La sincope vasovagale: le cause della perdita di coscienza temporanea

La sincope è una perdita di coscienza temporanea, che può capitarti in modo del tutto improvviso. Magari ti dà fastidio la vista del sangue, oppure hai appena avvertito un’emozione molto forte e il tuo corpo ha reagito diminuendo l’apporto di sangue al cervello. Vediamo cosa fare in questi casi.
Dott. Albert Kasongo Medico vaccinatore
30 Giugno 2020 * ultima modifica il 08/09/2020

Con il termine sincope s’intende una perdita di coscienza temporanea che insorge in maniera più o meno improvvisa, caratterizzata da incapacità a mantenere il tono posturale (impossibilità a rimanere in piedi con conseguente caduta a terra) e a risoluzione spontanea. Viene definita “svenimento” nel linguaggio comune. La maggior parte dei casi è rappresentato da episodi di natura benigna.

I sintomi

I sintomi principali sono rappresentati da ipotensione (pressione bassa) e bradicardia (diminuzione dei battiti cardiaci). Spesso, però, questi episodi sono preceduti dalla comparsa di sintomi prodromici (che anticipano la sincope e fungono da campanello d’allarme a indicare l’imminente arrivo dell’episodio) rappresentati da vertigini, pallore, sudorazione fredda, stanchezza progressiva, nausea e acufeni, per citarne alcuni.

Le cause

Nonostante le cause siano ancora oggetto di studio si può affermare che la diminuzione dell’apporto di sangue al cervello, che rappresenta il motivo per cui si ha perdita di coscienza, sia causato da un aumento del tono vagale, accompagnato da un’inibizione del sistema nervoso simpatico. In parole semplici, aumenta l’attività del nervo vago che continua a dare impulsi al cuore e il nostro organismo per difendersi attua questo meccanismo. I fattori che portano all’insorgenza di questa condizione, definiti “trigger”, sono forti emozioni, dolori intensi, vista del sangue, paura, prolungato ortostatismo (rimanere per lungo tempo in piedi), assunzione di alcuni farmaci miorilassanti.

La diagnosi

La diagnosi di sincope si avvale della raccolta dei dati clinici anamnestici e di un esame obiettivo a cui possono essere associati l’esecuzione di alcuni esami come il tilt test, ECG, holter ed esami del sangue.

La terapia

Nel caso in cui si verifichi un singolo episodio di sincope non si ricorre ad alcun trattamento, in caso contrario ci si può servire di un trattamento farmacologico con finalità anti-ipotensiva o nei casi più severi si può ricorrere a intervento chirurgico per impiantare un pace-maker che vada a regolarizzare i battiti cardiaci.

La prevenzione

È di assoluta importanza saper riconoscere i sintomi prodromici e prevenire una crisi eseguendo degli esercizi fisici come ad esempio stringere i pugni con tutta la forza o contrarre i muscoli di braccia o gambe al fine da innalzare la pressione ed evitare l’insorgenza dell’episodio di sincope vasovagale.

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, ha maturato esperienza in numerosi ambiti collaborando con diverse altro…
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