Influenza: tutto quello che devi sapere per riconoscerla e curarla

L’influenza è una malattia virale contagiosa – in genere benigna – che si manifesta con sintomi tipici tra cui febbre, brividi, malessere generale, dolori muscolari e articolari, mal di gola. Ha il suo picco di diffusione massima nei mesi invernali. Scopri come riconoscerla, curarla e prevenirla.
Paola Perria 15 Ottobre 2018
* ultima modifica il 12/06/2020
Con la collaborazione della Dott.ssa Silvia Soligon Biologa ed esperta di nutrizione

Cos'è l'influenza

L’influenza è una delle principali malattie infettive da raffreddamento, che significa non che ti ammali quando arriva il freddo, me che i virus che la causano si moltiplicano soprattutto quando le temperature sono più basse, quindi in inverno. Quando senti parlare di influenza stagionale in arrivo in genere la senti associare ad una sigla identificativa alfanumerica. Essa cambia a seconda del ceppo virale che la provoca per quell'anno.

I principali ceppi virali influenzali sono tre, tutti della famiglia degli Orthomixovirus:

  • il ceppo A e il ceppo B, che causano l’influenza tradizionale, con i sintomi che a breve ti spiegherò, ma che conosci molto bene
  • il ceppo C che è meno aggressivo e provoca un’infezione più simile a quella del raffreddore

E proprio come il raffreddore, anche l’influenza si trasmette da persona infetta a persona sana con grande facilità e interessa principalmente le vie aeree. Per questa ragione senti spesso parlare di epidemia o addirittura di “pandemia”. Vediamo quali sono i sintomi.

Cosa succede al tuo corpo

Come ti anticipavo, l’influenza è un’infezione respiratoria acuta – di origine virale – altamente contagiosa, che si manifesta in modo repentino e improvviso con i seguenti tipici sintomi:

  • Raffreddore accompagnato da tosse e mal di gola
  • Rialzo febbrile, anche elevato, che si associa soprattutto all'influenza di tipo A. La febbre è più comune negli adulti e nei bambini non neonati, mentre nei soggetti anziani e nei lattanti in genere non si presenta
  • Malessere generale, spossatezza
  • Dolori osteo-articolari e muscolari
  • Brividi
  • Cefalea
  • Talvolta vomito e/o diarrea (sintomo comune nei neonati)

La febbre e le manifestazioni più violente dell’influenza raggiungono il picco nei primi 2-5 giorni della malattia, per poi andare a scemare gradualmente. Detto questo, come ben saprai se ti è capitato di prenderti l’influenza qualche volta nella tua vita, la debolezza e il malessere generale permangono più a lungo, con strascichi fino a 15 giorni e oltre prima di una completa guarigione.

Esiste, naturalmente, anche il rischio di complicanze, come le sovrainfezioni batteriche che possono far degenerare questa malattia virale benigna in infezioni più serie come otiti e sinusiti (specialmente nei bambini) e polmoniti. Questo rischio – che si può presentare più facilmente nei soggetti anziani, in chi presenti polipatologie di tipo respiratorio e/o cardiologico e nei bambini piccoli – si può abbattere attraverso la vaccinazione.

In linea di massima un individuo in buona salute guarisce spontaneamente dall'influenza in una settimana/10 giorni. L’immunizzazione dura, però, solo per la stagione corrente, perché come abbiamo visto i ceppi virali che causano la malattia sono sempre diversi.

Come avviene il contagio

Facilmente attraverso il contatto diretto con soggetti infetti – che sono contagiosi già in fase di incubazione, ovvero 36-48 ore prima che l’influenza si manifesti – e con le loro secrezioni (saliva, espettorato e altri umori), che possono essere presenti anche negli oggetti toccati (ad esempio asciugamani e salviette, indumenti, spazzolini ecc.).

In generale i virus dell’influenza si trasmettono per via aerea, quando le goccioline di saliva o altra secrezione (es. muco) di un soggetto malato raggiungano le mucose di un soggetto sano. Starnuti o colpi di tosse non protetti (da mascherine o fazzoletti) emessi in luoghi affollati possono diffondere il virus molto facilmente, così come strette di mano, baci sulle guance e abbracci.

Cosa puoi fare

Se non sei un soggetto a rischio, nulla di particolare. Mettiti a letto, a riposo, assumi un antipiretico se la febbre sale oltre i 38° e mezzo, alimentati con cibi leggeri e assumi molti liquidi che ti garantiscano una corretta idratazione, dal momento che suderai molto, e… aspetta con pazienza che le tue condizioni migliorino.

