La vulvodinia: un dolore che potrebbe imbarazzarti, ma di cui è bene parlare

Con vulvodinia intendiamo un disturbo che, come potrai ben capire, va ad intaccare tutta la zona intima femminile. È un tipo di malessere costante, un vero e proprio dolore, che nel caso di rapporti sessuali diventa un male addirittura difficile da sopportare. È fisico ma non dimentichiamo che la componente psicologica è fondamentale.
Valentina Danesi 9 Maggio 2021
* ultima modifica il 17/05/2021
Intervista alla Dott.ssa Giada Almirante Ginecologa dell’IRCCS ospedale San Raffaele di Milano

Come potrai ben immaginare la vulvodinia è una patologia che va a coinvolgere la zona intima femminile, ossia la vulva, che è nello specifico la parte interna della vagina. Si tratta principalmente di dolore, che viene avvertito in particolare durante i rapporti sessuali. Può risultare un disturbo fastidioso e invalidante in momenti in cui si cerca invece di sperimentare solo benessere e intimità con un'altra persona. La domanda quindi è: si può risolvere? Ecco qui tutto quello che devi sapere.

Cos’è

Quando parliamo di vulvodinia ci riferiamo a un dolore che comprende tutta la vulva. È un tipo di malessere costante, che nel caso di rapporti sessuali diventa un dolore addirittura difficile da sopportare. Non colpisce in una fascia d’età specifica però possiamo dire che insorge principalmente durante l’età fertile. In base al modo in cui si presenta, viene suddiviso in due categorie:

  • spontanea, in questo caso avvertirai sia il male che il fastidio anche se la parte non viene stimolata
  • provocata, quando il problema si verifica solo dopo che la parte è stata stimolata da un rapporto sessuale, come pure da un semplice contatto

Ma non solo, possiamo fare un’ulteriore distinzione in base a dove avverti il dolore:

  • vulvodinia generalizzata, quando il disturbo interessa tutta l’area vulvare
  • vulvodinia localizzata, quando il disturbo è limitato a parti precise

A seconda della frequenza dei sintomi, la vulvodinia può essere:

  • cronica e continua
  • intermittente o episodica, in sostanza legata a singoli momenti della vita o fasi particolari, per esempio quelle che precedono l’arrivo del ciclo

È importante che tu sappia che questo disturbo può essere davvero molto doloroso e non esitare a parlarne con il tuo medico di fiducia: è un disturbo vero e proprio, anche se per anni non lo si è ritenuto tale.

Le cause


Non possiamo indicare una causa specifica per la vulvodinia. È molto probabile che i fattori che ne stimolano l'insorgenza siano soprattutto psicologici, come stress, educazione particolarmente rigida o eventuali episodi traumatici legati al tuo passato. Altri elementi di cui tenere conto sono la genetica, e una particolare predisposizione alle infiammazioni, come pure i fattori ormonali.

I sintomi


Ecco quali sono i sintomi principali che ti possono indicare che soffri di questo problema:

  • alterata percezione del dolore
  • il tuo pavimento pelvico non è mobile come prima o meglio non si contrae come in precedenza (per pavimento pelvico intendiamo quell’insieme di muscoli e legamenti che sostengono vescia, utero e retto)

Valuta inoltre la presenza di eventuali fattori di rischio che possono contribuire al presentarsi del problema.

La diagnosi

Come puoi capire se soffri di vulvodinia? Il test principale è lo swab test, chiamato anche Q-tip test. In cosa consiste? Il medico con una sorta di cotton fioc, giusto per darti l’idea, tocca la zona. Se il dolore è eccessivo rispetto a uno stimolo così leggero, potrebbe già avere il dubbio che si tratti proprio di questo disturbo.

A questo puoi aggiungere altri esami come l’elettromiografia che serve a capire se in quella zona sei eccessivamente reattiva. Non solo, puoi anche eseguire una sorta di confronto con la mappatura del dolore. Non è semplice capire e affrontare questo problema, ecco perché è importante che lo specialista sia di tua fiducia: per capirti a fondo e perché tu ti senta libera di parlargli di tutti i tuoi problemi.

La cura

Essendo un disturbo che colpisce sia la sfera psicologica che quella fisica, è bene che accanto alla terapia farmacologia sia prevista anche un percorso mirato a trovare e risolvere la causa del disturbo.  Spesso vengono prescritti antidolorifici e potrai scegliere tu se via orale o da applicare direttamente sulla parte che ti fa male. Ai medicinali potrai aggiungere una sorta di riabilitazione specifica per quella muscolatura. La cosa importante è farti affiancare da un medico di fiducia in modo tale che la terapia si strutturata ad hoc per te.

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto alla dottoressa Giada Almirante, ginecologa dell’IRCCS ospedale San Raffaele di Milano, di chiarire se le cause della vulvodinia siano più fisiche o psicologiche:

"Entrambe le versioni sono vere perché la vulvodinia è sia un disturbo fisico, ossia un dolore a livello vulvare associato, per esempio, a ipertono del muscolo dell’ano, sia psicologico: si autoalimentano. Il dolore aumenta il disagio nella donna, infatti la vulvodinia nel 70% dei casi è associata a depressione.

Per quanto riguarda l’insorgenza di questo disturbo dal lato psicologico, inoltre, dobbiamo specificare che una delle cause può essere anche un trauma, come ad esempio un abuso. Ecco perché non si può escludere il lato psicologico del problema. E, come ripeto, spesso sono sfere che si influenzano a vicenda. Per questo motivo, di solito si consiglia una terapia che vada a risolvere il problema ‘visibile', ossia il dolore della parte fisica, ma si consiglia anche un supporto psicologico che capisca nel singolo soggetto, nel caso specifico, la dimensione e l'intensità della parte psicologica".

Fonti| Clinica Castelli, Gruppo San Donato 

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