Ipotiroidismo, cosa succede quando la tiroide funziona poco o male?

Sei aumentato di peso, ti senti stanco, perdi i capelli e non riesci a capire come mai. Il corpo è regolato da ormoni e molto spesso sono proprio loro i responsabili della maggior parte dei disturbi. Forse la tua tiroide ha deciso di prendersi una pausa. Tutti questi sintomi, seppur banali, potrebbero essere causati da una condizione nota come ipotiroidismo.
Valentina Rorato 9 Aprile 2020
* ultima modifica il 18/09/2020

L'ipotiroidismo, è una sindrome che si verifica quando la tiroide presenta un'insufficienza funzionale, ovvero non riesce a produrre una quantità sufficiente di ormoni per soddisfare le richieste del tuo corpo.

Questa condizione viene definita anche tiroide ipoattiva insufficienza tiroidea, proprio per sottolineare i problemi funzionali della ghiandola che fa parte del sistema endocrino, dai quali può derivare uno squilibrio dell'intero organismo.

Magari non lo sai, ma gli ormoni provenienti dalla tiroide hanno una forte influenza su molti processi metabolici dell'uomo, che rallentano quando la produzione ormonale diminuisce, determinando così delle alterazioni di alcune funzioni organiche.

Non sempre sarai consapevole di avere questo problema, perché nelle fasi iniziali o nei casi più lievi i sintomi possono essere poco evidenti. Nel tempo, però, se l’ipotiroidismo non viene trattato nel modo corretto, potrebbero subentrare numerosi problemi per la salute, dall’obesità all’infertilità.

Che cos'è

L'ipotiroidismo è una condizione caratterizzata da una minore funzionalità della tiroide, che non riesce a produrre abbastanza ormoni tiroidei, ovvero la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4). Quando i livelli di queste sostanze si abbassano, le funzioni metaboliche rallentano provocando ripercussioni in tutto l'organismo.

Chiamato anche insufficienza tiroidea o tiroide ipoattiva, questo disturbo può manifestarsi a tutte le età, ma è più frequente dopo i 60 anni e tra le donne. Nella maggior parte dei casi si arriva a una diagnosi per caso, ma per accertare la presenza di questa condizione sono necessari una serie di esami del sangue per valutare i valori ormonali.

I valori da misurare sono quelli degli ormoni tiroidei T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina): se i livelli sono bassi, probabilmente soffri di ipotiroidismo conclamato, cioè di una funzionalità ridotta della tiroide, con carente produzione di ormoni, che potrà dare origine a una sintomatologia molto varia. Spesso, però, i valori risultano nella norma anche se si soffre di ipotiroidismo. In questi casi, l'indice che può suggerire la presenza del problema è un aumento del TSH, detto anche ormone tireotropo, che viene prodotto in quantità maggiori proprio a causa della mancata inibizione esercitata di solito da parte degli ormoni tiroidei. Se il disturbo è segnalato solo da un TSH alto, con valori normali di T3 e T4 normali, viene definito ipotiroidismo subclinico ed è caratterizzato da una scarsa presenza di sintomi.

La forma più frequente di questo disturbo è chiamata ipotiroidismo primitivo, che è causato da una patologia della tiroide stessa come la Tiroidite di Hashimoto. Più raramente, può accadere che la causa responsabile sia un'alterazione dell'ipofisi, una ghiandola anch'essa parte del sistema endocrino: in questi casi, si parla di ipotiroidismo secondario.

A questo punto, forse avrai capito l'importanza della tiroide, una ghiandola di piccole dimensioni a forma di farfalla che si trova nella parte anteriore del collo e ha un ruolo molto importante nella regolazione del metabolismo energetico: oltre ai T3 e T4, produce altri ormoni fondamentali come la calcitonina. Molto spesso subentrano delle alterazioni nella produzione di queste sostanze e gli effetti sul corpo sono insospettabili. Quali potrebbero essere? Perdita o aumento di peso, depressione, perenne stanchezza o un forte nervosismo che rende iperattivi. Sono tutte condizioni che possono far pensare a ipertiroidismo o ipotiroidismo.

