La peritonite, da cosa si riconosce questa infiammazione che può diventare pericolosa

La peritonite è un’infiammazione del peritoneo, una membrana sierosa che riveste la cavità addominale. Il sintomo principale è un forte dolore ed è importante intervenire con tempestività per evitare le conseguenze più gravi, che in alcuni casi potrebbero anche rivelarsi fatali.
Dott. Albert Kasongo Medico vaccinatore
22 settembre 2020 * ultima modifica il 22/09/2020

La peritonite è un’infiammazione, acuta o cronica, della membrana sierosa che riveste la cavità addominale e i visceri presenti al suo interno e che prende il nome di peritoneo. Questa membrana presenta 2 foglietti:       

  1.  Interno (viscerale): avvolge gli organi della cavità addominale sostenendoli
  2. Esterno (parietale): a contatto con la parete interna della cavità addominale

Fra questi 2 foglietti è presente uno spazio virtuale, chiamato cavo peritoneale, all’interno del quale è presente, in piccole quantità, un liquido sieroso che facilita lo scivolamento delle due parti, favorendo così i movimenti degli organi addominali.

Il peritoneo è, inoltre, capace di reagire a qualsiasi stimolo e difendersi dagli agenti infettivi riuscendo a circoscrivere in breve tempo l’infiammazione e utilizzando la sua innata azione antibatterica.

Le cause

La maggior parte delle peritoniti ha come causa una perforazione a carico di un organo addominale che ha come conseguenza un riversamento dei succhi gastrici e del microbiota presente a livello intestinale che contaminano il peritoneo causandone l’infiammazione. In questo caso si parla di peritonite secondaria, molto più frequente rispetto alla primaria in cui si ha una diffusione batterica attraverso il circolo sanguigno. La causa più comune è rappresentata dalla perforazione dell’appendice infiammata, motivo per cui s’interviene rapidamente in caso d’appendicite. Questa condizione può anche essere causata da traumi, ferite penetranti o manovre diagnostiche che causano perforazioni dei visceri.

I sintomi

Il sintomo principale è un forte dolore addominale che si accentua alla palpazione e rilascio della mano (segno di Blumberg) e porta il soggetto ad assumere una posizione rannicchiata. L’addome risulterà teso e duro. Altri sintomi comprendono nausea, vomito, febbre, chiusura dell’alvo a feci e gas, gonfiore addominale, sete intensa e paralisi intestinale.

La diagnosi

La diagnosi di peritonite si ottiene con un'accurata anamnesi ed esame obiettivo, con osservazione dei sintomi e attuazione di manovre che evochino il dolore, confermata da esami strumentali (rx, eco addome o TC) e correlata di esami del sangue per il rilevamento dei valori alterati e l’identificazione del tipo d’infezione in atto bastano per effettuare diagnosi di peritonite.

La cura

La terapia per la peritonite è quasi sempre chirurgica, in considerazione della natura perforativa delle cause. Nei casi in cui non vi sia perforazione si ricorre a terapia antibiotica, intubazione e reidratazione (per far fronte agli squilibri elettrolitici derivanti dalla perdita di liquidi tramite essudato).

Si può morire?

Se si considera il fatto che questa condizione, solitamente, è una complicanza di quadri patologici sottostanti, rappresentando quindi una situazione d’urgenza, la risposta è sì, si può morire. Sarà importantissimo, come sempre, intervenire con tempestività per evitare conseguenze irreversibili.

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, ha maturato esperienza in numerosi ambiti collaborando con diverse altro…
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