La carne rossa provocherebbe danni al Dna: per la scienza potrebbe avere un ruolo nel tumore del colon-retto

Un gruppo di ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute di Boston avrebbe individuato per la prima volta delle mutazioni genetiche associate all’eccessiva assunzione di carne rossa e ad un aumento della mortalità nei pazienti affetti da cancro del colon-retto.
Kevin Ben Alì Zinati 19 Giugno 2021
* ultima modifica il 18/08/2021

Se prima godeva di una natura molto più teorica che pratica, ora il triangolo che suggerisce un’interconnessione tra un eccessivo consumo di carne rossa, i danni al Dna e il tumore del colon-retto ha trovato un punto decisamente importante a favore di una maggior concretezza.

Fin dal 2015 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro aveva etichettato la carne rossa lavorata come un alimento "probabilmente cancerogeno".

Gli esperti avevamo rilevato associazioni “positive” tra il suo consumo e lo sviluppo di cancro del colon-retto.

Tuttavia non era stato possibile escludere altre spiegazioni dietro a queste osservazioni e per questo si è optato per il condizionale, lasciando dunque un margine di incertezza.

E fino a ieri mancavano le prove di quale potesse essere il meccanismo molecolare alla base dello sviluppo del tumore: mancava, insomma, la dimostrazione che i tumori del colon-retto dei pazienti hanno specifiche mutazioni attribuibili alla carne rossa.

Oggi invece c’è la scienza ha aggiunto un capitolo in più. Un gruppo di ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, per la prima volta, avrebbe confermato un’associazione tra la carne rossa, lavorata oppure più “semplice”, e un’alterazione genetica nei pazienti colpiti da un tumore al colon-retto.

Come hanno spiegato sulla rivista Cancer Discovery, i ricercatori hanno individuato un insieme di mutazioni nei tumori di colon-retto che sarebbero associate a un elevato consumo di carne rossa, supportando quindi l’idea di un possibile ruolo "cancerogeno" di questo alimento nello sviluppo del carcinoma.

Nello studio è stato sequenziato il Dna da tessuti tumorali normali e del colon-retto provenienti da 900 pazienti con questo tipo di tumore. Ciascuno di questi aveva precedentemente fornito informazioni sulla propria dieta e lo stile di vita nel corso di diversi anni prima della diagnosi di cancro del colon-retto.

L'analisi dei dati del Dna ha rivelato la presenza di diverse “firme mutazionali” nel tessuto del colon normale e canceroso, inclusa la cosiddetta firma di “alchilazione”.

Si tratta di un particolare tipo di danno al Dna che è apparso significativamente associato all’assunzione di carne rossa lavorata, mi riferisco per esempio agli insaccati, o non processata.

Durante il follow-up non è emerso nessun legame tra potenziali danni del Dna e il consumo di pollame o pesce o con altri fattori connessi allo stile di vita.

La ricerca americana, inoltre, ha evidenziato che il danno al DNA potrebbe interessare il gene KRAS, in particolare per due mutazioni (G12D e G13D) e il gene PIK3CA, entrambi già associati al tumore del colon-retto.

“Il nostro studio ha identificato per la prima volta una firma mutazionale alchilante nelle cellule del colon e l'ha collegata al consumo di carne rossa e alle mutazioni che causano il cancro” hanno spiegato i ricercatori, aggiungendo che questi risultati suggeriscono che il consumo di carne rossa “può causare danni alchilanti che portano a mutazioni cancerogene in KRAS e PIK3CA, promuovendo così lo sviluppo del cancro del colon-retto”

Le prospettive che si aprono sono dunque interessanti. Se i medici potessero identificare gli individui geneticamente predisposti a sviluppare danni alchilanti potrebbero tutelarli sui rischi legati all'assunzione di carne rossa.

La firma mutazionale alchilante, a sua volta, potrebbe diventare un biomarcatore per identificare i pazienti a maggior rischio di sviluppare il cancro del colon-retto o per rilevare il cancro in una fase iniziale.

Come ti avrai notato fin dall’inizio, i ricercatori sono stati molto cauti. Sì, perché la carne rossa potrebbe non essere l’unica e sola causa dietro a tutti i danni al Dna: potrebbero concorrere anche altri fattori genetici.

I nuovi dati, tuttavia, aggiungono concretezza all’importanza della prevenzione nei confronti della carne rossa: un altro fattore di rischio per il tumore del colon-retto.

Fonte | "Discovery and features of an alkylating signature in colorectal cancer" pubblicato il 17 giugno 2021 sulla rivista Cancer Discovery

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