La carenza di vitamina A: cosa può provocare questo problema e quali sintomi la segnalano

La carenza di vitamina A è un problema che per fortuna si verifica davvero di rado, soprattutto se segui una dieta variata nella scelta degli alimenti. In ogni caso, si tratta di un deficit che può compromettere diverse funzioni del tuo corpo e prima di tutto la vista. Proviamo allora a capire insieme da quali sintomi si possa riconoscere.
Giulia Dallagiovanna 25 Gennaio 2021
* ultima modifica il 25/01/2021

Quello della vitamina A, chiamata anche retinolo, è in realtà un gruppo formato da circa 1.500 elementi, tra naturali e sintetici. I suoi precursori, altrettanto importanti e di cui parleremo in questo articolo sono i carotenoidi, ovvero quei nutrienti che puoi trovare negli ortaggi di colore giallo-arancio. Non mi addentrerò oltre in discorsi che riguardano più l'aspetto chimico, ma era importante farti capire che non stiamo parlando di una sola molecola, bensì di una famiglia con diversi componenti. E tutti loro sono liposolubili, vale a dire che per essere assimilati devono sciogliersi nei lipidi. Per questo motivo, chi ha problemi nell'assorbimento dei grassi a livello intestinale, è più esposto alla carenza di vitamina A. Va detto però che in Italia, con il tipo di alimentazione che seguiamo, è davvero molto raro che si arrivi ad avere livelli così bassi di questo nutriente, tali per cui se ne avvertono anche i sintomi. Proviamo però a capire meglio di cosa si tratta e come riconoscere un eventuale deficit di vitamina A.

Cos'è la vitamina A

La vitamina A è un micronutriente che, come ti dicevo prima, si chiama anche retinolo. Poiché è liposolubile, può essere accumulata nel fegato, che garantisce rifornimenti al tuo corpo anche per uno o due anni. Come quindi potrai intuire è difficile rimanerne a corto. E questa è una buona notizia, dal momento che stiamo parlando di un nutriente importante. La prima funzione che ti verrà in mente è sicuramente legata agli occhi, perché si dice spesso che protegge la vista. Ma in che senso? Il retinolo e i carotenoidi sono componenti importanti della rodopsina. Ok, non ne avrai mai sentito parlare, ma è quella sostanza che si trova sulla retina e la rende sensibile alla luce e migliora la visione notturna.

Non finisce qui. La vitamina A ha contribuito anche allo sviluppo delle tue ossa, denti compresi, e tutti i giorni lavora per mantenerle in salute. Inoltre, partecipa alla risposta immunitaria dell'organismo, assieme naturalmente ad altri nutrienti, e aumenta quindi la tua resistenza alle infezioni. Di sicuro ti sarà capitato di trovarla come ingrediente all'interno di qualche crema antirughe e la ragione è che contrasta la formazione dei radicali liberi e quindi rallenta l'invecchiamento dei tessuti. Ed è anche il motivo per cui sembra avere proprietà antitumorali, in particolare contro il cancro alla prostata.

Altre funzioni sono quelle di proteggere la pelle dai possibili danni dei raggi del sole e di collaborare allo sviluppo sessuale durante l'adolescenza e alla fertilità nella persona adulta. Insomma, il retinolo è presente un po' dappertutto e se viene a mancare ne risente più di un apparato.

Il fabbisogno di vitamina A

Il tuo fabbisogno giornaliero di vitamina A è di circa 0,6 o 0,7 milligrammi. Ci sono però alcune situazioni in cui potresti aver bisogno di un incremento, ad esempio mentre aspetti un bambino o lo allatti, ma anche se pratichi spesso attività sportiva. Si può arrivare più o meno a 0,95 milligrammi al giorno. Resta comunque importante non esagerare con le quantità, perché l'eccesso di vitamina A può rivelarsi pericoloso soprattutto per il feto. Ti ricordo, comunque, che se segui una dieta normale e variata non dovresti avere problemi ad assimilare tutto il retinolo di cui hai bisogno.

La carenza di vitamina A

La carenza di vitamina A si verifica quando i livelli di questo nutriente nel tuo corpo sono eccessivamente bassi, perché sono anche terminate le scorte che avevi a disposizione. Tieni presente che non è detto che il deficit venga registrato subito dalle analisi del sangue, perché i valori diminuiscono solo quando la mancanza è davvero importante.

