La listeriosi: come si manifesta e come puoi prevenirla

Se ne sta parlando in questi giorni, dopo le notizie arrivate dalla Spagna. Ma cos’è esattamente la listeriosi? E come si può evitare il contagio? Prima di farti prendere dal panico, dunque, leggi con attenzione e metti in atto qualche piccolo accorgimento preventivo per non contrarre l’infezione.
Giulia Dallagiovanna 24 agosto 2019
* ultima modifica il 26/08/2019

Il batterio della Listeria, che nell'essere umano provoca la listeriosi, si trova più o meno su ogni alimento, ma la sua popolazione viene fortemente ridotta grazie ai processi di lavorazione e alle norme di igiene stabilite dall'Unione europea. Detto in altre parole: quello che arriva sulla tua tavola è sicuro, fino a prova contraria. L'Efsa, l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, considera infatti la listeriosi come "grave" ma anche "rara". Il tasso di mortalità si aggira attorno al 12%, ma miete vittime soprattutto tra gli individui più deboli, come gli anziani o gli immunodepressi. Per tutte queste ragioni, è probabile che tu non ne risenta troppo. Certo, non devi comunque prenderla a cuor leggero: un'attenta prevenzione è la miglior forma di difesa.

Se ne parla soprattutto in questi giorni, a causa delle notizie piuttosto allarmanti che arrivano dalla Spagna. La listeriosi ha intaccato alcuni lotti di carne di maiale macinati e sta provocando una vera e propria epidemia, tanto che il Paese ha proclamato l'emergenza. Non farti però prendere subito dal panico: è vero che si tratta di una patologia potenzialmente mortale, ma è anche vero che un individuo sano e con un sistema immunitario in buone condizioni dovrebbe avere poco da temere.

Però prima di cadere nella psicosi, cerchiamo di capire meglio cosa sia e come si manifesti questa tossinfezione alimentare.

Cos'è la listeriosi

La listeriosi è un'infezione e ha origine dal batterio della Listeria monocytogenes. Si tratta di un membro della famiglia delle Listeria, che conta sei sottogruppi tra cui, appunto, quello in grado di contagiare l'essere umano e dare il via alla patologia. Assomiglia a un microscopico salsicciotto e fa parte della categoria dei bacilli. È un microorganismo molto resistente, che sopravvive anche in assenza di ossigeno e quando viene esposto a temperature sia molto elevate che minime. Viene classificato come Gram positivo, cioè si colora di viola durante il test di colorazione di Gram, effettuato in laboratorio. Di questo procedimento e delle ragioni per cui lo si fa, te ne avevamo già parlato in occasione della classificazione degli antibiotici. In poche parole, questo batterio assomiglia a quelli di Staffilococco e Streptococco.

Di norma, la Listeria vive nell'acqua. Si trova in particolare nelle falde acquifere, attraverso le quali è in grado di stabilirsi sul suolo oppure sugli ortaggi che vengono irrigati. Ma può mettere radici anche tra la flora batterica intestinale di alcuni animali. E finché rimane tranquilla a casa sua, non costituisce un problema. Ma se entra in contatto con l'essere umano, può provocare una tossinfezione alimentare anche molto grave, ovvero la listeriosi. In casi non rarissimi, si giunge alla morte. E questa è la ragione per cui il latte viene pastorizzato e devi lavare con cura gli ortaggi prima di mangiarli.

Le forme di listeriosi

Esistono due forme di listeriosi e la seconda può avere più complicanze e rivelarsi pericolosa per un numero maggiore di persone, anche se sane al momento del contagio:

  • Forma tipica: sembra una classica infezioni alimentare e di solito i sintomi compaiono dopo poche ore che hai mangiato gli alimenti contaminati dal batterio. Se non hai altri problemi di salute, le manifestazioni non dovrebbero andare oltre vomito e diarrea
  • Forma invasiva o sistemica: si verifica quando il batterio non si accontenta di stabilirsi nel tuo intestino, ma arriva fino al tuo sangue e, da lì, è libero di infettare tutto il tuo organismo fino addirittura al sistema nervoso. Le complicanze possono essere anche molto gravi, come meningiti, encefaliti e sepsi. Il principale problema è che i sintomi non si manifestano subito, anzi, possono comparire anche dopo tre mesi da quando hai ingerito un alimento infetto. Di solito, però, passa circa un mese.

Potenzialmente, siamo tutti a rischio di poter contrarre questa infezione, però ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione. Innanzitutto, il cibo che trovi in questo momento sul mercato ha dovuto affrontare una serie di controlli ed è stato lavorato in modo che i batteri siano morti o la loro popolazione sia stata fortemente ridotta, fino a non costituire più un pericolo, prima che arrivino sulla tua tavola. Inoltre i tuoi anticorpi sono in grado di contrastare le infezioni ed è per questa ragione che un individuo sano potrebbe non andare incontro a una forma grave.

Le persone più a rischio sono infatti i soggetti più deboli come bambini molto piccoli, o addirittura neonati, e gli anziani. Anche una donna in gravidanza  deve fare molta attenzione, perché la listeriosi può provocare gravi danni al feto, fino ad arrivare a un parto prematuro o a un aborto spontaneo. Infine, gli individui immunodepressi, come quelli affetti da Hiv o Aids e chi sta si sta sottoponendo a una terapia per combattere un tumore. Ci sono poi altri fattori di rischio che possono complicare l'intossicazione. Tra questi, il diabete, una malattia cardiovascolare e l'abuso di alcolici.

