La pneumoconiosi: quell’insieme di patologie che derivano dall’inalazione di sostanze tossiche

Pneumoconiosi, sì è un termine poco conosciuto ma indica un insieme di patologie molto comuni e che vengono causate dalla prolungata esposizione a sostanze fortemente tossiche che vanno ad intaccare i polmoni e la respirazione. Ecco tutto quello che devi sapere per aiutarti a riconoscerla e cosa puoi fare.
Valentina Danesi 30 Settembre 2021
* ultima modifica il 14/03/2022

Pneumoconiosi è un termine che racchiude in sé diverse patologie. Tutte, come potrai immaginare dalla presenza di “pneumo”, colpiscono i polmoni. E hai ragione. Per la precisione, il problema deriva dall'inalazione prolungata di polveri che possono essere organiche o inorganiche. I sintomi principali sono difficoltà respiratoria e dolore al torace. Bisogna però aggiunge che si tratta di malattie che insorgono lentamente e delle quali è difficile accorgersi subito. Una diagnosi precoce però è importante perché il rischio concreto è quello di danni permanenti ai polmoni. Scopriamo con esattezza di cosa stiamo parlando. 

Cos’è

Quando parliamo di pneumoconiosi ci riferiamo a un insieme di patologie polmonari che possono essere causate da una lunga esposizione a sostanze tossiche, che hai finito per inalare. Si tratta, come già ti accennavamo, di polveri, sia organiche che inorganiche, che danneggiano i polmoni.

Dal momento che ha tempi di insorgenza molto lunghi, di solito si manifesta dopo i 50 anni. Non colpisce un sesso in particolare: uomini e donne sono egualmente a rischio di svilupparla. 

I sintomi


I sintomi della peneumoconiosi variano in base a quale delle diverse forme ti colpisce. Però, in generale, possiamo affermare che la sintomatologia principale prevede:

  • tosse
  • frequenti bronchiti o problemi respiratori in genere
  • enfisema e dispnea (l’affaticamento nel respirare)

Le cause

La causa della pneumoconiosi, come ti abbiamo detto, non è altro che la lunga esposizione e l’inalazione di sostanze tossiche o polveri che contengono silice, cromo, bario, grafite, carbone. Poi, se vogliamo entrare nello specifico possiamo dire che in base alla sostanza che si respira, la patologia prende un nome diverso. Ecco qualche esempio:

  • la silicosi, dovuta all'inalazione della polvere di silice
  • la siderosi, pulviscolo ferruginoso
  • la caolinosi (o pneumoconiosi da caolino), indotta dall'inalazione della polvere di caolino
  • l'antracosi, dovuta all'inalazione e al contatto con il carbone
  • l'asbestosi, causata dal contatto con l'asbesto
  • la berilliosi, dovuta all'inalazione e all'esposizione al berillio
  • la bissinosi, dalle polveri di cotone, lino o canapa.

La diagnosi

La diagnosi di pneumoconiosi parte dall'anamnesi. Le domande che ti porrà il tuo medico o uno pneumologo sono sicuramente il primo passo per capire se potresti soffrire questa patologia. Successivamente ti prescriverà esami istologici come biopsie di tessuto polmonare – che per la verità viene richiesta raramente – e la radiografia tradizionale del torace. Infine, potrebbe prescriverti una TAC del torace ad alta risoluzione.

La cura

Più che di cura per la pneumoconiosi è meglio parlare di terapia di supporto. Un aiuto considerevole potrebbe, ad esempio, venire dall’ossigenoterapia o dalla riabilitazione polmonare, che consiste in veri e propri esercizi continui e specifici. Spesso, ma non sempre, ti verranno che consigliati farmaci che dilatino le vie aeree e mucolitici.

Fonte| UniFe 

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