I sintomi

Ci sono dei sintomi che ti possono far presumere la carenza di vitamina A. Il primo riguarda sicuramente la vista e noterai un peggioramento della visione notturna. Se però i livelli di retinolo restano troppo bassi, il rischio è quello di sfociare in una cecità completa. La ragione è che risultano disidratate la sclera, cioè la parte bianca dell'occhio, e la cornea, una patologia che prende il nome di xeroftalmia. Diventeranno quindi più spesse e si formeranno anche dei depositi schiumosi. Un problema che si riscontra soprattutto tra i bambini che vivono in aree molto povere del mondo e che soffrono quindi di malnutrizione.

Uno dei primi sintomi della carenza di vitamina A riguarda il peggioramento della visione notturna

Ma vi sono anche altre parti del corpo che potrebbero venire colpite, come la pelle e le mucose che rivestono polmoni, intestino e vie urinarie. In tutti i casi si verificherà sempre una carenza di liquidi e un irrigidimento del tessuto. Si indebolirà inoltre il tuo sistema immunitario, lasciandoti più scoperto di fronte alle infezioni. Se poi la carenza colpisce un neonato, potrebbe risentirne la sua crescita e il suo normale sviluppo. Naturalmente, quando la carenza è molto grave e non si interviene, il rischio è quello di morire. Un'evenienza che in Italia è praticamente impossibile.

Le cause

La causa principale della carenza di vitamina A è da ricercare naturalmente nella dieta. Se assumi poco di questo nutriente e il comportamento si mantiene costante per lungo tempo, i livelli scenderanno. Come ti ho già detto, non è una conseguenza immediata, perché il tuo corpo ha sempre delle scorte già immagazzinate in precedenza e pronte per essere utilizzate. Il problema infatti si riscontra di più in aree del mondo in via di sviluppo, dove la dieta non comprende un'elevata varietà negli alimenti.

Ci sono poi alcune patologie che possono rappresentare dei fattori di rischio, perché compromettono l'assorbimento intestinale dei grassi. Si tratta di celiachia, diarrea cronica, fibrosi cistica, malattie del pancreas o disturbi del fegato e ostruzione dei dotti biliari. Anche un intervento subito da poco, magari all'intestino o al pancreas, può avere una conseguenza simile.

La diagnosi

Diagnosticare una carenza di vitamina A non implica grandi passaggi, ma semplicemente una valutazione da parte del medico che partirà dai sintomi che gli riporti e approfondirà con qualche domanda. Dopodiché potrebbe richiederti delle analisi del sangue, ma come ti dicevo prima non è detto che emerga subito il deficit. Il più delle volte si ricorre a integratori del nutriente in questione e se le manifestazioni scompaiono si può desumere che il problema di partenza fosse quello.

Per quanto riguarda i problemi agli occhi, ci sono esami oculistici come l’elettroretinografia, una stimolazione luminosa della retina, che permettono di capire se la causa sia una mancanza di vitamina A.

Il trattamento

Il trattamento per la carenza di vitamina A consiste principalmente nell'assunzione di integratori e nell'incremento di alimenti che contengono importanti quantità di questo nutriente. Quando la situazione è molto grave, si passa a dosi più elevate, che si andrà poi a scalare a mano a mano che calano i sintomi.

La prevenzione

Lo ribadisco, è altamente probabile che, per quanto riguarda la vitamina A, la tua dieta sia già sufficiente. In ogni caso, in un'ottica di prevenzione, potrebbe interessarti sapere quali sono gli alimenti che ne contengono di più:

  • Cibi di origine animale: carni, fegato e olio di fegato di merluzzo, tuorlo d'uovo, burro, formaggi e latte
  • Frutta e verdura di colore giallo e arancio: zucca, carote, peperoni, pomodori, arance, anguria, frutti di bosco, meloni, pesche gialle
  • Verdure a foglia verde: spinaci, broccoli

In commercio puoi trovare poi altri prodotti arricchiti con vitamina A, come latte e cereali. Ma, ti ripeto, non dovresti preoccuparti troppo di questo problema se segui una dieta normale. Quando invece avverti qualche sintomo, chiedi subito un parere al tuo medico e sarà lui a consigliarti come eventualmente integrare questo nutriente.

Fonti| MSD Manuals; Humanitas

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