La necrolisi epidermica tossica: quando l’epidermide si “ustiona”

La Necrolisi epidermica tossica è una malattia molto seria che ha origine in un’allergia. Cerchiamo di scoprire qualcosa in più.
Valentina Danesi 20 Luglio 2022
* ultima modifica il 15/09/2022

La necrolisi epidermica tossica è una patologia molto seria che coinvolge la pelle.

necrolisi epidermica tossica

Cos’è

La sindrome di Stevens-Johnson e la Necrolisi epidermica tossica non sono altro che due forme della stessa malattia cutanea. Si tratta di una grave malattia cutanea indotta da un'allergia ad alcuni farmaci e che non devi sottovalutare perché potenzialmente letale e la puoi riconoscere piuttosto facilmente, si manifesta con:

  • eruzione cutanea
  • peeling cutaneo
  • ulcere sulle membrane mucose.

Infatti, non è un caso se chi ne è affetto viene curato e trattato come chi soffre di ustioni.

Cause e sintomi

La necrolisi epidermica tossica si manifesta di norma da 1 a 3 settimane dopo l'essere venuti in contatto con la causa scatenante e la riconosci da:

  • febbre
  • cefalea
  • tosse
  • cherato-congiuntivite
  • dolore a tutto il corpo.

Può quasi sembrare un’influenza all’inizio, eppure dopo poco iniziano a manifestarsi le alterazioni cutanee con il viso che diventa rossastro, un’infiammazione che si estende sul collo e sul tronco che, spesso, in un secondo tempo si diffonde al resto del corpo in modo irregolare. Infine all’interno di queste aree rosse si formano spesso dolorose vesciche che si esfoliano continuamente. In alcuni soggetti può anche capitare che cadano unghie e capelli e che si formino ulcere all’interno di bocca, gola ano e genitali.

Fonte Facebook Mediboost

Infine, possono anche essere coinvolte le membrane mucose dell’apparato digerente e respiratorio, provocando quindi diarrea, tosse, polmonite e difficoltà respiratoria. Ecco perché è pericolosa! Perché si tratta di soggetti deboli che sono quindi molto soggetti a infezioni.

Diagnosi 

Ma come la si può riconoscere? Di solito i segnali a cui fanno riferimento i medici sono i segni della cute e delle membrane mucose colpite, i sintomi e l’estensione del rossore. Nel caso però ci fossero dei dubbi è molto utile effettuare una biopsia del tessuto, parliamo quindi di un piccolo prelievo di “materia” malata che viene analizzata in laboratorio.

Cura

Senza dubbio il primo passo è il ricovero in ospedale dove verranno sospesi tutti i farmaci sospetti e si inizia una terapia antibiotica. Tuttavia, in generale l’uso di farmaci per trattare queste patologie è controverso perché non c’è la certezza che aumentino le chance di sopravvivenza. Talvolta, viene eseguita la plasmaferesi, in modo tale da ripulire dal sangue eventuali sostanze sospette che possono aver causato la malattia o, ancora, viene somministrata immunoglobulina umana per via endovenosa per aiutare a evitare ulteriori danni bloccando gli anticorpi oppure si usano immunosoppressori.

Fonti| Cleveland Clinic 

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