La ricetta per combattere e prevenire il diabete? Si basa tutta sulla dieta mediterranea

Non sarebbe più necessario perdere peso drasticamente. Cambiare la propria alimentazione ispirandosi a una dieta mediterranea in soli 2 mesi potrebbe contribuire a ridurre significativamente il grasso accumulatosi in eccesso nel pancreas e migliorare quindi la produzione di insulina prevenendo il rischio di diabete.
Kevin Ben Alì Zinati 1 Agosto 2022
* ultima modifica il 01/08/2022

Una strategia efficace per combattere e prevenire il diabete è più vicina di quanto pensi. La puoi trovare a tavola, e più precisamente in un’alimentazione ispirata alla dieta mediterranea.

Consumare quotidianamente frutta, verdura, cereali, olio extravergine di oliva e semi e lasciare un po’ indietro la carne, specialmente quella rossa, in soli 2 mesi potrebbe ridurre significativamente il grasso accumulatosi in eccesso nel pancreas e migliorare la quindi produzione di insulina.

Quando il grasso consumato è eccessivo tende ad accumularsi nel tessuto adiposo e anche in organi in cui non dovrebbe penetrare come fegato, cuore e pancreas: se arrivare qui, per esempio, potrebbe innescare alterazioni della secrezione di insulina favorendo un aumento del rischio di diabete.

L'Unità di Diabete, Nutrizione e Metabolismo dell'Università Federico II di Napoli, in collaborazione con l'Ircss Synlab Sdn e l'Istituto di Biostrutture e Bioimmagini del Cnr di Napoli ha voluto capire se un’alimentazione di tipo mediterraneo – già nota per i suoi benefici in termini di salute – potesse aiutare anche contro il diabete.

I ricercatori napoletano hanno quindi chiesto a un gruppo di pazienti affetti da diabete tipo 2 di seguire per 2 mesi una dieta multifattoriale o una dieta ricca di acidi grassi monoinsaturi contenuti nell'olio extra-vergine d'oliva.

La dieta multifattoriale era ricca di fibre e di alimenti a basso indice glicemico come i legumi, verdura fresca, cereali integrali e frutta oltreché di acidi grassi monoinsaturi, acidi grassi omega 3 e omega 6 (derivanti dal pesce grasso e dalla frutta secca a guscio), vitamine e polifenoli (ricavati da frutta, verdura, tè, caffè). L’altra dieta invece era ricca solo di acidi grassi monoinsaturi derivanti dall'olio extra vergine d’oliva.

Prima e dopo lo studio hanno misurato il contenuto di grasso nel pancreas e anche i valori di glicemia e insulinemia a digiuno e nelle 4 ore successive ad un pasto test.

Sulle pagine della rivista Diabetes Care hanno poi descritti i risultati. Al termine dei 2 mesi, hanno visto che il grasso pancreatico si era ridotto significativamente del 10% nei pazienti sottoposti alla dieta multifattoriale.

Non solo: durante il pasto hanno osservato che questo stesso gruppo aveva fatto registrare un aumento significativo della secrezione insulinica del 30%, soprattutto nelle prime due ore successive al pasto.

“La variazione nel contenuto di grasso pancreatico correlava inversamente con l'incremento di insulina a supporto dell'ipotesi che fosse proprio la riduzione del grasso pancreatico ad indurre tale miglioramento hanno commentato i ricercatori della Federico II, spiegando che fino ad oggi la riduzione clinicamente rilevante del grasso pancreatico era stata indotta solo attraverso una drastica riduzione del peso corporeo.

La perdita di peso determina, infatti, una sostanziale riduzione della disponibilità di energia in eccesso che necessita di essere depositata ma è una pratica difficile – e qualche volta anche rischiosa – da mettere in pratica, specialmente se non controllata. “La possibilità di implementare modifiche qualitative della dieta senza la necessità di ridurre drasticamente la quantità di calorie rappresenta un vantaggio notevole in termini di adesione al trattamento dietetico”.    

Fonte | "An Isoenergetic Multifactorial Diet Reduces Pancreatic Fat and Increases Postprandial Insulin Response in Patients With Type 2 Diabetes: A Randomized Controlled Trial" pubblicato il 21 luglio 2022 sulla rivista Diabetes Care

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