La prostatite cronica: come puoi riconoscere e curare la più classica delle infiammazioni maschile

Puoi distinguere diversi tipi di prostatite cronica in base alla causa che le origina. Da un lato ci sono le infezioni batteriche, soprattutto alle vie urinarie e ai testicoli, dall’altro traumi, disfunzioni nelle terminazioni nervose della ghiandola prostatica o anche varie attività sportive. Dalle prostatiti puoi guarire: la sua durata, però, dipende dalla gravità, dalla facilità con cui recidiva e dalla risposta del tuo organismo ai trattamenti.
Kevin Ben Alì Zinati 15 Febbraio 2021
* ultima modifica il 18/03/2021

Quando ti abbiamo parlato della prostatite te l’abbiamo descritta come un’infiammazione che può sopraggiungere a carico della prostata, ovvero una ghiandola che è presente solamente negli uomini. E ti avevamo anche raccontato che ci sono diversi tipi di questa patologia, dalla forma acuta batterica (tipo I) a quella asintomatica: oggi ti presento uno dei più diffusi, ovvero la prostatite cronica.

Tipi di prostatite cronica

A seconda della causa che la origina, puoi distinguere due tipi diversi di prostatite cronica:

  • La prostatite cronica di origine batterica
  • La prostatite cronica di origine non-batterica

Prostatite cronica batterica

La prostatite cronica batterica, come puoi intuire dal nome, si origina in seguito all’infezione da parte di un agente batterico. Puoi sentirla nominare anche come prostatite di tipo II ed è l’infiammazione della prostata indotta da un'infezione di tipo locale a carattere persistente.

Tra le cause dietro a una prostatite cronica batterica puoi ritrovare:

  • una prostatite acuta batterica che non non è stata trattata nel modo giusto
  • infezioni delle vie urinarie come la cistite o l’uretrite
  • un'infezione testicolare che si è aggravata

Prostatite cronica non batterica

Anche in questo caso il nome non lascia spazio a interpretazioni. La prostatite cronica non-batterica è l’infiammazione della prostata, a comparsa graduale e persistente, che però non si origina in seguito a infezioni batteriche. Si tratta della forma di prostatite più diffusa tra la popolazione maschile tanto che, secondo le stime, rappresenterebbe oltre il 90% delle diagnosi di infiammazione della ghiandola.

Le cause non sono state ancora del tutto chiarite eppure secondo alcuni la sua insorgenza potrebbe dipendere da disfunzioni nelle terminazioni nervose della prostata, potrebbe essere la conseguenza di alcuni traumi o di un’intensa attività sportiva ad alto impatto come la corsa o il salto in alto.

Ci sono anche teorie secondo cui la prostatite cronica non-batterica dipenderebbe dal sistema immunitario che, per una disfunzione, contrasta contro la normale attività della prostata.

Quanto dura?

Dalla prostatite cronica si guarisce, se però ti stai chiedendo quanto può durare una prostatite cronica devo dirti che una risposta univoca e sicura non c’è. La prostatite cronica batterica è una condizione lieve e che può durare anche diversi mesi: secondo molti non meno di 3.

Nel caso di una prostatite cronica di origine non-batterica è più difficile individuare una tempistica dal momento che il disturbo può avere un comportamento che varia da paziente a paziente e dalla risposta di ognuno di noi alle terapie che ti presenterò più avanti.

In alcuni casi la prostatite cronica non batterica può migliorare nell'arco di circa 6 mesi di terapia, in altri la convivenza con il disturbo può durare anche un anno. Ci sono anche situazioni in cui la prostatite può scomparire per dei mesi per poi recidivare.

Sintomi

La sintomatologia che caratterizza i due tipi di prostatite cronica sono sovrapponibili. In entrambi i casi si manifestano in modo graduale e possono anche ripresentarsi dopo lunghi periodi di assenza.

Tra i sintomi più frequenti da cui puoi riconoscere la prostatite cronica ti cito:

  • Problemi urinari che vanno dalla continua sensazione di dover urinare alla frequente orinazione notturna fino al ritrovamento di tracce di sangue nell’urina
  • Dolore alla base del pene e nella zona pelvica, attorno all'ano, allo scroto e alla zona lombare
  • Dolori nell’eiaculazione
  • Febbre

Come si cura

La diversa causa dietro all’insorgenza delle due forme di prostatite cronica determina anche approcci terapeutici differenti. Nel caso della prostatite cronica batterica, la terapia standard prevede l’utilizzo di farmaci antibiotici.

Il trattamento può trovare difficoltà a causa della scarsa sensibilità della prostata agli antibiotici o della facilità con cui il disturbo tende a recidivare e per questo può avere durate differenti. Tendenzialmente possono bastare 6 o 8 settimane, in altri casi può diventare necessario sottostare al regime farmacologico anche per 3 o addirittura 6 mesi.

Per la prostatite cronica di origine non-batterica, invece, non esiste una cura specifica e tutti gli approcci medici sono mirati alla riduzione della sintomatologia.

Tra questi ci sono i farmaci come gli alfa-bloccanti che agiscono sui muscoli della prostata, gli antidolorifici o i Fans e anche alcuni antibiotici come i fluorochinoloni, le tetracicline e i macrolidi.

Se dovessi soffrire di prostatite cronica non-batterica potresti ricorrere anche ad alcuni rimedi naturali come dei bagni caldi o l’agopuntura.

Alimentazione

L’alimentazione e la dieta non sono dei veri e propri rimedi in caso di prostatite cronica, eppure possono contribuire ad alleviare i sintomi sia nel caso di un’origine batterica sia in caso di un disturbo insorto nelle circostanze che ti ho descritto prima.

In questi casi, dovresti ricordarti di seguire un’alimentazione molto ricca di liquidi, con cibi poco pesanti e poco ricchi di grassi di origine animale.

Potresti aumentare il consumo di cereali integrali e i legumi oltre alla frutta fresca.

Da evitare invece ti segnalo l’alcol, il caffè e tutti i prodotti che contengono caffeina e anche tutti quegli agenti irritanti come il pepe e le altre spezie.

Fonte | Humanitas

Contenuto validato dal Comitato Scientifico di Ohga
Il Comitato Scientifico di Ohga è composto da medici, specialisti ed esperti con funzione di validazione dei contenuti del giornale che trattano argomenti medico-scientifici. Si occupa di assicurare la qualità, l’accuratezza, l’affidabilità e l’aggiornamento di tali contenuti attraverso le proprie valutazioni e apposite verifiche.
Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.