La scuola riapre fino alla prima media anche in zona rossa: Draghi annuncia le nuove misure di aprile

Il nuovo decreto anti-Covid prevede la conferma dell’attuale sistema dei colori, la sospensione delle zone gialle e la validità di tutte le altre misure già in vigore. Dopo Pasqua si ritornerà in classe solo fino alla prima media: secondo il premier in questa fascia scolastica le fonti di contagio come attività extra e trasporti sono limitate.
Kevin Ben Alì Zinati 26 Marzo 2021
* ultima modifica il 01/04/2021

Sì alla riapertura delle scuole fino alla prima media anche in zona rossa. L’ha annunciato il premier Mario Draghi nella conferenza stampa tenuta insieme al Ministro della Salute Roberto Speranza per fare il punto sulle nuove misure anti-Covid e sul provvedimento che determinerà i nuovi colori delle Regioni.

Poche novità

Il nuovo decreto anti-Covid introdurrà ben poche novità rispetto alla situazione attuale. Il sistema dei colori in base al rischio epidemiologico e alle conseguenti misure restrittive resterà attivo con gli spostamenti consentiti solo tra zona rossa e arancione: le zone gialle, infatti,resteranno sospese fino al 30 aprile.

Resteranno poi valide le altre misure ad oggi in vigore: niente spostamenti tra Regionibar e ristoranti chiusi, così come palestre, teatri e cinema.

Perché fino alla prima media?

L'unico cambiamento, come ti dicevo, riguarda la scuola, che da dopo Pasqua riaprirà anche in zona rossa fino alla prima media.

Il premier ha spiegato che “le decisioni prese nell’ultimo decreto hanno portato a una diminuzione nel tasso di crescita e nel livello dei contagi. Anche se la situazione resta molto critica, la volontà complessiva era che se ci fosse stato uno spazio di manovra lo avremmo utilizzato per la scuola”.

Ti stai domandando perché la volontà del Governo è di riaprire solo fino alla prima media, lasciando così una grossa fetta di studenti ancora a destreggiarsi con la Dad?

Secondo Draghi, le fonti scientifiche dimostrano che fino alla prima media i rischi di contagio sono limitati perché a creare il rischio è “tutto ciò che avviene attorno alla scuola, il trasporto e le attività parascolastiche”. Fattori che si verificano per lo più nelle altre fasce scolastiche. "Più si alza l’età scolastica più queste possibilità di contagio aumentano”.

La scuola può rappresentare un punto di contagio limitato solo se tutte le altre restrizioni restano in vigore“i dati lo confermano”. Ecco perché, dunque, la spina dorsale delle misure restrittive non cambierà.

Sulla riapertura della scuola è intervenuto anche il Ministero Speranza secondo cui, nonostante la situazione resti delicata, si sono visti piccoli miglioramenti nel quadro epidemiologico: “Le misure che abbiamo adottato ci hanno consentito di poter vedere qualche primo segnale di rallentamento. Oggi l’Rt è a 1,08, settimana scorsa era 1,16 e anche il tasso di incidenza è sceso sotto i 250 casi ogni 100mila abitanti”.

Speranza ha spiegato che in questo quadro prudenziale la scelta di riportare sui banchi i ragazzi fino alla prima media “vuole dare un segnale a un pezzo strategico e decisivo della nostra società". Tutto il margine lasciatoci dalla curva epidemiologica sarà speso dunque per gli studenti fino alla prima media: "Abbiamo scelto di spendere questo tesoretto per la scuola”.

I nuovi colori delle regioni

Draghi ha spiegato che la decisione di chiudere in modo più o meno restrittivo le Regioni e i territori dipende “solo dai dati che vediamo. Sappiamo qualcosa di più sulle fonti di contagio e queste misure hanno dimostrato di non essere campate per aria. Il desiderio è riaprire poi però la decisione di cosa e quando riaprire dipende solo dai daiti che abbiamo a disposizione”.

Proprio sulla base degli ultimi dati epidemiologici, ad oggi sono all’orizzonte solo poch cambi colore. Il Lazio da rosso torna arancione, l’ha spiegato il Ministro Speranza: “Il Lazio ha avuto dati in miglioramento quindi nella Cabina di Regia di oggi e nelle determinazioni che firmeremo nelle prossime ore non sarà più in rossa ma in arancione. Il provvedimento entrerà in vigore alla scadenza dell’ordinanza vigente, quindi alla mezzanotte tra lunedì 29 e martedì 30 marzo.

L'incidenza per 100mila abitanti, invece “condanna” la Valle d’Aosta che, avendo superato la soglia dei 250casi ogni 100mila abitanti, torna così in zona rossa. Stesso destino anche per la Toscana e la Calabria.

Fonte | Governo

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