Cause

Sono davvero tante le cause che possono ridurre la funzionalità della tiroide. Vediamo le principali:

  • Malattie autoimmuni: è il caso, ad esempio, della tiroidite di Hashimoto, che è la causa più comune di ipotiroidismo. Lo stesso può però accadere anche con altre patologie autoimmuni, che si presentano quando il sistema immunitario produce autoanticorpi che, anziché combattere le minacce esterne, finiscono per aggredire il tuo stesso organismo, interessando in alcuni casi proprio la tiroide.
  • Cure per l'ipertiroidismo: i trattamenti a base di iodio radioattivo utilizzati per curare l'ipertiroidismo, caratterizzato da un'eccessiva produzione ormonale, possono anche provocare una risposta eccessiva nel paziente,  indebolendo la tiroide a tal punto da creare il problema inverso, cioè l'incapacità di secernere abbastanza ormoni.
  • Operazione di rimozione della tiroide: la chirurgia mirata a rimuovere una parte o tutta la tiroide può rallentare o bloccare totalmente la produzione di ormoni tiroidei da parte della ghiandola.
  • Radioterapia: quando utilizzata per il trattamento di tumori alla testa o al collo, questa terapia basata sull'esposizione a radiazioni ionizzanti può avere effetti sulla tiroide, riducendone la funzionalità e portando all'ipotiroidismo.
  • Farmaci: il litio, utilizzato per curare alcuni disordini psichiatrici, ma anche l'amiodarone, rientrano tra i medicinali che possono rallentare il lavoro della tiroide.

Questi sono i motivi che più spesso sono all'origine dell'ipotiroidismo. In ogni caso, seppur più raramente, il disturbo può essere dovuto anche a:

  • Malattie congenite: può accadere che i bambini nascano con la tiroide mancante o difettosa, a volte perché hanno ereditato la condizione dai genitori. In alcuni casi, poi, il neonato presenta ipotiroidismo congenito fin dalla nascita, pur senza particolari segnali.
  • Problemi dell'ipofisi: come ti ho anticipato, si tratta di alterazioni alla ghiandola ipofisaria che la rendono incapace di produrre abbastanza TSH, l'ormone che è fondamentale per la normale stimolazione della tiroide.
  • Gravidanza: l'ipotiroidismo può verificarsi anche durante la gravidanza o dopo il parto ed è spesso legato a delle anomalie nella produzione di anticorpi. Quando si manifesta nel corso della gestazione, il disturbo aumenta il rischio di aborto spontaneo, preeclampsia e parto prematuro.
  • Carenza di iodio: una mancanza di questo minerale può provocare ipotiroidismo. Ma non è tutto, perché se già ne soffri assumerne troppo potrebbe peggiorare la tua condizione.

Sintomi

Come abbiamo visto, l'ipotiroidismo conclamato è la forma del disturbo che si manifesta con evidenti segni clinici: i sintomi possono comunque variare molto in base alla gravità della condizione. Fai attenzione a:

  • Affaticamento
  • Aumento di peso
  • Maggiore sensibilità al freddo
  • Stipsi
  • Pelle secca
  • Viso gonfio
  • Raucedine
  • Debolezza muscolare
  • Elevato livello di colesterolo nel sangue
  • Dolori muscolari
  • Dolore, rigidità o gonfiore delle articolazioni
  • Mestruazioni abbondanti o irregolari
  • Capelli diradati
  • Battito cardiaco rallentato
  • Depressione
  • Memoria alterata

Quando non viene trattato correttamente, l'ipotiroidismo può manifestarsi anche con il mixedema, ovvero un accumulo di liquidi sotto la cute che può causare non solo gonfiore, ma anche una riduzione dell'efficienza dei muscoli e del cuore. Tra le complicanze più gravi e potenzialmente letali c'è proprio il coma mixedematoso, caratterizzato da un respiro sempre più lento, un ridotto afflusso di sangue al cervello e convulsioni.