Se stai molto male, fai parte di una categoria a rischio e sei in cura con altri farmaci, sei genitore di un bambino piccolo o semplicemente vuoi essere rassicurato, chiama il tuo medico o il pediatra. La diagnosi di influenza non necessita di analisi di laboratorio, si basa semplicemente sull'evidenza clinica dei sintomi.

Come si cura l'influenza

Come ti anticipavo, se sei un adulto in buona salute e non hai problemi particolari, puoi semplicemente assumere un antipiretico (paracetamolo o acido acetilsalicilico, quest’ultimo solo se non sei un bambino e non hai disturbi gastrici) per far scendere la febbre e… aspettare che il tuo sistema immunitario debelli il virus.

Per alleviare i sintomi più antipatici come la cefalea o i dolori osteo-articolari e muscolari, puoi assumere farmaci da banco con effetto analgesico e antinfiammatorio. Esistono anche dei medicinali antivirali che, tuttavia, raramente vengono prescritti per i loro forti effetti collaterali a livello neurologico, a meno che non esista un grave rischio di complicanze della malattia.

Puoi anche accelerare i tempi di guarigione o migliorare la sintomatologia rivolgendoti alle cure naturali: farmaci fitoterapici o omeopatici, ad esempio, sono molto efficaci, ma evita il fai da te e consultati con un medico esperto in naturopatia.

Ti consiglio, in generale, di seguire il buon senso per guarire prima: stai a riposo (dormire tanto è già una cura “naturale”), copriti, ma non troppo, e non esagerare con gli antipiretici. Una febbre sotto i 38°C non va abbassata artificialmente, perché è il mezzo che il corpo usa per debellare i germi.

Come si previene l'influenza

Ci sono due vie. La principale è rappresentata dalla vaccinazione. Ti consiglio di vaccinarti soprattutto se appartieni ad una categoria a rischio – ad esempio se hai più di 65 anni o soffri di malattie respiratorie e/o cardiache – o se lavori in luoghi a rischio come scuole e ospedali, perché in questo modo non solo limiti al minimo le probabilità di contagio, ma anche qualora dovessi ammalarti, la tua influenza sarebbe priva di complicanze e la prenderesti in forma “light”, il che non è male. Abbi cura di procedere all'immunizzazione per tempo, ovvero non oltre la prima metà di dicembre. Infatti il vaccino ha bisogno di tempi tecnici per diventare attivo, almeno un paio di settimane, pertanto se l’epidemia di influenza è già al suo picco, tu rischi comunque il contagio.

L’altra via di prevenzione, che non ti “copre” come il vaccino ma riduce comunque il rischio di contagio e di complicanze, è quello di rinforzare il tuo sistema immunitario in modo naturale. Assumi integratori e consuma cibi ricchi di vitamina C, di vitamina A, di vitamine del gruppo B e di probiotici soprattutto nel delicato periodo del cambio di stagione, tra l’estate e l’autunno.

Infine, attento all’igiene. Evita i contatti ravvicinati con soggetti ammalati o con chiunque sia a rischio di stare incubando la malattia, specie nei luoghi pubblici affollati e nel periodo in cui l’influenza è al suo acme di diffusione. Abbi poi l’accortezza di non farti veicolo di contagio a tua volta, non tossire o starnutire in direzione di chi ti sta di fronte o a fianco e lavati le mani più spesso che puoi.

La nutrizionista consiglia

Abbiamo sentito sull'argomento Silvia Soligon, biologa e giornalista scientifica, specializzata in Scienze genetiche e biomolecolari e in Scienza dell'Alimentazione:

"Il legame tra sistema immunitario e alimentazione è sempre più sotto alla lente di ingrandimento anche alla luce del crescente interesse del ruolo svolto dal microbiota intestinale. L'alleato per eccellenza del sistema immunitario è però la vitamina C. Carenze di questo nutriente aumentano la suscettibilità alle infezioni, per questo è bene assumerne sempre quantità adeguate; inoltre sembra che assumere integratori di vitamina C possa davvero aiutare a prevenire le infezioni respiratorie. Per farne il pieno si può però fare affidamento prima di tutto sul cibo: ne sono ricchi sia la frutta che la verdura. Nella stagione in cui sono più frequenti le sindromi da raffreddamento è possibile per esempio assumerla con gli agrumi, in particolare arance, mandarini, clementine e pompelmi, che possono essere consumati anche sotto forma di spremute; meglio limitare, invece, il consumo di succhi di frutta confezionati, a meno che non siano privi di zuccheri aggiunti. Fra le verdure di stagione ne sono invece ricchi i cavolini di Bruxelles, cavoli e broccoli; attenzione però alle cotture eccessive: lessarle in acqua fa perdere buona parte della vitamina C presente in queste verdure crude."

Fonti| Istituto superiore di sanità; Ministero della Salute

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