La pitiriasi rosea: quelle macchie rossastre che possono comparire sul tronco

La pitiriasi rosea di Gibert non è altro che uno dei tanti tipi di dermatosi, ossia di problemi della pelle. Il primo sintomo è la comparsa di una grossa chiazza madre rossastra a cui poi seguirà una sorta di eritema più diffuso. Ma non ti devi preoccupare, spesso questo problema si risolve da solo e con tempistiche relativamente brevi.
Valentina Danesi 12 Maggio 2021
* ultima modifica il 08/06/2021

Hai mai sentito parlare di pitiriasi rosea? Beh, in effetti è un nome piuttosto singolare, ma si tratta di una malattia benigna che colpisce la pelle e che, di norma, non dà troppa preoccupazione. Non dovresti avvertire sintomi particolari e non rischierai nemmeno di attaccarla a qualcuno. Una cura? La pazienza di attendere che si risolva da sola. Ecco qui tutto quanto devi sapere su questo problema.

pitiriasi rosea di Gibert

Cos’è


Si tratta di una delle varie forme di dermatosi e il nome completo è pitiriasi rosea di Gibert, che poi non è altro che il primo dermatologo ad averla scoperta. La sua principale caratteristica è la formazione di lesioni di tipo eritemato-desquamativo. Nonostante il termine altisonante, non è nulla di grave. Si tratta semplicemente di chiazze rossastre, dove la parte più esterna della pelle, quella più esposta, si divide quasi a formare delle squame.

Questa manifestazione può essere più o meno intensa, ma la cosa importante che devi sapere è che spesso passa da sola e le cure sono veloci e risolutive anche se, come ti abbiamo appena detto, nella maggior parte non servono nemmeno.

I sintomi

La fascia d’età più colpita è quella compresa tra i 10 e i 35 anni. Quindi stiamo parlando di una popolazione molto giovane. Se nei fai parte, ti starai forse chiedendo a cosa dovresti prestare attenzione. Vediamo allora insieme i sintomi della pitiriasi rosea.

Nella maggior parte dei casi la fascia d’età più colpita è quella tra i 10 e i 35 anni. 

Normalmente la prima cosa che si vede è la comparsa, sulla schiena, ma anche su torace e addome di una macchia rossastra, squamosa e in rilievo.

Questa prima chiazza di solito viene chiamata “chiazza madre”  e può essere anticipata da:

  • febbre
  • mal di testa
  • dolori alle ossa

Un po’ i sintomi di un’influenza, diciamo. Dopo qualche giorno, talvolta anche qualche settimana, potrai notare un’eruzione sulla pelle più estesa e caratterizzata da macchie squamose e più piccole e che possono raggiungere anche il cuoio capelluto. Una loro caratteristica è la cosiddetta disposizione "ad albero di Natale". La guarigione spesso è spontanea, come già ti dicevo, e avviene nell’arco di due o tre mesi al massimo.

Le cause

Ad oggi non si conoscono ancora con certezza le cause della pitiriasi rosea. L'ipotesi più accreditata, però, è che sia provocata due ceppi di Herpes virus (HHV6 e HHV7) che sono gli stessi che provocano la sesta malattia, tipica dei neonati.

La diagnosi

È molto facile capire se soffri di questo problema, ti basterà chiedere al medico e permettergli di osservare la zona, anche se talvolta ci può essere il dubbio che si tratti di eczema nummulare, psoriasi o lichen. In tal caso cosa può aiutare?  Ecco alcuni casi di pitiriasi rosea ma “fuori dal comune”:

  • se noti che la chiazza madre è assente o non rilevabile
  • chiazze esattamente nelle pieghe dei gomiti e delle ginocchia
  • oppure chiazze di dimensioni notevoli su cuoio capelluto, genitali, mucosa orale e unghie
  • chiazze simili all'orticaria oppure con vescicole e croste
  • prurito prolungato per molti mesi

La cura

Non preoccuparti non ci sono cure pesanti o invasive all’orizzonte, tutt’altro. Di norma passa tutto da sé in un arco temporale che arriva, al massimo, a 12 settimane e difficilmente si ripresenta. Anche qualora accadesse, di norma noteresti manifestazioni molto più lievi. La cosa importante è placare il prurito in modo tale che, nel grattarti, non rischi di procurarti tagli che possano poi diventare terreno fertile per infezioni. Soprattutto nel caso di bambini, utilizza talco mentolato e creme emollienti o che contengano antistaminici. Prima, però, chiedi un consiglio al tuo medico o al pediatra.

Fonti| ISS, Ospedale Bambino Gesù 

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