Ipotiroidismo infantile

Come ti ho spiegato, l'ipotiroidismo è più comune dopo i 60 anni ma può presentarsi anche nei più piccoli, persino nei neonati. Quando il disturbo è congenito, ovvero quando un bambino nasce già con difetti alla tiroide o quando la ghiandola è assente, potrà manifestare alcuni sintomi, ad esempio:

  • Ittero, cioè colorazione giallastra della pelle
  • Lingua grossa e sporgente
  • Difficoltà respiratorie
  • Raucedine durante il pianto
  • Ernia ombelicale
  • Costipazione
  • Eccessiva sonnolenza
  • Sviluppo muscolare ridotto

Quando l'ipotiroidismo congenito nei neonati non viene individuato e trattato in tempo, il bambino potrebbe sviluppare gravi forme di ritardo mentale a causa dei danni arrecati al sistema nervoso centrale.

Se si presenta nei bambini più grandi o negli adolescenti, la funzionalità ridotta della tiroide causa una sintomatologia più simile a quella degli adulti, ma i soggetti giovani potrebbero manifestare anche:

  • Bassa statura
  • Ritardo nello sviluppo dei denti permanenti
  • Pubertà ritardata
  • Sviluppo mentale ridotto

Conseguenze

Potrebbe sembrarti un problema banale, ma se è conclamato, quindi con sintomi ben visibili, l'ipotiroidismo deve essere curato fin dall'inizio perché le conseguenze per la salute sono gravi. Potresti infatti arrivare a soffrire di:

  • Gozzo
  • Problemi di cuore (perché possono verificarsi livelli elevati di colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL))
  • Depressione
  • Danni ai nervi periferici
  • Infertilità

Diagnosi

Il tuo medico potrà formulare la diagnosi di ipotiroidismo dopo l’osservazione dei sintomi clinici (come stanchezza, pelle secca, aumento di peso) e una conferma ottenuta dagli esami del sangue in cui si misurano i valori degli ormoni tiroidei (triiodotironina e la tiroxina) e il dosaggio del TSH.

Se la comparsa dell'ipotiroidismo è legata a una malattia autoimmune, potrebbe essere necessario un esame del sangue mirato a rilevare gli anticorpi anti-tiroide o l'ecografia tiroidea.

Trattamento

La cura per l'ipotiroidismo prevede l’assunzione quotidiana dell'ormone tiroideo sintetico L-tiroxina (o levotiroxina), che serve a rimediare allo scompenso creato dalla scarsa funzionalità della tiroide. Tuttavia, non è facile trovare subito la giusta dose, quindi preparati a un periodo di transizione. Il medico ti chiederà di controllare gli ormoni dopo 6-8 settimane dall’inizio della terapia e poi generalmente i livelli ematici vengono monitorati dopo altri sei mesi.

Se il dosaggio di levotiroxina che assumi è eccessivo, potresti accorgertene a causa di alcuni sintomi, tra i quali:

  • Aumento dell'appetito
  • Insonnia
  • Palpitazioni
  • Tremore

Utilizzata nelle giuste quantità, comunque, la L-tiroxina non ha particolari effetti collaterali. Generalmente, il medico ti prescriverà piccole dosi per poi aumentarle gradualmente. Un aspetto a cui fare attenzione riguarda poi gli elementi che riducono la capacità del tuo organismo di assorbire la levotiroxina, condizionando così l'esito della terapia contro l'ipotiroidismo. In particolare, dovresti parlare con il tuo medico se segui una dieta ad alto contenuto di fibre o mangi alimenti ricchi di soia, oppure se assumi integratori a base di ferro, calcio, colestiramina o idrossido di alluminio.

Dieta

Non esiste una vera e propria dieta per l’ipotiroidismo, anche perché questo disturbo difficilmente è legato all’alimentazione. È però importante evitare di consumare alcuni cibi per migliorare la funzione tiroidea. Il consiglio è quello di seguire una dieta equilibrata, facendo attenzione al sale: non va bene esagerare ma non devi neanche eliminarlo del tutto.

Fonte| HumanitasMayo Clinic

(Modificato da Alessandro Bai il 4-9-2020) 

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