La listeriosi congenita

Se aspetti un bambino e contrai la listeriosi, potresti anche non avere sintomi. Oppure sviluppare manifestazioni così lievi da passare inosservate. Non sarà infatti un problema tanto per te, quando per il feto che potrebbe contrarre una listeriosi congenita e andare incontro a parto prematuro, aborto o morte. Se invece l'infezione colpisce il neonato al momento del parto o subito dopo, saranno più frequenti le complicanze. Di nuovo, i segnali non compaiono subito. Il periodo di incubazione in questo caso varia da 7 giorni a quattro settimane, ma dopo questo periodo di tempo è elevato il rischio di meningiti gravi e sepsi, o setticemie.

È anche per questa ragione che in gravidanza dovrai prestare più attenzione a quello che mangi e sottoporti a frequenti controlli dal medico, per escludere qualsiasi infezioni o problema di salute che metta a rischio il bambino.

I sintomi della listeriosi

Come ti accennavo prima, i sintomi della listeriosi possono essere simili a quelli di una comune intossicazione alimentare, oppure possono subentrare manifestazioni e complicanze molto gravi. Un individuo sano, di solito, dovrebbe sviluppare la forma tipica dell'infezione e avere come conseguenza problemi intestinali, come vomito e diarrea, febbre, mal di testa e dolori muscolare. Nulla di diverso insomma da un'influenza che ha colpito anche l'intestino. Naturalmente dovrai avvertire il tuo medico e seguire le cure che ti prescriverà, ma non è necessario preoccuparsi troppo.

Se invece hai le difese immunitarie molto basse o hai superato i 65 anni, sei a rischio di sviluppare una forma invasiva. Il batterio arriva fino al sangue, ovvero il liquido che irrora ogni organo e tessuto del tuo corpo. Perciò l'infezione può giungere praticamente ovunque e infatti è in grado di colpire anche il tuo sistema nervoso e il cuore. In generale, i sintomi in questo caso possono essere delle reazioni cutanee, una meningite o un'encefalite e una peritonite. molto dipende da quale organo viene intaccato.

Anche il periodo di incubazione dipende dalla forma che hai contratto. In caso di infezione tipica, dovresti avvertire i sintomi già nel giro di poche ore. La forma invasiva invece può rimanere silente per un mese, in alcuni casi addirittura per tre, prima di manifestarsi.

Come si trasmette la listeriosi

La listeriosi si trasmette soprattutto attraverso quello che mangi. Come ti dicevo prima, il batterio della Listeria si trova principalmente nell'acqua, un liquodi fondamentale per la vita di cui tutti gli esseri viventi si nutrono. E questa è la principale via di trasmissione dell'infezione. In generale, la maggiore concentrazione è reperibile nel pesce crudo, nei vegetali in decomposizione e negli intestini di animali selvatici. Ma le epidemie si verificano soprattutto quando non viene eliminato il batterio da carni e prodotti caseari provenienti da allevamenti e da ortaggi e frutta fresca. Può essere stato un problema nel processo di lavorazione o un mancato controllo nella fase di produzione, in ogni caso è la via più breve per arrivare fino a te.

La listeria comunque viene eliminata durante il processo di cottura, perciò fai attenzione a consumare carne e pesce crudo, a meno che tu non sai assolutamente certo di farlo in tutta sicurezza. Per quanto riguarda la verdura invece, lava sempre per bene tutto quello che ingerisci, soprattutto se non ha in mente di ricorrere a forno o fornelli.

E se il problema riguarda gli animali, interesserà di conseguenza anche i prodotti di loro derivazione. Occhi aperti quindi anche per quanto riguarda latte, formaggi e uova. O meglio, quelli che non acquisti al supermercato o in un negozio controllato. Se infatti ha seguito un regolare processo di pastorizzazione, il latte è perfettamente sano e cosi anche il formaggio. Naturalmente, non è possibile garantire la stessa cosa per un prodotto appena munto o fatto in casa in modo poco accorto.

Un'altra via di contagio della listeriosi è rappresentata dallo stretto contatto con gli animali. Se dunque svolgi un lavoro che riguarda allevamento o agricoltura, potresti, ma è ben più raro, rischiare di inalare il batterio.

La cura per la listeriosi

La listeriosi viene individuata attraverso gli esami del sangue o le analisi del liquido spinale. A questo punto, il medico ti prescriverà la cura più adatta. Trattandosi di un'infezione provocata da un batterio si ricorre agli antibiotici, sia per gli adulti che per i bambini. Ed è moto importante iniziare subito la terapia per una donna in gravidanza: farmaci a base di penicillina e ampicillina possono favorire la guarigione prima che il feto venga contagiato.

Come si previene la listeriosi

La prima forma di difesa che hai contro la listeriosi è quella della prevenzione. Innanzitutto, esistono norme di igiene previste dall'Unione europea che servono proprio ad evitare che il batterio proliferi. Ma se sei un soggetto a rischio e, in generale, per essere certo di non contrarre nessuna malattia, ci sono alcuni accorgimenti che dovresti prendere:

  1. Cuoci sempre il cibo che vuoi mangiare
  2. Lava per bene la frutta e la verdura
  3. Mantieni i cibi crudi lontani da quelli cotti, ad esempio all'interno del frigorifero
  4. Scegli solo latte e formaggi pastorizzati ed evita quelli che invece non hanno subito questo processo
  5. Dopo aver maneggiato alimenti crudi, in particolare carne, pesce e uova, lavati bene le mani e pulisci accuratamente anche gli strumenti da cucina che hai utilizzato
  6. Non mangiare alimenti freschi, se noti che stanno già andando a male

Inoltre, presta ancora più attenzione quando vai in zone dove sai che i livelli di igiene non sono elevati e dove i controlli potrebbero non essere così efficienti.

Fonti| Humanitas; MSD Manuals; Efsa

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