La scienza vince sui no vax e le ragioni sono evidenti

Il sentimento che domina questo periodo storco è la paura: paura che qualcuno voglia utilizzarci come cavie umane o che si voglia arricchire alle tue spalle. Ma i vaccini non sono questo. Anzi. Se alcune malattie sono state debellate dalla faccia delle Terra è proprio grazie a questi farmaci. Perciò è necessario che si ristabilisca il rapporto di fiducia tra medico e paziente.
Dott. Albert Kasongo Medico vaccinatore
26 giugno 2019 * ultima modifica il 26/06/2019

Per affrontare un tema così delicato come quello dei vaccini è necessario partire da un assunto: per Scienza s’intende un “complesso organico e sistematico delle conoscenze, determinate in base a un principio rigoroso di verifica della loro validità, attraverso lo studio e l'applicazione di metodi teorici e sperimentali”, così come la definisce il Dizionario Italiano Hoepli.

L’ambito di riferimento dei vaccini è la prevenzione, quindi la medicina, quindi la scienza. In parole povere, prima di arrivare ad affermare determinate teorie in ambito medico si conducono studi ed esperimenti che durano anni e che possono far giungere a conclusioni verosimili riguardo la realtà delle cose. Tutti questi esperimenti sono replicabili, perciò, chi fosse scettico a riguardo avrebbe tutti gli elementi per poter verificare di persona ogni singolo passaggio che ha portato ad asserire una determinata tesi e, nel caso in cui volesse confutarla, avrebbe il terreno adatto per trovare eventuali errori nella procedura, dimostrando a sua volta la contro-tesi, che dovrà quindi essere anch’essa replicabile. La scienza non può essere esatta!

È necessario, o meglio, una conditio sine qua non, tenere ben presente un altro dogma: non avere conoscenze in merito a un argomento o non conoscerne i meccanismi di sviluppo rappresenta il motivo principale per cui, a chi fosse sprovvisto delle necessarie basi di conoscenza della materia in oggetto non deve essere concessa la possibilità scientifica di confrontarsi. Si ignora, ad esempio, il fatto che la medicina prende in considerazione sempre una quantità innumerevole di fattori che portano il professionista ad adattare ogni singolo trattamento, preventivo o diagnostico, alla persona che ha di fronte, considerando tutte le singole varianti che portano 7 miliardi di persone a essere diverse l’una dall’altra.

Il debellamento totale di alcune malattie dal Pianeta non è un caso, ma è la conseguenza di decenni di studi

Fatta questa doverosa introduzione, è molto più facile comprendere come l’allungamento della vita delle persone, il miglioramento delle condizioni della stessa e il debellamento totale di alcune malattie dalla faccia della Terra non rappresentino un caso, ma siano conseguenza diretta di studi lunghi decenni che hanno portato a un beneficio globale. Va da sé che sarebbe privo di ogni senso critico pensare che esista una verità assoluta; il fatto che possano esistere delle eccezioni, degli effetti collaterali o anche degli imprevisti, fanno parte del normale processo di sviluppo e di scoperta delle cose. Ogni concetto può essere spiegato, ci vuole soltanto molta dedizione e, in alcuni casi, tanto tempo.

Il sentimento che fa da padrone in questo periodo storico è la paura: la paura che qualcuno voglia utilizzarci come cavie umane, la paura che qualcuno si voglia arricchire alle nostre spalle, la paura che qualcuno ci nasconda qualcosa. Il cervello umano, per sua natura, è portato a dare una spiegazione a tutto (vedi la pareidolia) e quando non c'è una logica, se la inventa!

Chiunque sia contro la prevenzione, o meglio, contro i vaccini, è spinto dalla paura che possa causare un danno alla salute, paura lecita, ma che non considera diversi fattori. In primis, il ragionamento si basa esclusivamente su un rapporto temporale di comparsa di alcune patologie (ho fatto il vaccino e dopo è comparsa la patologia), senza considerare eventuali condizioni di base del soggetto sottoposto a vaccino che magari avrebbero rappresentato una controindicazione alla somministrazione dello stesso (sarebbe come dire “dopo aver schioccato le dita mi è squillato il telefono”). In secondo luogo, la comparsa di reazioni avverse o anche, in rari casi, di patologie anche invalidanti, è stata spesso attribuita alla somministrazione dei vaccini semplicemente perché non si sono trovate altre cause certe, per esclusione insomma. Questo non rappresenta causa certa in medicina. Esistono tutt’oggi numerose patologie che vengono definite “di eziologia ignota”, di cui, cioè, non se ne conoscono le cause.

In ultimo, Big Pharma ha deciso di vivere producendo farmaci, cosa che non rappresenta un reato (non esiste motivo per cui un’azienda che vende frutta sia migliore di una che vende farmaci), e guadagnerebbe molto di più se la gente si ammalasse, poiché per curarsi da patologie conclamate con i rispettivi sintomi servono molti più farmaci. Sarebbe quindi una scelta insensata e improduttiva produrre vaccini che prevengono le suddette patologie, in quanto apporterebbe un minore guadagno.

Esistono svariate sentenze giuridiche che negano il rapporto causa effetto fra vaccini e insorgenza di patologie varie che si basano su queste considerazioni.

In conclusione, è necessario che si ristabilisca il rapporto di fiducia che legava la gente alla prevenzione e alla cura delle malattie. Non si può decidere arbitrariamente di abbracciare una terapia e negarne un’altra senza neanche avere un senso critico basato sulla conoscenza dell’argomento. Nella speranza che vengano tempi migliori è opportuno che l’informazione torni a chi ne ha le competenze e che venga diffusa in misura maggiore. Ad Maiora.

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, ha maturato esperienza in numerosi ambiti collaborando con diverse altro…
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