima è stata elaborata sulla base di quanto è accaduto in Australia e nell'emisfero Sud in generale. Lì, inverno e virus connessi arrivano prima, permettendo a chi vive nell'emisfero boreale di preparsi meglio e di aggiornare i vaccini in base ai principali ceppi circolanti dall'altra parte del Pianeta.

Quest'anno inoltre le linee guida dei CDC americani sono state aggiornate con una novità: il consiglio di somministrare dosaggi più elevati a chi ha più di 65 anni oppure è già affetto da patologie pregresse. Uno studio presentato ad agosto alla European Society of Cardiology (ESC) ha fornito una prima dimostrazione di come questo accorgimento potrebbe ridurre del 49% il rischio di morte e del 64% quello di ricovero in chi soffre di malattie cardiovascolari. Serviranno ulteriori ricerche per confermare il dato e per valutare con precisione i possibili vantaggi di un aumento del dosaggio, ma è probabile che in futuro inizi a essere raccomandato come prima scelta in quei Paesi in cui è già prevista questa possibilità.

Altre indicazioni fornite negli Stati Uniti prevedono l'uso di uno dei tre vaccini quadrivalenti, cioè mirati contro 4 ceppi del virus, per i più anziani. Mentre ai bambini dai 6 ai 36 mesi è raccomandata una dose ridotta con un farmaco basato su una coltura di cellule inattivate.

Spostandoci in Italia, la campagna vaccinale dovrebbe iniziare indicativamente da metà ottobre e proseguire fino a fine dicembre. Il condizionale è d'obbligo dal momento che di fronte alla prima stagione influenzale senza distanziamento a senza mascherine alcune regioni, come la Puglia, hanno deciso di giocare d'anticipo e partire con gli inoculi già nei primi giorni di ottobre. Anche quest'anno, in ogni caso, il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione per tutti i bambini dai 6 mesi ai 6 anni e per la popolazione over60. Alla fascia di età 60-64 anni, può essere offerta gratuitamente.

Primi tre casi a Bologna, la stagione inizia in anticipo

8 settembre 2022

Due sono ragazzi, di 18 e 28 anni, mentre il terzo è un bambino di tre. Sono stati presi in carico dal Policlinico Sant'Orsola perché mostravano difficoltà a livello respiratorio e uno di loro aveva già i sintomi di una polmonite.

La stagione influenzale è già iniziata, e con un certo anticipo rispetto agli scorsi anni. Sono ben tre i casi emersi a Bologna e confermati dal Policlinico Sant'Orsola: due sono ragazzi di 18 e 28 anni e il terzo è un bambino di tre. I pazienti non hanno legami tra loro e hanno fatto accesso al Pronto soccorso perché mostravano problemi di natura respiratoria. Uno di loro aveva già sviluppato una polmonite.

Risultati negativi al test per il Covid, è stato poi accertato che il virus da cui erano stati infettati era un influenzale di tipo A, ceppo H3N2, che circolava già lo scorso inverno.

Di norma, la stagione influenzale comincia a ottobre, con qualche caso che può emergere già a fine settembre. Che al 7 settembre, mentre l'estate non si è ancora conclusa, un ospedale si trovi già ad accogliere i primi pazienti è un evento straordinario.

Ma ormai non è raro che l'andamento dell'influenza appaia diverso rispetto alla norma. La stagione 2020-2021 non aveva quasi conosciuto contagi, mentre lo scorso anno a fine marzo abbiamo assistito a un'anomala ripresa dei contagi soprattutto tra bambini e ragazzi. Non ci sarebbe da meravigliarsi, dunque, se anche quest'anno il trend non fosse in linea con quanto accadeva in epoca pre-Covid.

Intanto Federfarma Verona ricorda qualche consiglio utile per potenziare le difese immunitarie: prestare attenzione agli sbalzi di temperatura e mangiare molta frutta e molta verdura. Questi alimenti infatti consentono di fare il pieno di vitamine, in particolare A, B e C, e di sali minerali, nutrienti utili per rafforzare il nostro organismo di fronte ai malanni stagionali. Altra sostanza da non dimenticare è la vitamina D, che contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario. Una buona pratica dunque restano le camminate, anche durante una bella giornata d'inverno e sempre con il giusto grado di protezione solare, per fare il pieno di raggi UV in sicurezza.

Un avvertimento infine per quanto riguarda gli integratori: un mix assunto senza un effettivo bisogno può risultare inutile o addirittura interagire negativamente con eventuali patologie in atto. Meglio quindi chiedere sempre al proprio farmacista e scegliere con lui il prodotto più adatto alle proprie necessità.

L'arma più efficace, in tema di prevenzione, rimane naturalmente il vaccino. Come ogni anno, la campagna vaccinale partirà a ottobre.

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