La terza dose? Per il ministro Speranza si farà. Con priorità ai più fragili e a chi si è vaccinato a gennaio

Intervistato da Repubblica, il Ministro della Salute ha confermato che il richiamo “booster” verrà inserito nel piano vaccinale. Sul fronte Green pass si dovrebbe valutare una proroga dei 9 mesi finora previsti mentre per quanto riguarda la scuola, la volontà del Governo è quella di garantire il rientro in classe e anziché continuare con la Dad.
Kevin Ben Alì Zinati 25 Agosto 2021
* ultima modifica il 31/08/2021

“Si farà”. Lo dice il Ministro della Salute Roberto Speranza a proposito della terza dose di vaccino anti-Covid. Anche l’Italia dunque sarebbe decisa a seguire la strada già inaugurata da Israele e Stati Uniti.

Nonostante l’opposizione dell’Oms, che nei giorni scorsi si è detta contraria alle terze dosi nei Paesi ricchi sottolineando invece la priorità per gli Stati con basse percentuali di vaccinazioni, il Governo è dunque pronto a valutare la possibilità di una dose “booster”.

Quella, come sai, necessaria per rinvigorire la protezione contro Sars-CoV-2 e le sue varianti.

Necessaria

L’ipotesi di una terza dose di vaccino sta diventando sempre più concreta. L’immunità che sviluppi alla conclusione del ciclo vaccinale non è eterna ed è invece destinata a diminuire nel tempo.

Non c’è ancora una tempistica certa sulla sua durata ma alcuni studi, per esempio, hanno osservato che sia gli anticorpi forniti dal vaccino di Pfizer sia quelli arrivati dall’iniezione con AstraZeneca comincerebbero a diminuire già 6 settimane dopo le due dosi, arrivando addirittura a una riduzione di oltre il 50% in dieci settimane.

Secondo gli scienziati, la protezione comincerebbe a diminuire nel giro di 2-3 mesi.

Ecco allora che se pensi alle persone più fragili o al personale sanitario e a tutti coloro che sono stati vaccinati per primi, la terza dose assume una rilevanza determinante.

Intervistato da Repubblica, il Ministro Speranza ha confermato che nonostante la ferma priorità di vaccinare chi ancora non ha ricevuto nemmeno una dose, la terza iniezione ci sarà.

Anche se Aifa e Ema non hanno ancora dato un’indicazione perentoria, ha spiegato Speranza, la discussione è già aperta non solo nel Cts ma anche con gli altri Paesi europei. “Sicuramente si partirà con la terza dose per i fragili, gli immunodepressi, gli over80 e poi in maniera graduale anche agli altri. Ma la terza dose è evidente che si farà” ha dichiarato il Ministro.

Scuola e Green pass

L’imprescindibilità (ormai quasi certa) della terza dose trova conferme anche se pensi al periodo verso cui ci stiamo avviando: settembre.

Il mese di (ri)inizio delle scuole, tra il desiderio della presenza fisica sui banchi e lo spauracchio Dad, e quello di fine della validità di molti Green pass, ora obbligatorio per accedere a bar e ristoranti al chiuso e altre attività e destinato a diventarlo anche per i mezzi di trasporto e il personale scolastico.

L’ultimo decreto-legge approvato dal premier Mario Draghi, aveva sancito che la certificazione verde sarebbe rimasta valida al massimo 9 mesi dopo la seconda iniezione.

Chi rientrava nelle famose categorie prioritarie e ha ricevuto la propria vaccinazione a partire da gennaio, dunque, non solo rischia di avere un titolo anticorpale più basso, ma anche di vedere scadere la validità del proprio Green pass.

“Stiamo ragionando sul da farsi – ha continuato il Ministro Speranza – Non escludo la proroga per una prima fase. Poi si lavorerà sulla terza dose. Si partirà dai fragili e chi si è vaccinato prima. In Italia abbiamo messo in sicurezza prima il personale sanitario quindi lavoreremo in questo senso”. 

La terza iniezione, dunque, potrebbe diventare utile anche ai fini della validità della certificazione verde.

Sul fronte scuola, invece, nella testa di Speranza, come in seno al Governo, vive lo stesso desiderio di moltissimi genitori e famiglie di riportare gli studenti in classe. Inevitabilmente, però, tutto passa dalla campagna vaccinale e dall’immunizzazione dei più giovani.

Il Ministro non si è detto affatto preoccupato per il calo fisiologico della campagna vaccinale “previsto” nel periodo di Ferragosto ma destinato, ha spiegato, a una rapida ripresa.

E, soprattutto, si è mostrato soddisfatto ed entusiasta dell’altissima risposta da parte della fascia di popolazione tra i 20-29 anni, addirittura migliore di quella di molte altre fasce, così come quella tra 12-18 anni, vicina al 50% della popolazione vaccinabile. “Dobbiamo insistere su questa strada, anche per evitare la Dad. Il Governo farà il possibile per la scuola in presenza”. 

Fonte | Governo; AdnKronos

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