“La Terra è ora il nostro unico azionista”, così il fondatore di Patagonia dona la sua azienda a un’associazione ambientalista

Le quote di Patagonia, la nota azienda di abbigliamento per l’outdoor, sono state donate al Fondo Patagonia Purpose Trust e all’associazione no profit Holdfast Collective. Una decisione presa dallo stesso fondatore, Yvon Chouinard, per impegnarsi ulteriormente per la salvaguardia del Pianeta.
Gaia Cortese 15 Settembre 2022

Patagonia, la nota azienda americana di abbigliamento per attività outdoor è stata venduta. Di per sé la notizia potrebbe non sembrare così straordinaria, ma di fatto lo è, perché si tratta di una tipologia di vendita con pochissimi precedenti nella storia delle multinazionali, soprattutto per via della sua irreversibilità.

Le quote dell'azienda sono state donate a una fondazione e ad un'associazione no profit affinché i profitti aziendali possano essere investiti in progetti e iniziative che contrastino il cambiamento climatico.

A dichiararlo è stato lo stesso fondatore di Patagonia, Yvon Chouinard, che in un’intervista rilasciata al New York Times, ha dichiarato di aver trasferito irreversibilmente il 2 per cento delle azioni con diritto di voto a un fondo denominato Patagonia Purpose Trust, che sarà supervisionato dai membri della famiglia e dai loro stretti consiglieri, per garantire che Patagonia continui a cedere i profitti e a impegnarsi nel gestire l'attività in modo socialmente responsabile.

Il restante 98 per cento delle azioni è stato invece donato a un’associazione no profit, la Holdfast Collective: ogni anno i profitti non reinvestiti all’interno dell’azienda saranno dati come dividendi alla Holdfast Collective che li impiegherà per contrastare il climate change. E per chi volesse vederci qualche celato tornaconto, si sbaglia: questa operazione non comporta alcun beneficio fiscale per la famiglia Chouinard.

Patagonia esiste ormai da quasi cinquant’anni. Nata nel 1973, l’azienda americana ha un valore di circa 3 miliardi di dollari e profitti pari a circa 100 milioni all’anno. Le azioni che ora saranno interamente donate, erano sempre state detenute dal fondatore dell'azienda Yvon Chouinard e dai membri della sua famiglia.

Chouinard è tuttavia sempre stato un businessman atipico, forse più legato alla sua passione per la montagna, come racconta lui stesso in una lettera pubblicata sul sito dell'azienda: "Non ho mai voluto essere un uomo d'affari. Ho iniziato come artigiano, realizzando attrezzatura da arrampicata per me e i miei amici, poi sono passato all'abbigliamento".

Ma ciò che ha sempre contraddistinto i prodotti e la produzione  in Patagonia, è stato l'impegno per la salvaguardia del pianeta.

“Abbiamo iniziato con i nostri prodotti, utilizzando materiali che causavano meno danni all'ambiente – si legge nella sua lettera -. Abbiamo regalato l'1 per cento delle vendite ogni anno. Siamo diventati una BCorp certificata e una società di beneficienza della California, scrivendo i nostri valori nel nostro statuto aziendale in modo che fossero preservati. Più recentemente, nel 2018, abbiamo cambiato lo scopo dell'azienda in: Siamo in affari per salvare il nostro pianeta. Anche se stiamo facendo del nostro meglio per affrontare la crisi ambientale, non è abbastanza. Avevamo bisogno di trovare un modo per investire di più nella lotta alla crisi mantenendo intatti i valori dell’azienda".

"Sono passati quasi cinquant'anni da quando abbiamo iniziato il nostro esperimento di business responsabile e abbiamo appena iniziato. Se abbiamo qualche speranza che il pianeta si riprenda, tra altri cinquant'anni, saremo chiamati tutti a fare ciò che possiamo, con le risorse a disposizione. Questo è un altro modo in cui abbiamo scoperto di fare la nostra parte. Nonostante la loro immensità, le risorse della Terra non sono infinite ed è chiaro che abbiamo superato i suoi limiti. Ma la Terra è anche resiliente. Se ci impegniamo, possiamo ancora salvare il nostro pianeta".