La fascite plantare: con un po’ di pazienza… si può curare!

Hai mai sentito parlare di fascite plantare? Forse sì, perché è un’infiammazione che interessa la fascia che riveste la muscolatura della pianta del piede ed è molto più diffusa di quanto si pensi. Spesso il dolore al tallone indica proprio quello. Non è da sottovalutare o trascurare, ma si cura senza problemi.
Valentina Danesi 25 settembre 2020
* ultima modifica il 25/09/2020

Hai da tempo dolore al tallone e non capisci perché? Indossi calzature che acuiscono il male? Potresti soffrire di fascite plantare, un’infiammazione della fascia che riveste la muscolatura della pianta del piede e che prendere il nome di guaina. Un disturbo da non sottovalutare, ma che si cura senza problemi.

Fascite plantare

Cos’è 

La fascite plantare è una patologia infiammatoria della guaina, cioè della fascia che riveste la muscolatura della pianta del piede: se soffri di questa infiammazione avrai dolore al tallone (tallonite o tallodinia), che è il punto scheletrico dove la fascia stessa prende la sua inserzione.

L’infiammazione è al legamento arcuato, ossia la fascia che unisce la zona plantare interna del calcagno con la base delle dita. Questo legamento è fondamentale nella trasmissione del peso corporeo al piede mentre si cammina e si corre.

I sintomi 

ll sintomo principale della fascite plantare è il dolore localizzato al tallone, che a volte si può propagare nel centro della pianta del piede. Non è un dolore lancinante e improvviso ma generalmente è più acuto al mattino, tende a diminuire dopo qualche movimento, per poi riacutizzarsi dopo essere stati seduti a lungo.

Ma quando si inizia a soffrine? C’è un’età indicativa?

La fascia d'età in cui è più facile soffrirne è quella che va dai 40 ai 60 anni.

Cause

Ma come puoi causarti una farcite plantare? Spesso l’origine principale è proprio la conformazione del piede cavo. In questa situazione si annovera anche il piede cavo pronato o falso piede piatto.

I pazienti, nei quali è presente questa caratteristica anatomica, hanno maggiori possibilità di sviluppare una fascite plantare, soprattutto se poi si aggiungono elementi che possono peggiorarla come sovrappeso, attività sportiva eccessiva, gravidanza. Un’altra causa, che spesso viene sottovalutata, è l’utilizzo di scarpe inadatte, come quelle a suola piatta, perché con questa posizione la fascia rimane in tensione.

La diagnosi

Non si può avere una diagnosi di fascite plantare accurata senza prima effettuare una visita specialistica ortopedica. Si potrà poi decidere con lo specialista di effettuare esami specifici come la radiografia eseguita sotto carico.

La cura

Per curare la fascite plantare si dovrà ridurre, o possibilmente eliminare, la tensione della fascia plantare. È quindi consigliato l’utilizzo di una calzatura con tacco comodo di tre/quattro centimetri, anche quando si parla di uomini. A questo utile stratagemma si deve abbinare, se c’è la necessità, la terapia fisica e farmacologica. Stiamo quindi parlando di:

  • somministrazione di farmaci anti-infiammatori non steroidei e corticosteroidi
  • stretching ed esercizi di rafforzamento
  • onde d’urto
  • laser terapia
  • ultrasuoni

Le infiltrazioni in questo caso sono sconsigliate perché troppo dolorose e soprattutto non hanno un esito certo. Se tutto va bene in poche settimane il dolore si riduce fino a scomparire, se cosi non fosse è consigliato l’intervento chirurgico. L’intervento consiste nell’interruzione e sezione della fascia plantare. La tecnica più recente e più utilizzata, nonché meno invasiva, consiste nell’interruzione percutanea sotto cute della fascia plantare eseguita senza incisioni chirurgiche.

Fonti| Mater Domini; Humanitas 

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