La zona bianca è il prossimo obiettivo a cui dobbiamo puntare: sai cos’è e quando scatta?

Con il decreto-legge di gennaio, il Governo ha introdotto un nuovo colore per identificare il rischio epidemiologico di una Regione. Oltre a quella gialla, arancione e rossa, è stata così istituita anche la zona bianca: scatterebbe nel caso in cui un territorio avesse un Rt sotto 1 e un’incidenza inferiore a 50 positivi su 100mila abitanti per 3 settimane consecutive.
Kevin Ben Alì Zinati • 3 Febbraio 2021
* ultima modifica il 03/02/2021

Il girotondo di colori in cui sono coinvolte le Regioni italiane è più variopinto e dopo mesi a traghettare dal giallo all’arancione fino al rosso e viceversa, oggi si è aggiunto anche il bianco. L’ormai famosa “zona bianca”, introdotta dall’ultimo decreto-legge che il Ministro della Salute Speranza aveva annunciato in Parlamento ad inizio gennaio, è il nuovo obiettivo a cui tutti aspiriamo. Sì, perché il bianco caratterizzerà una zona “sicura”, in cui il rischio epidemiologico è molto basso e dove la vita e le attività possono riprendere più o meno normalmente.

I nuovi criteri

Se ti ricordi, l’istituzione della zona bianca era stata anticipata dalla decisione di aggiornare i criteri per decretare il livello di rischio epidemiologico e di conseguenza i colori delle Regioni e le restrizioni a cui avrebbero dovuto sottostare.

Tra i criteri valutati era rientrato il calcolo settimanale del numero di nuovi positivi per 100mila abitanti mentre le soglie delle diverse fasce colorate erano state “abbassate” di 0,25: per entrare in zona rossa, per esempio, non serve più superare un Rt di 1,5 ma basta un valore superiore a 1,25, allo stesso modo per rientrare in fascia arancione è sufficiente un indice superiore a 1 (e non più 1,25) e sotto la soglia di 1 per la zona gialla.

Quando scatta 

In questo contesto, il decreto-legge di gennaio ha previsto anche una nuova zona, denominata “bianca”. Una regione può accedervi con un valore di Rt sotto 1, con un rischio epidemiologico basso se l’incidenza settimanale dei casi resta per 3 settimane consecutive inferiore a 50 positivi per 100mila persone. In più, l’area dove trovarsi nel cosiddetto scenario 1 che, come ti avevamo raccontato, descrive una situazione di trasmissione non troppo diversa rispetto al periodo luglio-agosto 2020, con focolai localizzati e le strutture ospedaliere non sovraccariche.

Dai attenzione: se l’incidenza è sotto i 50 casi su 100mila abitanti, il rischio è basso o moderato ma si presenta uno scenario 2, 3 o 4 non scatterebbe la zona bianca bensì quella gialla.

Come specifica il decreto legge, poi, nella zona bianca “non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli”. Significa, dunque, che in zona bianca potresti ritrovare bar e ristoranti aperti e senza limiti di orario, così come le palestre, i cinema o le sale da concerto.

Fonte | Governo

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